Deliberazione ANAC 24/1/2018, n. 72

Come noto l’art. 80, comma 5° lett. c) dispone l’esclusione di un concorrente da una gara qualora detto si sia reso responsabile di gravi illeciti professionali, tra cui rientrano “le significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto” che hanno portato alla risoluzione anticipata dell’appalto (non contestata o confermata in giudizio), ovvero alla condanna al risarcimento del danno o al pagamento di altre sanzioni.

Nella Linea-Guida ANAC n. 6 del 16/11/2016 è precisato come tra le “significative carenze”, che hanno portato alla condanna al risarcimento danni o al pagamento di sanzioni, occorre annoverare anche l’escussione di cauzioni (sia provvisorie che definitive) nonché l’applicazione di eventuali penali.

Così con istanza all’ANAC una P.A. appaltante chiedeva se, in forza del disposto del Codice appalti nonché alla luce della Linea Guida n. 6, la concorrente ad una gara che, risultata aggiudicataria di un altro appalto ma essendosi poi rifiutata di sottoscrivere il relativo contratto, doveva essere esclusa dalla procedura in corso in quanto non aveva dichiarato nulla nella gara in corso relativamente a detta precedente mancata sottoscrizione contrattuale.

Risponde l’ANAC sostenendo che il concorrente, nel rispetto della Linea-Guida n. 6, obbligatoriamente doveva dichiarare tutti i provvedimenti “astrattamente idonei” ad essere valutati dalla P.A. appaltante, che era l’unica dunque a poter valutare la rilevanza (o meno) dell’accaduto in relazione all’affidabilità nella gara in essere, ragion per cui la mancata indicazione di detto episodio doveva comportare l’esclusione della concorrente per falsa dichiarazione.