In data 19 giugno 2017, a circa un anno dal referendum per la Brexit, sono iniziate le trattative per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Il negoziato per la Brexit è guidato dal francese Michel Barnier, capo negoziatore UE, e dal Segretario di Stato britannico per l’uscita dall’Unione Europea, David Davis. Ad ospitare l’inizio delle trattative per il divorzio tra Londra e Bruxelles, è stato il palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea e cuore del quartiere comunitario della capitale belga.

Il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani e il coordinatore del Parlamento Europeo per la Brexit, Guy Verhofsdat, hanno sottolineato la necessità di proteggere i cittadini, ribadendo le posizioni assunte dopo l’incontro dello scorso aprile, quali l’eguaglianza di trattamento per i cittadini europei e britannici, la necessità che il Regno Unito adempia tutti gli impegni finanziari nei confronti dell’UE e l’indivisibilità delle quattro libertà di circolazione. A tale proposito il Presidente Tajani ha dichiarato:

La posizione del Parlamento Europeo è chiara. La conservazione dei diritti dei milioni di cittadini dell’Unione colpiti da Brexit, l’assicurazione dei risultati ottenuti tramite l’Accordo del Venerdì Santo per l’Irlanda del Nord e il rispetto degli impegni finanziari del Governo britannico saranno indispensabili per garantire l’approvazione da parte del Parlamento Europeo di un eventuale accordo di uscita. I negoziati che prevedono il ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea devono ora iniziare seriamente e mi aspetto che siano condotti in modo ordinato e con uno spirito di cooperazione”.

Alla luce dei risultati delle elezioni britanniche dell’8 giugno 2017, indette da Theresa May con l’obiettivo, non raggiunto, di accrescere il vantaggio del Partito Conservatore nella Camera dei Comuni per disporre di un maggiore potere negoziale nei confronti dell’Unione, è probabile che si opti quindi per una soft Brexit, diversamente da quanto affermato nel discorso tenutosi il 17 gennaio 2017 alla Lancaster House (si veda il nostro articolo al seguente LINK). Infatti, già dal primo incontro tra i negoziatori, pare che il Regno Unito abbia accettato la tabella di marcia proposta dall’Unione e di concludere l’accordo d’uscita prima di iniziare ulteriori negoziati, ad esempio su un eventuale accordo di libero scambio. Inoltre, il Governo May avrebbe redatto un documento con cui il Regno Unito si propone di salvaguardare i diritti dei cittadini europei residenti nel suo territorio, nonostante l’iniziale atteggiamento contrario al riguardo.