La Commissione Europea ha recentemente richiesto chiarimenti a Facebook Inc. (“Facebook”) e alla Libra Association (“Associazione”)[1] in merito al funzionamento di Libra[2], la nuova criptovaluta[3] preannunciata da Facebook lo scorso giugno, il cui debutto è previsto nel corso del 2020. In particolare, Facebook e l’Associazione dovranno rispondere a rilevanti interrogativi e chiarire quali saranno le contromisure che verranno adottate per contrastare possibili fenomeni di riciclaggio e quali saranno i rischi relativi alla protezione dei dati degli utenti.

La moneta virtuale progettata da Facebook, che si basa sulla tecnologia blockchain[4], è una stablecoin[5], ossia una valuta digitale supportata da asset[6] tradizionali, come depositi bancari o titoli di Stato, il cui valore viene legato a quello del dollaro[7]. Per quanto concerne Libra, la sua stabilità sarebbe, dunque, garantita da asset finanziari a bassa volatilità[8]. Essa potrà pertanto essere utilizzata tramite un wallet[9] integrato nelle varie applicazioni, quali Facebook, Whatsapp e Messenger, ed il beneficiario del pagamento potrà fare affidamento su un cambio stabile con il dollaro per la conversione in denaro.

Il portafoglio digitale di Libra verrà gestito da Calibra, società controllata di Facebook, che consentirà di inviare e ricevere real-time le Libra coin e conservarle. Sempre a Calibra spetterebbe il compito di garantire la privacy degli utenti ed, in particolare, di salvaguardare la separazione tra i dati contenuti nei social network e i dati finanziari, i quali non potranno essere condivisi con altri membri dell’Associazione. Inoltre, stando a quanto riportato, gli utenti dovranno fornire un documento di identificazione per acquistare Libra coin su Calibra. Ciò dovrebbe minimizzare il rischio di utilizzo per transazioni di black market.

L’architettura di blockchain alla base di Libra è di tipo permissioned[10]. Tuttavia, l’Associazione punta, entro cinque anni dal lancio, ad un modello permissionless, privo di sistemi centralizzati di controllo e validazione. Ciascun membro dell’Associazione gestirà un nodo[11] della piattaforma blockchain, disponendo di un voto nel consiglio di amministrazione, fatta eccezione per Facebook che, rappresentando anche Calibra, disporrà di due voti. L’obiettivo perseguito con la creazione di Libra è quello di raggiungere un’elevata “inclusione finanziaria” fornendo servizi finanziari innovativi anche ad 1,7 miliardi di c.d. unbanked[12], ossia persone che non possiedono un conto corrente bancario.

Tuttavia, il lancio di Libra ha suscitato preoccupazioni a livello europeo ed internazionale. In particolare, la Commissione Europea starebbe indagando ed avrebbe chiesto all’impresa di fornire informazioni approfondite. Le indagini preliminari mirerebbero a valutare se la nuova criptovaluta possa dare luogo a fenomeni di restrizione della concorrenza in relazione al sistema di pagamento proposto da Libra. La Commissione nutrirebbe inoltre dubbi in merito all’utilizzo da parte di Libra delle informazioni scambiate sulla piattaforma nonché dei dati dei consumatori, in quanto Facebook potrebbe associare i dati sulle transazioni ai profili dei suoi utenti. Il caso Libra ha altresì messo in allerta il Commissario europeo per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e il mercato unico dei capitali nonché vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, il quale, durante la conferenza Ecofin, tenutasi in data 5 dicembre 2019, ha dichiarato che le monete digitali come Libra non dovrebbero essere autorizzate all’interno dell’Unione prima che i rischi correlati siano valutati e regolati. Ha altresì sottolineato la necessità di giungere ad una regolamentazione delle criptovalute, per affrontare importanti tematiche quali la concorrenza sleale, la sicurezza informatica e la stessa stabilità finanziaria. Le dichiarazioni del Commissario seguono lo statement[13] congiunto del Consiglio e della Commissione, adottato in data 5 dicembre 2019, nel quale si pongono in evidenza anche altre problematiche connesse alle stablecoin. Nello specifico, lo statement sottolinea la necessità di identificare i rischi relativi alla tutela dei consumatori, alla privacy e alla tassazione, prima di giungere ad un accordo in materia. Per far fronte ai rischi relativi alla sovranità monetaria, politica monetaria, sicurezza ed efficienza dei sistemi di pagamento, stabilità finanziaria e concorrenza, il Consiglio e la Commissione saranno disponibili a cooperare con la Banca Centrale Europea e le Autorità Europee di Vigilanza.

Durante il G7 finanziario[14] tenutosi a Chantilly il 17 luglio 2019, il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, aveva posto sostanzialmente un veto a Libra, che rappresenterebbe un rischio per la sovranità delle valute nazionali. Secondo il ministro francese, seguito da altri esponenti degli Stati membri, prima dell’autorizzazione delle criptovalute, bisognerebbe anche considerare i rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo internazionale.

Un’ulteriore tappa dell’intricato percorso verso il lancio di Libra è rappresentata dall’audizione di Mark Zuckerberg dinanzi all’United States House Committee on Financial Services[15], tenutasi il 14 ottobre 2019. Il fondatore di Facebook ha evidenziato i vantaggi derivanti dalla nuova moneta digitale, la quale permetterebbe di inviare e ricevere pagamenti in tutto il mondo in maniera veloce, sicura e senza costi, e senza volontà di competere con le tradizionali valute o di interferire nella politica monetaria nazionale e globale. Zuckerberg ha comunque ribadito che il progetto si arresterà in mancanza dell’approvazione dei regolatori statunitensi[16].

Infine, le pressioni esercitate dalla politica, dagli enti regolatori e dalle banche centrali, ha comportato le defezioni di importanti partner commerciali, tra i quali Paypal, Visa, Mastercard, Booking, eBay e Stripe. Nello specifico, sono soltanto 21 i membri, a fronte dei 27 iniziali, che il 15 ottobre 2019 hanno firmato l’atto costitutivo di Libra. Tra i membri rimasti, di particolare risalto Vodafone, Uber e Spotify, i quali hanno dato vita al Libra Council, che si occuperà della governance dell’Associazione[17].

Oltre alla generale diffidenza nei confronti delle criptovalute e della blockchain, le perplessità sollevate in merito a Libra potrebbero dipendere altresì da una mancanza di fiducia nei confronti di Facebook, già coinvolta in passato in vicende che hanno avuto ad oggetto la violazione della privacy degli utenti.