Con sentenza dello scorso 11 gennaio il Tribunale dell’UE (Tribunale) ha respinto il ricorso presentato dalla Topps Europe Ltd (Topps), società concorrente dell’italiana Panini, che aveva “accusato” quest’ultima di aver concluso con la FIFA e la UEFA accordi di esclusiva irragionevolmente lunghi tali da discriminare i concorrenti ed impedire il loro ingresso nel mercato delle figurine da collezione relative alla coppa del mondo FIFA e della coppa UEFA in violazione degli articoli 101 e 102 del TFUE.

Nel 2011, la Topps si era rivolta alla Commissione europea (Commissione) affinché questa aprisse un’istruttoria per verificare se gli accordi di esclusiva stipulati dalla Panini con gli organizzatori degli eventi calcistici e l'imposizione, da parte della Panini, di obblighi di esclusiva ai propri distributori fossero tali da distorcere la concorrenza. Inoltre, la Topps lamentava anche un abuso di posizione dominante da parte della Panini, che avrebbe costantemente discriminato la Topps nell'ambito delle gare d’appalto per la concessione dei diritti di privativa intellettuale per la produzione delle figurine di tali eventi calcistici, nonché avrebbe applicato dei prezzi eccessivi per le proprie collezioni di figurine. Nel 2014 la Commissione aveva respinto la richiesta della Topps, non rinvenendo un interesse dell’Unione tale da giustificare l’impiego di risorse investigative in un caso che appariva avere scarsa probabilità di condurre all’accertamento di un’infrazione in base alle informazioni disponibili e addotte dalla segnalante. Quindi, la Commissione aveva concluso per l’archiviazione della denuncia.

Dopo la Commissione anche il Tribunale, con la sentenza in commento, ha dato ragione alla Panini. In primo luogo, il Tribunale ha ritenuto che la Commissione avesse correttamente concluso che il mercato in questione non fosse limitato alle figurine inerenti la coppa del mondo e la coppa UEFA, ma dovesse ricomprendere un più ampio insieme di figurine relative al calcio. In particolare, il Tribunale ha ritenuto che la Commissione avesse correttamente considerato il grado di sostituibilità e la simile evoluzione dei prezzi tra le figurine degli eventi in questione ed altre figurine da collezione, rigettando l'argomento della Topps secondo cui le prime costituirebbero un mercato distinto per il fatto che la Panini applicherebbe a tali due collezioni un prezzo superiore rispetto a quello di altre collezioni.

Inoltre, il Tribunale ha confermato la legittimità della durata degli accordi stipulati dalla Panini, che “…non sembra irragionevolmente lunga né sembra condurre ad una preclusione anticoncorrenziale delle imprese concorrenti…”. Per il Tribunale la presenza di numerosi concorrenti nel mercato rilevante, la durata degli accordi unitamente alla loro struttura nonché all’organizzazione delle gare per l’acquisizione dei diritti di proprietà intellettuale per la produzione delle figurine (peraltro alcune anche vinte dalla Topps), non permettono di concludere nel senso di una preclusione al possibile ingresso di altre società nel mercato. Infine, il Tribunale ha anche “bocciato” le tesi della Topps secondo cui la Panini avrebbe imposto obblighi di esclusiva ai propri distributori nell’intero territorio dell’UE e prezzi eccessivi, in quanto Topps, con le informazioni prodotte, non aveva dimostrato, né in termini assoluti, né dal confronto con i prezzi applicati per prodotti concorrenti, che la Panini avesse applicato alle figurine in questione prezzi eccessivamente più alti.

Con la sentenza in commento, il Tribunale ha ribadito l’ampia discrezionalità della Commissione nello stabilire le proprie priorità di enforcement in materia di concorrenza, ed ha ricordato alle imprese la necessità di una solida base probatoria qualora volessero persuadere la Commissione della necessità di aprire un’istruttoria per asserite condotte anticoncorrenziali.