In data 6 ottobre 2022, il Consiglio ha deciso di imporre un nuovo pacchetto di sanzioni economiche ed individuali al fine di rispondere alla decisione della Federazione Russa di organizzare referendum illegali nelle parti delle regioni di Donetsk[1] attualmente occupate e di minacciare nuovamente di ricorrere ad armi di distruzione di massa.
In primo luogo, il nuovo pacchetto introduce ulteriori restrizioni all'importazione[2] per un valore pari a circa 7 miliardi di euro. Più particolarmente, a partire dal 30 settembre 2023 l'importazione di prodotti finiti o semilavorati originari o esportati dalla Russia sarà completamente vietata, mentre quelli sottoposti a trasformazione in uno Stato terzo e che incorporano prodotti siderurgici originari della Russia saranno inclusi in tale divieto entro un anno[3]. Ulteriori restrizioni all'importazione, inoltre, sono imposte anche alla pasta di legno e alla carta, alle sigarette, alla plastica, ai prodotti cosmetici e agli elementi utilizzati nell'industria dei gioielli.
In secondo luogo, il pacchetto introduce ulteriori restrizioni all'esportazione volte a ridurre l'accesso della Russia a prodotti militari, industriali e tecnologici, nonché la sua capacità di sviluppare il settore della difesa e della sicurezza. Nello specifico, non potranno più essere esportate i) le sostanze chimiche, agenti nervini e merci praticamente utilizzabili solo per la pena di morte, la tortura o altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, o che potrebbero essere utilizzati a tali fini[4], ii) il carbone e gli altri prodotti elencati nell'Allegato XXII del Regolamento 833/2014[5], e iii) le armi da fuoco ad uso civile, loro componenti essenziali e munizioni, i veicoli e gli equipaggiamenti militari, gli equipaggiamenti paramilitari nonché i pezzi di ricambio[6]. Il pacchetto, inoltre, impone restrizioni alla vendita, alla fornitura, al trasferimento o all'esportazione di ulteriori beni utilizzati nel settore dell'aviazione.
In terzo luogo, il pacchetto introduce due nuove restrizioni per quanto riguarda le imprese statali. Dal 22 ottobre 2022, infatti, i cittadini europei non potranno ricoprire cariche negli organi direttivi delle persone giuridiche, entità o organismi di cui all'allegato XIX del Regolamento 833/2014[7]. All'elenco delle entità russe di proprietà statale o controllate dallo Stato soggette al divieto di transazione, inoltre, viene aggiunto[8] il registro del trasporto navale russo[9], che non potrà pertanto più beneficiare di alcun tipo di beneficio economico nè delle autorizzazioni concesse dagli Stati Membri conformemente alla normativa europea.
In quarto luogo, il pacchetto inasprisce i divieti attualmente esistenti in materia di servizi finanziari, di consulenza informatica e altri servizi alle imprese. Più particolarmente, il limite dei 10.000 euro precedentemente previsto per i servizi di portafoglio, conti o custodia di cripto-attività è stato rimosso, di talché questi ultimi sono ora vietati indipendentemente dal loro importo[10].Il pacchetto, inoltre, amplia la portata dei servizi che non possono più essere forniti al governo russo o a persone giuridiche stabilite in Russia, includendovi anche i servizi di architettura e di ingegneria[11], quelli di consulenza informatica[12] nonché quelli di consulenza giuridica[13].
In quinto luogo, il pacchetto pone le basi del quadro giuridico necessario per attuare l’accordo sul prezzo del petrolio raggiunto dal G7 in data 2 settembre 2022. Di conseguenza, mentre il bando sulle importazioni di petrolio greggio russo trasportato per via marittima rimane pienamente in vigore, l’accordo sul prezzo, che entrerebbe in vigore dopo il 5 dicembre 2022 per il greggio e dopo il 5 febbraio 2023 per i prodotti petroliferi raffinati, consentirebbe agli operatori europei di garantire il trasporto di petrolio russo verso Stati terzi a condizione che il prezzo rimanga al di sotto di un tetto prestabilito[14].
In sesto luogo, il pacchetto introduce[15] nuovi nominativi nell'elenco delle persone e delle entità soggette a sanzioni, inserendovi i) i soggetti coinvolti nell'occupazione russa, nell'annessione illegale e nei referendum fittizi nei territori occupati delle regioni di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhya, ii) ulteriori individui che operano nel settore della difesa, tra cui alti funzionari e ufficiali militari, e iii) le imprese che sostengono le forze armate russe.
Il pacchetto, infine, introduce[16] un nuovo criterio per l’inserimento nell'elenco delle persone fisiche o giuridiche, delle entità o degli organismi di cui al Regolamento 269/2014, prevedendo la possibilità di sanzionare anche coloro che agevolano le violazioni del divieto di aggirare le sanzioni.
