In data 16 giugno 2020, la Commissione ha avviato due indagini antitrust nei confronti della Apple Inc. (“Apple”) per verificare se alcune sue condotte siano conformi alle norme europee in materia di concorrenza.

La prima indagine ha ad oggetto le regole previste dalla Apple per gli sviluppatori relativamente alla distribuzione delle app tramite il suo App Store, applicabili in tutto lo Spazio Economico Europeo (SEE), ed è stata originata dalle denunce da parte di due competitors Spotify[1] e Kobo[2], rispettivamente in data 11 marzo 2019 e 5 maggio 2020. L’indagine si focalizza su due regole in particolare, ossia i) l’obbligo di utilizzare il sistema di acquisti "IAP" (in-app purchase)[3] per la distribuzione di contenuti digitali a pagamento, rispetto ai quali la Apple trattiene una percentuale pari a circa il 30% del corrispettivo pagato dall’utente, e ii) il divieto per gli sviluppatori di informare gli utenti in merito a forme di acquisto alternative, e più economiche, al di fuori delle app. La Commissione ha espresso preoccupazione che le misure previste dalla Apple possano distorcere la concorrenza nel mercato dei servizi di streaming musicale e danneggiare così i consumatori, impedendo loro di beneficiare di una maggiore scelta e di prezzi più bassi. Alcuni concorrenti della Apple, infatti, hanno deciso di disabilitare la possibilità di abbonamento in-app o hanno aumentato i costi degli abbonamenti nell'app, trasferendo in via di fatto la commissione di Apple ai consumatori.

La seconda indagine, invece, ha ad oggetto Apple Pay, uno strumento di pagamento in mobilità per iPhone e iPad utilizzato per abilitare i pagamenti, tanto tramite app e siti web commerciali, quanto negli appositi stores. Più particolarmente, la Commissione teme che i termini, le condizioni e le altre misure previste dalla Apple per l’integrazione di Apple Pay sui dispositivi iOS/iPadOS possano falsare la concorrenza e ridurre le scelte dei consumatori. Inoltre, poiché Apple Pay è, attualmente, l’unica soluzione di pagamento che può accedere alla comunicazione in prossimità (near-field communication, NFC)[4] "tap and go" integrata nei dispositivi mobili iOS per i pagamenti nei negozi, la Commissione esaminerà anche le restrizioni imposte dalla Apple per prodotti specifici dei suoi diretti concorrenti sul mercato.