Qual’è il cambiamento che in Europa si vuole porre in essere per migliorare la competitività dei prodotti filmici europei rispetto a quelli americani?

La frammentazione dei mercati nazionali, tra cui quello italiano, ha fatto capire che c’è bisogno di cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea per tornare competitivi a livello economico nel settore cinematografico e audiovisivo in generale grazie alle sinergie che si verrebbero a creare tra i produttori europei.

Le coproduzioni sono contratti con cui due o più produttori si accordano per realizzare un film contribuendo, in specifiche proporzioni, al costo di produzione.

Il contratto non fa nascere una società ma solamente un temporaneo rapporto di cooperazione imprenditoriale.

Ogni coproduttore deve rispettare tali quote:

  • In un accordo multilaterale la quota massima è del 70% e la quota minima è del 10% del costo totale del film;
  • In un accordo bilaterale la quota massima è dell’80% e la quota minima è del 20% del costo totale del film.

Le ridotte disponibilità di risorse finanziarie sui mercati nazionali sono all’origine dell’incremento dei progetti cinematografici realizzati in coproduzione.

Da qualche anno il modello di finanziamento dell’industria cinematografica italiana si sta trasformando per l’aumentare delle risorse comunitarie, che sta facendo rivolgere l’attenzione delle imprese nazionali su progetti a carattere europeo.

La politica europea si propone i seguenti obiettivi:

  • migliorare la distribuzione internazionale dei prodotti cinematografici europei;
  • rafforzare la competitività del settore audiovisivo europeo;
  • promuovere la diversità culturale tra gli Stati membri.

Per adottare questo tipo di politica si deve tener conto delle forti debolezze strutturali relative alle imprese dell’Unione Europea, dovute a tali ragioni:

  • Sottocapitalizzazione delle imprese dei maggiori Stati Europei;
  • Scarsa integrazione verticale ed orizzontale;
  • Frammentazione dei mercati dove prevale il prodotto statunitense;
  • Deficit commerciale;

Ridotta circolazione delle opere nazionali nel continente per la mancanza di reti distributive europee.

In Europa nella maggior parte dei casi un film non esordisce contemporaneamente in tutte le nazioni poiché le società di distribuzione coprono i singoli territori nazionali e questo rende difficile il coordinamento delle uscite e una promozione congiunta europea. Ciò avvantaggia le major americane integrate a livello orizzontale e verticale.

L’opera europea realizzata in regime di coproduzione ha caratteristiche migliori di quelle nazionali, prodotte secondo due modelli:

  • con il prevalente finanziamento dei network televisivi nazionali e quindi i prodotti diventano dipendenti dai network stessi;
  • film a basso costo prevalentemente realizzati con finanziamenti statali, che devono fare i conti con la scarsità dei fondi pubblici.

I vantaggi della coproduzione risiedono nel modello di finanziamento, capace di competere in modo migliore con i prodotti delle major americane, grazie a questi elementi: – condivisione del rischio d’impresa – allargamento dei mercati di sbocco; – miglioramento della distribuzione dei prodotti a livello europeo; – realizzazione di prodotti per un mercato internazionale.

Il programma MEDIA ha stanziato una parte del fondo per le coproduzioni cinematografiche tra gli Stati Membri dell’Unione Europea. Il budget relativo alle coproduzioni è diviso in questo modo: il 57% per la distribuzione; il 9% per la promozione e la restante parte per la formazione, lo sviluppo e i progetti pilota.