In data 16 ottobre 2019, la Commissione Europea ha imposto misure cautelari alla Broadcom Inc. (“Broadcom”), uno dei principali sviluppatori e fornitori di circuiti integrati per dispositivi di comunicazione cablata, per abuso di posizione dominante in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), facendo seguito all’indagine avviata il 26 giugno 2019.

Non è la prima volta che la Broadcom finisce nel mirino dei regolatori antitrust. Nel gennaio del 2018, infatti, la Federal Trade Commission (FTC) degli Stati Uniti aveva avviato un’indagine, ancora in corso, per verificare se l’impresa avesse abusato della propria posizione dominante nel mercato dei chipset Wi-Fi.

La decisione della Commissione assume particolare rilevanza in quanto sono trascorsi ormai diciotto anni dall’ultimo sub-procedimento avviato per l’applicazione di misure provvisorie. Si pone nel solco della nuova politica perseguita dalla Commissaria per la concorrenza, Margrethe Vestager, di innalzare il livello della repressione dei comportamenti anticoncorrenziali delle multinazionali dell’hi-tech. Come più volte ribadito dalla Corte di Giustizia, in quest’ottica le misure cautelari svolgono un ruolo fondamentale, in quanto possono essere adottate nel caso in cui il comportamento sia prima facie in violazione delle norme antitrust, evitando che il tempo necessario per giungere ad una decisione vanifichi l’accertamento dell’infrazione causando danni gravi e irreparabili alla concorrenza.

La Broadcom, che si trova in posizione dominante nei mercati dei chipset, dei modem in fibra e dei modem xDSL, avrebbe posto in essere comportamenti potenzialmente dannosi per la concorrenza e per l’innovazione, con pregiudizio dei consumatori. Nello specifico, la Broadcom avrebbe stipulato accordi con sei produttori di decoder e modem televisivi contenenti diverse clausole anticoncorrenziali che, tra l’altro, prevedono obblighi di acquisto esclusivi o quasi esclusivi e vantaggi commerciali non legati al prezzo riconducibili a forme di bundling.

Dopo aver preso in considerazione diversi elementi quali l’importanza dei clienti coinvolti, le condizioni e la durata degli accordi e le prove rinvenute nei documenti forniti dai clienti stessi e dalle imprese concorrenti, la Commissione ha ritenuto che qualora alla Broadcom fosse concesso di continuare a porre in essere tali condotte, queste potrebbero influenzare negativamente le future aste che saranno lanciate in relazione alla tecnologia Wi-Fi 6 per modem e decoder televisivi, impedendo ad alcuni produttori di inserirsi in tale mercato. Di conseguenza, la Commissione ha imposto alla Broadcom di cessare unilateralmente di applicare le disposizioni anticoncorrenziali contestate informandone i propri clienti, di astenersi dallo stipulare stesse disposizioni o disposizioni analoghe in futuri accordi con tali clienti, ed altresì proibendole di attuare pratiche ritorsive di effetto equivalente.

La Broadcom avrà ora a disposizione un periodo di trenta giorni per adeguarsi alle richieste della Commissione. Le misure provvisorie si applicheranno per i prossimi tre anni oppure, in alternativa, fino alla data di adozione di una decisione definitiva in merito alla condotta della Broadcom o alla chiusura delle relative indagini da parte della Commissione. La Broadcom ha preannunciato che impugnerà la decisione della Commissione dinanzi al Tribunale dell’Unione.