E’ entrato in vigore lo scorso 8 aprile 2014 il Decreto del Ministero dell’Economia n. 57 del 20 febbraio 2014, emanato di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, in forza di quanto previsto dal D. L. n. 1/2012 e titolato “Regolamento concernente l’individuazione delle modalita’ in base alle quali si tiene conto del rating di legalita’ attribuito alle imprese ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario”.

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Il provvedimento prevede un sistema di premi e/o benefici nell’ambito delle richieste di pubblici finanziamenti, premi e/o benefici che possono concretizzarsi in preferenze in graduatoria, riserva di quote di risorse finanziarie o attribuzione di un punteggio suppletivo. Dal punto di vista strettamente bancario, l’attribuzione del rating comporterà una riduzione dei tempi di istruttoria e dei costi di finanziamento, secondo modalità specifiche che dovranno essere dettagliate da ciascun istituto di credito.

Sebbene su tale ultimo aspetto sia prevista la vigilanza della Banca d’Italia – alla quale gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta – occorre tuttavia rappresentare che non è stato previsto un vero e proprio sistema sanzionatorio nei confronti delle banche laddove le stesse non ottemperino a quanto previsto ed omettano di garantire alle imprese che abbiano ottenuto l’attribuzione del rating le agevolazioni previste.

Il sistema di premi/benefici regolato dall’istituto del rating è incentrato sull’attribuzione di “stellette” che vanno da un minimo di una ad un massimo di tre, attribuite dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sulla base delle dichiarazioni delle aziende, sottoposte ad appositi controlli tramite l’incrocio dei dati in possesso della pubblica amministrazione.

Di seguito i requisiti per ottenere il punteggio minimo:

  • l’azienda dovrà dichiarare che l’imprenditore e gli altri soggetti rilevanti ai fini del rating , ovvero il direttore tecnico, il direttore generale, il rappresentante legale e/o amministratori e soci, non sono destinatari di misure di prevenzione e/o cautelari, sentenze/decreti penali di condanna, sentenze di patteggiamento per reati tributari ex d.lgs. 74/2000 e per reati ex d.lgs. n. 231/2001. Per i reati di mafia, oltre a non avere subito condanne, non deve essere stata iniziata azione penale ai sensi dell’art. 405 c.p.p.;
  • l’impresa stessa non deve essere destinataria di sentenze di condanna né di misure cautelari per gli illeciti amministrativi dipendenti dai reati di cui al citato d.lgs. n. 231/2001.

Il regolamento prevede poi ulteriori requisiti che, se rispettati, consentiranno alle imprese di ottenere il punteggio massimo di 3 “stellette”. Rispettando 3 dei requisiti indicati si otterranno invece due “stellette”. I sei requisiti ulteriori consistono, segnatamente, nel:

  • rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, e a livello locale dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria;
  • utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge;
  • adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizioni normative applicabili all’impresa o un modello organizzativo ai sensi del d.lgs. 231/2001;
  • adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility;
  • essere iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
  • avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria.

In caso di perdita di uno dei requisiti base, necessari per ottenere una ‘stelletta, si incorre nella revoca del rating da parte dell’Autorità. L’Antitrust provvederà invece a ridurre il numero di “stellette” nel caso in cui vengano meno i requisiti grazie ai quali l’azienda ha ottenuto un rating più alto. L’Autorità manterrà aggiornato sul proprio sito l’elenco delle imprese cui il rating di legalità è stato attribuito, sospeso, revocato, con la relativa decorrenza.

Le aziende interessate al rating dovranno presentare una domanda, per via telematica, utilizzando l’apposito Formulario messo a disposizione dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. La durata del rating di legalità è di due anni dal rilascio, rinnovabili su richiesta.