In data 29 novembre 2017, nel contesto della Strategia per il Mercato Unico1 , la Commissione Europea ha presentato un pacchetto di misure volte a rafforzare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale2 .

La proprietà intellettuale riguarda prodotti, opere e processi frutto dell’inventiva e dell’ingegno, che danno a chi li ha ideati un vantaggio competitivo. La proprietà intellettuale si suddivide in proprietà industriale, che include brevetti, marchi, disegni industriali, nuove varietà di piante e indicazioni geografiche di origine, opere artistiche protette da copyright e strategie commerciali e industriali (ad esempio, segreti commerciali, know-how, impegni di riservatezza). Con i diritti di proprietà intellettuale, le imprese, i creatori, i ricercatori e gli inventori tutelano i risultati dell’inventiva, dell’innovazione e dell’ingegno, generando valore.

La protezione dei diritti di proprietà intellettuale è essenziale per le imprese, in particolare, per le piccole e medie imprese, in modo che queste siano indotte ad investire nella ricerca e nell’innovazione. A tale fine, il sistema della proprietà intellettuale deve continuamente evolversi ed essere efficacemente applicato nell’Unione Europea.

Le misure presentate dalla Commissione rispondono all’aumento delle violazioni di tali diritti e alla necessità di raggiungere un sistema equilibrato della loro tutela per affrontare le sfide globali della società.

Le nuove iniziative renderanno più semplice agire contro le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, semplificheranno i contenziosi transfrontalieri e permetteranno di combattere con più efficienza pratiche come la contraffazione e la pirateria. In particolare, gli obiettivi perseguiti dalla Commissione consistono:

  • nella garanzia di un livello uniforme ed elevato di tutela giuridica e di un quadro giudiziario prevedibile all’interno dell’Unione. La Commissione ha pubblicato degli Orientamenti3 in merito alla Direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale4 , che chiariscono taluni problemi di interpretazione, dovuti al fatto che gli Stati Membri hanno negli anni applicato in maniera divergente alcune delle sue disposizioni, aumentando quindi la certezza giuridica per le parti interessate. Inoltre, la Commissione invita gli Stati Membri a promuovere la formazione giudiziaria, attraverso la pubblicazione delle sentenze relative a cause riguardanti la proprietà intellettuale ed incoraggiando gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie; 
  • nel rafforzare la lotta alle violazioni della proprietà intellettuale, sostenendo le iniziative dell’industria, come ad esempio gli accordi volontari sulla pubblicità sui siti internet, sui servizi di pagamento e sui servizi di trasporto e spedizione5 . Questi accordi integrano gli orientamenti destinati alle piattaforme online per la lotta ai contenuti illeciti recentemente adottati dalla Commissione6 e consentono una maggiore rapidità d'azione contro la contraffazione e la pirateria rispetto alle azioni giudiziarie;
  • nella riduzione del volume dei prodotti contraffatti che raggiungono il mercato europeo, attraverso il rafforzamento dei programmi di cooperazione con i Paesi terzi (come Cina, gli Stati dell’Asia sudorientale e dell’America Latina) 7 e la creazione di una watch list dei mercati interessati da violazioni gravi dei diritti di proprietà intellettuale, nonché intensificando la cooperazione tra le autorità doganali dell'UE.

La Commissione prevede inoltre l’istituzione di un sistema equo ed equilibrato per i brevetti essenziali standard (Standard Essential Patents, SEP) 8 , in quanto di importanza significativa9 per la digitalizzazione della società e dell’economia odierna in cui oggetti e persone sono costantemente interconnessi attraverso reti di comunicazione, come nel caso dell’Internet delle Cose (Internet of Things, IoT)10 .

I SEP sono brevetti che coprono la tecnologia essenziale necessaria per implementare uno specifico standard o delle specifiche tecniche volte a consentire la creazione di prodotti interoperabili, come telefoni cellulari o altri dispositivi che usano ad esempio le reti 3G o 4G. 

I prodotti conformi agli standard di produzione spesso richiedono l'utilizzo di tecnologie di connettività coperte da uno o più SEP. Gli standard in questione sono concordati da organizzazioni quali l’Istituto Europeo per le norme di telecomunicazione (European Telecommunications Standards Institute, ETSI). Una volta concordati, i brevetti che li compongono sono considerati essenziali per il loro funzionamento e diventano quindi SEP.

La mancanza di trasparenza e prevedibilità riguardo alle condizioni in base alle quali i SEP devono essere dichiarati, autorizzati e fatti rispettare pone particolari sfide soprattutto per le piccole e medie imprese e per le start-up nel settore IoT. Ad esempio, il processo di dichiarazione dei SEP in alcune organizzazioni che determinano gli standard (Standard Determining Organisations, SDOs) non garantisce un accesso sufficiente alle informazioni. Inoltre, non vi è uniformità di interpretazione delle cosiddette condizioni FRAND (Fair, Reasonable and Non Discriminatory terms, ossia condizioni di licenza eque, ragionevoli e non discriminatorie), in base alle quali i proprietari dei SEP si impegnano a mettere la tecnologia brevettata a disposizione di coloro che devono implementare gli standard. Infine, è necessaria maggiore certezza del diritto nel far rispettare i SEP: la sentenza della Corte di Giustizia nel caso Huawei v. ZTE11 del 2015 ha fornito chiarezza su alcuni aspetti, e la Comunicazione della Commissione intitolata “Definire l’approccio dell’UE ai brevetti essenziali”12 fornisce ulteriori orientamenti.

Con la Comunicazione, la Commissione incoraggia negoziazioni trasparenti, eque ed equilibrate tra le parti per quanto riguarda la concessione delle licenze, in modo che le imprese che fabbricano prodotti interoperabili possano accedere alle tecnologie necessarie mediante regole trasparenti e prevedibili sulle licenze e, al tempo stesso, i titolari di brevetti essenziali standard siano remunerati per i loro investimenti in ricerca e sviluppo. Secondo la Commissione, una maggiore trasparenza e prevedibilità dovrebbe offrire all’Unione Europea e alle sue imprese un vantaggio nella corsa mondiale all'innovazione tecnologica e consentire di sfruttare appieno il potenziale del 5G e dell'Internet delle Cose.

La Commissione collaborerà con le parti interessate sull’attuazione delle misure proposte e valuterà i progressi compiuti al fine di prevedere, se necessarie, eventuali azioni future.