T.A.R. Toscana, I°, 2/1/2018, n. 18

La questione affrontata dal TAR Firenze risulta di grande interesse in quanto riguarda una gara relativa al servizio di traporto di materiale a rischio biologico, che l’Istituto Zooprofilattico della Toscana e Lazio aveva predisposto con estrema precisione (stabilendo i percorsi esatti, i luoghi di consegna e ritiro, i mezzi da utilizzare ecc.) e che decideva d’affidare in base al criterio del prezzo più basso.

Trattandosi tuttavia di un appalto di servizi, il bando veniva impugnato nella parte in cui applicava il criterio del “minor prezzo” in quanto, sulla scorta del disposto dall’art. 95, commi 3 e 4 D.Lgs.n. 50/2016

  • si trattava di un servizio ad alta intensità di manodopera che, come tale, poteva essere aggiudicato esclusivamente alla miglior offerta (ai sensi del comma 3° lett. a),
  • non si poteva configurare alcuna standardizzazione in quanto è un servizio di trasporto e, dunque, non può applicarsi il criterio del prezzo più basso (comma 4°, lett. b),
  • né infine si poteva parlare di “elevata ripetitività”, per cui non trovava legittima applicazione neanche la lett. c) del medesimo comma 4° dell’art. 95 D.Lgs.n. 50/2016.

Il Tar Firenze ha tuttavia rigettato il ricorso riconoscendo, al contrario, come la puntuale e precisa definizione dell’oggetto della gara avesse di fatto reso le offerte “standardizzate” e quindi, non lasciando alcuna discrezionalità ai concorrenti, le diverse proposte erano tra loro differenziabili solo per i differenti costi d’ammortamento e di manutenzione dei mezzi.

Pertanto il costo della manodopera, pedaggio, carburante ecc. dovevano risultare uguali per tutti i partecipanti, per cui la gara poteva affidarsi anche al prezzo più basso che come noto, nel nuovo Codice, risulta essere un criterio del tutto “residuale”, ovvero utilizzabile solo in casi del tutto eccezionali (ed espressamente previsti dal Legislatore).