Il 23 gennaio 2019 la Commissione Europea ha adottato la c.d. decisione di adeguatezza relativa al Giappone, al fine di garantire la libera circolazione dei dati personali con l’Unione, assicurandone al tempo stesso una tutela efficace.

La protezione dei dati personali costituisce un diritto fondamentale dell’ordinamento europeo. Tramite le decisioni di adeguatezza, che possono integrare gli accordi commerciali e ampliarne i benefici, la Commissione accerta che un Paese terzo offre, tramite normative nazionali od impegni internazionali, un livello di protezione dei dati personali paragonabile a quello dell'Unione.

Nel gennaio 2017, la Commissione aveva aperto un dialogo con il Giappone sullo scambio dei dati personali nei contesti commerciali assicurando al contempo la loro massima protezione1. Nel luglio 2018 l’Unione Europea e il Giappone avevano concluso positivamente i colloqui sulla reciproca adeguatezza, concordando di riconoscere come “equivalenti” i rispettivi sistemi di protezione dei dati personali. Successivamente, nel settembre dello stesso anno, la Commissione aveva avviato la procedura di adeguatezza ai sensi del Regolamento n. 2016/679 (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, GDPR)2. L’adozione della decisione da parte della Commissione costituisce l’ultima fase della procedura, che prevedeva l’ottenimento del parere del Comitato europeo per la protezione dei dati e l’accordo di un Comitato composto dai rappresentanti degli Stati Membri.

La decisione di adeguatezza è stata adottata a seguito delle garanzie supplementari che il Giappone ha predisposto affinché i dati trasferiti dall’Unione godano di una protezione in linea con gli standard europei. Tali garanzie prevedono, in particolare:

  • delle norme integrative volte ad eliminare le differenze tra i due sistemi di protezione dei dati, al fine di rafforzare, tra l’altro, la protezione dei dati sensibili, l'esercizio dei diritti individuali e le condizioni alle quali i dati dell'Unione possono essere successivamente trasferiti dal Giappone verso Stati terzi. Queste norme saranno vincolanti per le imprese giapponesi che importano dati dall'Unione e potranno essere fatte valere dall'Autorità giapponese indipendente per la protezione dei dati e dalle Autorità giurisdizionali giapponesi;
  • delle disposizioni relative all'accesso ai dati personali da parte delle Autorità giapponesi a fini di contrasto penale e sicurezza nazionale, garantendo che qualsiasi utilizzo a tali fini dovrà limitarsi a quanto necessario e proporzionato, e sarà soggetto a un controllo indipendente;
  • dei meccanismi di gestione e di risoluzione dei reclami proposti dai cittadini europei riguardo all'accesso delle Autorità giapponesi ai dati che li riguardano. Tale meccanismo sarà gestito e controllato dall'Autorità giapponese indipendente per la protezione dei dati.

La decisione di adeguatezza sarà soggetta ad un primo riesame congiunto tra due anni, mirante a valutarne il funzionamento. Il riesame riguarderà tutti gli aspetti della decisione, comprese l'applicazione delle norme integrative e le rassicurazioni relative all'accesso ai dati da parte delle pubbliche amministrazioni. Al riesame parteciperà altresì il Comitato europeo per la protezione dei dati per quanto riguarda l'accesso ai dati per motivi di contrasto penale e sicurezza nazionale.

La decisione di adeguatezza della Commissione, e l’equivalente decisione adottata nella medesima data dal Giappone, sono applicabili immediatamente. Le decisioni di adeguatezza integrano l’Accordo di partenariato economico tra Unione Europea e Giappone, sottoscritto nel luglio 2018 ed entrato in vigore il 1 febbraio 20193.

Con la decisione di adeguatezza relativa al Giappone, viene creato uno spazio di diritto di circolazione sicura dei dati personali senza precedenti per l’area e il numero di cittadini interessati, oltre che per l’elevatissimo livello di garanzie e protezione realizzato.