In data 8 maggio 2019, nel corso di una riunione della Conferenza Intergovernativa Britannico-Irlandese (British-Irish Intergovernmental Conference, BIIGC)[1], il Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda hanno sottoscritto un Memorandum di Intesa (Memorandum of Understanding, MoU)[2] volto a rafforzare ulteriormente i rapporti reciproci e a ribadire gli impegni in essere nell’ambito della cosiddetta zona di libero spostamento (Common Travel Area, CTA), indipendentemente dalle condizioni che seguiranno l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Sulla base di un accordo informale basato sui legami storici, stipulato tra Irlanda, Regno Unito, Isola di Man e le Isole del Canale ancora nel 1922, venne creata la CTA, ossia una zona in cui era garantito il libero spostamento dei cittadini, facilitandone le interazioni e assicurando il godimento di diritti e privilegi. Tale accordo, precedente all’ingresso del Regno Unito e dell’Irlanda nell’Unione Europea e dunque da essa indipendente, ha consentito ai cittadini irlandesi e britannici di muoversi liberamente e risiedere in Irlanda, Regno Unito, Isola di Man e Isole del Canale, garantendo loro il diritto al lavoro, allo studio, all’accesso a benefici sociali e relativi alla salute ed al voto nelle elezioni locali e nazionali. I confini interni dei territori interessati sono soggetti a controlli molto limitati e possono normalmente essere attraversati con documenti di identità minimi, fatte salve alcune eccezioni[3]. Il mantenimento della CTA comporta inoltre una notevole cooperazione in materia di immigrazione tra le autorità britanniche e irlandesi.

La CTA è sempre stata considerata il frutto di un accordo informale non fondato su un trattato specifico. Tuttavia, essa è espressamente riconosciuta dal Terzo Protocollo del Trattato sull’Unione Europea[4] e dal Protocollo no. 20 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea[5]. Inoltre, in una guida sulla Brexit aggiornata al 19 dicembre 2018[6], il Governo Britannico aveva confermato che, qualora si arrivasse ad uno scenario di no deal, i cittadini irlandesi nel Regno Unito avrebbero continuato a godere dei diritti previsti per la CTA allo stesso modo dei cittadini britannici in Irlanda.

Il Memorandum di Intesa, pur di incerta vincolatività giuridica, rileva perché rappresenta un segnale dell’intenzione delle parti di riaffermare gli accordi relativi alla CTA e ai diritti dei cittadini britannici e irlandesi rafforzando la cooperazione tra i due Paesi, così come confermato dalla Dichiarazione congiunta che ha accompagnato la sua firma[7].

Nello specifico vengono affermati, sia per i cittadini britannici che si spostano in Irlanda, sia per i cittadini irlandesi che si muovono verso il Regno Unito, alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato interessato: (a) il libero spostamento delle persone tra i due Stati; (b) il diritto per i cittadini di ciascun Paese di risiedere nell’altro; (c) il diritto di lavorare, anche autonomamente, senza obbligo di ottenere un’autorizzazione, incluso il relativo diritto al riconoscimento di qualificazioni, soprattutto se relative alle professioni qualificate; (d) il diritto di accedere ai servizi sanitari di emergenza, di routine e pianificati con finanziamenti pubblici; (e) i diritti di sicurezza sociale e previdenziali; (f) il diritto di accedere all’edilizia popolare; (g) il diritto di accedere a tutti i livelli di istruzione e formazione; e (h) il diritto di voto per le elezioni locali e nazionali.

Il Memorandum non ha effetti sul movimento delle merci e sulle questioni doganali, i dazi e le tariffe, che rimangono soggetti a trattative separate. Tuttavia, esso ha messo in evidenza il valore che entrambi i Governi attribuiscono alla CTA, nel suo impatto sulla vita quotidiana dei cittadini.