L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 2/E del 1° marzo 2013, ha fornito ulteriori chiarimenti in materia di responsabilità dell’appaltatore e del committente per il versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’IVA dovuta in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito dell’appalto, disciplina recentemente modificata dall’art. 13-ter del D.L. n. 83/2012 (cd. “Decreto Crescita”), approvato con modificazioni dalla legge n. 134/2012.

Si ricorda che il Decreto Crescita ha introdotto la responsabilità dell’appaltatore e del committente in caso di irregolarità nell’adempimento dei suddetti obblighi fiscali da parte del subappaltatore (per quanto riguarda l’appaltatore) e dell’appaltatore/subappaltatore (per quanto riguarda il committente), sanzionata, quanto al committente, con la sanzione amministrativa da € 5.000 a € 200.000. L’appaltatore, per contro, risponde in solido con il subappaltatore (entro i limiti di quanto dovuto a titolo di corrispettivo per il subappalto) dei mancati o inesatti versamenti all’erario.

Ad evitare le conseguenze appena descritte appaltante e subappaltante, prima del pagamento del corrispettivo, sono tenuti ad acquisire la documentazione attestante la regolare esecuzione degli obblighi fiscali da parte dell’appaltatore e dei subappaltatori; fino all’esibizione di tali elementi sia l’appaltatore che il committente possono sospendere il pagamento del corrispettivo dovuto per l’appalto.

A breve distanza dall’entrata in vigore del Decreto Crescita, l’Agenzia delle Entrate aveva fornito dei primi chiarimenti interpretativi con la circolare n. 40/E dell’8 ottobre 2012, precisando che:

  1. la disciplina di cui all’art. 13-ter del Decreto Crescita è applicabile solo ai contratti di appalto stipulati successivamente al 12 agosto 2012, non trovando applicazione retroattiva a quei contratti che fossero già stati conclusi prima di tale data;
  2. gli obblighi di controllo a carico del committente e dell’appaltatore sono esigibili solo dal 60° giorno successivo all’entrata in vigore della norma, ovvero dall’11 ottobre 2012;
  3. per l’appaltatore e il subappaltatore è possibile attestare il regolare versamento delle ritenute IRPEF e dell’IVA derivanti dall’appalto, oltre che con la relativa documentazione o l’asseverazione di un soggetto qualificato, anche mediante autocertificazione, resa ai sensi del D.P.R. n. 445/20001.

Con il recente intervento l’Agenzia delle Entrate è tornata sull’argomento, proseguendo nell’attività interpretativa delle norme in questione.

In primo luogo, la circolare n. 2/E del 2013 fornisce alcune indicazioni in merito all’ambito oggettivo di applicazione della norma.

In merito, viene espressamente chiarito che la nuova disciplina trova applicazione alle sole fattispecie riconducibili al contratto di appalto, così come definito dall’art. 1655 c.c.2, a prescindere dal settore economico in cui operano le parti contraenti3 e indipendentemente dalla presenza o meno di uno o più contratti di subappalto.

Di converso, sono escluse dal campo di applicazione della norma tutte quelle fattispecie contrattuali che, pur presentando alcuni elementi affini all’appalto, se ne differenziano. In particolare, secondo la circolare in commento, non rientrano nel campo di applicazione dei commi 28, 28-bis e 28-ter dell’art. 35 del D.L. n. 223/06 (così come modificato dal Decreto Crescita):

  1. gli appalti di fornitura di beni, in quanto, pur venendo indicati nel comma 28-ter, non vengono richiamati dalle disposizioni di cui ai commi 28 e 28-bis;
  2. il contratto d’opera di cui all’art. 2222 c.c.4;
  3. il contratto di trasporto (art. 1678 c.c. e seguenti);
  4. il contratto di subfornitura disciplinato dalla legge n. 192/1998;
  5. le prestazioni rese nell’ambito del rapporto consortile.

Sotto il profilo temporale, la circolare – confermando la propria precedente interpretazione, secondo cui la disciplina è applicabile esclusivamente ai contratti stipulati dopo il 12 agosto 2012 – precisa che un eventuale rinnovo del contratto di appalto deve essere equiparata ad un nuovo contratto.

In considerazione di ciò, la disciplina in esame troverà applicazione anche a quei contratti di appalto, che seppur siano stati sottoscritti prima del 12 agosto 2012, sono stati rinnovati successivamente a tale data.

Per quanto riguarda l’ambito soggettivo di applicazione, non vengono introdotte significative novità.

La circolare, infatti, si limita a ribadire quanto già sancito dalla norma – applicabilità delle disposizioni a tutti i contratti di appalto e subappalto conclusi da soggetti che stipulano i predetti contratti nell’ambito di attività rilevanti ai fini dell’IVA nonché dai soggetti di cui agli artt. 73 e 74 del D.P.R. n. 917/86 – precisando che rimangono esclusi dal suo ambito applicativo:

  1. le stazioni appaltanti ex art. 3 del D.lgs. n. 163/06, come espressamente indicato dalla norma;
  2. le persone fisiche prive di soggettività passiva ai fini IVA;
  3. il “condominio”.

L’Agenzia delle Entrate, infine, fornisce alcuni chiarimenti relativamente ad alcune ipotesi particolari di applicazione della norma:

  1. qualora tra le medesime parti siano in essere più contratti di appalto, potrà essere rilasciata un’unica certificazione attestante il regolare adempimento degli obblighi fiscali previsti dalla norma in commento.
  2. in caso di cessione del credito da parte dell’appaltatore o del subappaltatore, l’attestazione di regolarità fiscale può essere fornita nel momento in cui il cedente (appaltatore o subappaltatore) dà notizia della cessione del credito al debitore ceduto (committente o appaltatore) ai sensi dell’art. 1264 c.c.