Con la sentenza del Consiglio di Stato n. 4199 del 20 agosto 2013, sembra definirsi la controversia tra Stanley International Betting e i Monopoli di Stato.

La società, con l’appello in C.d.S., reiterando le doglianze rappresentate in primo grado dinanzi al TAR Lazio, ha chiesto l’annullamento del bando di gara del 30 luglio 2012 indetto per l’affidamento in concessione di 2.000 diritti per l’esercizio congiunto di giochi pubblici. Stanley International Betting richiamandosi alle note sentenze della Corte di Giustizia (Placanica e Costa –Cifone) ha perorato la tesi secondo cui sia contrario al diritto comunitario una gara bandita nel detto settore dei giochi e scommesse se “attribuisce ulteriori vantaggi ai concessionari già esistenti”.

Ad avviso dell’ interessata la gara impugnata, finalizzata ad attribuire concessioni di durata più contenuta rispetto alle pregresse concessioni, perpetuerebbe un vantaggio concorrenziale ai concessionari già da tempo presenti nel mercato italiano. La società, infatti, evidenziava molteplici inconvenienti derivanti da regimi diversi di concessioni ma, contemporaneamente operative.

Il Consiglio di Stato pur muovendo non poche critiche alla tesi dell’appellante ha preso atto che quando concorrono un operatore già presente sul mercato ed uno esterno, la ridotta durata del rapporto aggiudicabile rischia di favorire la società che già gode di una organizzazione collaudata e che si giova di esperienza, know how ed investimenti pregressi non parimenti posseduti dall’aspirante extraneus al sistema. Per tale ragione ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia Europea affinchè dia una interpretazione autentica degli artt. 49 e segg. e 56 e segg. del TFUE ed i principi affermati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella sentenza 16.02.2012 n. 72