In data 18 maggio 2017, il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura la risoluzione sulla Portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online nel mercato interno, che permettera’ agli utenti di accedere senza ostacoli in tutta l’Unione Europea ai servizi di contenuti online, come Skygo, Netflix, Amazon Prime, Spotify ecc., prestati legittimamente ai consumatori nel proprio Stato membro di residenza, allo scopo do garantire il corretto funzionamento del mercato interno e per l'effettiva applicazione dei principi di libera circolazione delle persone e dei servizi.

Il provvedimento definisce in particolare servizi di contenuti online, i) un servizio di media audiovisivo quale definito all'articolo 1, lettera a), della direttiva 2010/13/UE; o ii) un servizio la cui caratteristica principale è costituita dalla fornitura di opere, altri contenuti protetti o trasmissioni di organismi di diffusione radiotelevisiva, dall'accesso agli stessi e dalla loro fruizione, in modo lineare o su richiesta

La risoluzione legislative impne al Il fornitore di un servizio di contenuti online prestato dietro pagamento di un corrispettivo in denaro di consentire a un abbonato che sia temporaneamente presente in uno Stato membro di accedere al servizio di contenuti online e di fruirne con le stesse modalità del servizio offerto nello Stato membro di residenza, anche assicurando l'accesso agli stessi contenuti su dispositivi identici per numero e categoria, per lo stesso numero di utenti e con la medesima gamma di funzionalità .

Il fornitore pota’ imporre all'abbonato oneri aggiuntivi per l'accesso al servizio di contenuti online e per la sua fruizione; ne’ intraprendere alcuna azione volta a ridurre la qualità della prestazione del servizio di contenuti online allorché fornisce il servizio di contenuti online.

Sono previsti inoltre controlli sulla residenza dell'utente per evitare violazioni del diritto di d'autore e misure a tutela degli utenti per la protezione dei dati e la privacy.

La legislazione deve essere ancora approvata formalmente dal Consiglio dei Ministri UE, dopodiché gli Stati membri avranno nove mesi di tempo per approvare le nuove regole.