Il ritardo con cui le pubbliche amministrazioni pagano appalti di opere o servizi, forniture o prestazioni professionali è un problema noto, di cui si dibatte frequentemente nelle più disparate sedi ma per cui al momento non è stata trovata una soluzione soddisfacente.

E’ altresì vero che per molte realtà imprenditoriali il contraente pubblico rimane il più importante o uno dei più rilevanti partner commerciali.

Se da un lato quindi molte imprese non possono prescindere dal contrarre con le pubbliche amministrazioni, dall’altro il ritardo con cui vengono effettuati i pagamenti comporta rilevanti problemi di liquidità aziendale.

La certificazione del credito offre una possibile soluzione ai ritardi nei pagamenti ed è il primo step per poter ad esempio trasferire crediti ad un istituto di credito ed ottenerne la monetizzazione.

Vediamo brevemente come funziona.

L’istanza di certificazione può essere presentata da chiunque vanti un credito commerciale NON PRESCRITTO, CERTO, LIQUIDO ED ESIGIBILE nei confronti di una pubblica amministrazione.

Il creditore presenta l’istanza per la certificazione e la P.A. deve provvedere entro 30 giorni alla ricezione dell’istanza.

Se la P.A. non provvede nei termini il creditore può chiedere la nomina di un commissario ad acta, incaricato di provvedere senza oneri a carico del creditore.

Nella certificazione è indicata la data entro cui la P.A. deve provvedere al pagamento del credito certificato e quindi riconosciuto.

Ottenuta la certificazione il creditore può scegliere di:

  • Attendere il pagamento alla data indicata nella certificazione

  • Cedere il credito o ottenere un’anticipazione ad un intermediario finanziario al fine di ottenere liquidità immediata

  • Compensare il credito certificato con un proprio debito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

Si tratta con tutta evidenza di uno strumento di gestione del credito nei confronti delle amministrazioni pubbliche di cui i credit manager di un impresa devono tenere conto e conoscere in maniera approfondita i meccanismi.