Con il comunicato dello scorso 5 aprile la Commissione europea (Commissione) ha reso noto di aver vietato la proposta acquisizione da parte di HeidelbergCement e Schwenk (due produttori di cemento tedeschi, di cui il primo è la società che ha acquisito di recente il controllo di Italcementi) di Cemex Croazia (Cemex, il maggior produttore di cemento in Croazia, che opera tramite tre impianti nel sud del paese) (insieme le Parti).

Le Parti avevano sottoposto al vaglio della Commissione la possibile acquisizione da parte di HeidelbergCement e Schwenk, attraverso la loro joint venture ungherese Duna Dráva Cement (DDC), di alcuni impianti in Croazia appartenenti a Cemex. La Commissione, all’esito di un’approfondita analisi di c.d. Fase II ha ritenuto che tale acquisizione avrebbe ridotto significativamente il livello di concorrenza che caratterizza il mercato del cemento grigio in Croazia, già molto concentrato, nonché con tutta probabilità determinare un aumento dei prezzi.

DDC ed una delle sue madri, HeidelbergCement, sono i maggiori importatori di cemento in Croazia: in particolare, DDC importa cemento grigio dall’Ungheria e dalla Bosnia-Erzegovina, mentre HeidelbergCement da uno stabilimento in Italia. L’operazione in questione prevedeva anche l’acquisizione di alcuni asset in Ungheria ma, posto che le Parti avevano chiesto un rinvio all’autorità nazionale ungherese competente, la Commissione aveva rinviato all’autorità nazionale la valutazione della parte ungherese della transazione e lo scorso ottobre aveva aperto la propria indagine concentrandosi esclusivamente sulle dinamiche concorrenziali esistenti nei mercati del cemento in Croazia.

Come noto, il cemento viene venduto entro una distanza relativamente limitata rispetto al luogo in cui viene prodotto. In ragione degli elevati costi di trasporto, del valore relativamente modesto del cemento rispetto al suo peso e volume, nonché per la necessità di garantire ai propri clienti una certa sicurezza degli approvvigionamenti, la distanza dagli impianti rappresenta un fattore essenziale e, conseguentemente, in coerenza con una lunga casistica formatasi sul punto, la Commissione ha accertato che gli impianti di cemento in rilievo hanno un bacino di utenza con un raggio di circa 250 km.

Da quanto si comprende dal comunicato stampa, la Commissione aveva seri dubbi che l’acquisizione in commento avrebbe potuto ridurre la pressione concorrenziale esercitata nei mercati del cemento grigio attualmente serviti dai cementifici di Cemex, con ciò probabilmente facendo aumentare i prezzi di cemento. In particolare, la Commissione ha esaminato le sovrapposizioni che si sarebbero verificate tra Cemex da un lato e DCC ed HeidelbergCement dall’altro. A detta della Commissione, la proposta acquisizione avrebbe eliminato la concorrenza esistente tra le imprese per la fornitura dei clienti croati e avrebbe potuto condurre all’acquisizione di una posizione dominante da parte della nuova entità in tali mercati, dal momento che la quota di mercato combinata delle Parti sarebbe stata intorno al 45-50% dei mercati rilevanti, raggiungendo picchi di oltre il 70% in alcune parti del paese (in particolare in Dalmazia).

Inoltre, la Commissione ha rinvenuto tra la documentazione a sua disposizione specifici elementi di prova che avrebbero dimostrato un prevedibile ed apprezzabile aumento dei prezzi del cemento a seguito della conclusione dell’operazione.

La Commissione ha poi rilevato che gli altri fornitori ed importatori di cemento presenti sul mercato nazionale non sarebbero stati in grado di competere efficacemente con la società risultante dall’acquisizione, nella misura in cui avevano un limitato potenziale di espansione delle proprie vendite, possedendo solo impianti più lontani (dunque dovendo sopportare maggiori costi di trasporto per raggiungere i clienti), e non essendovi sulla costa croata terminali indipendenti accessibili per le importazioni via mare. In ultimo, per la Commissione la nuova entità avrebbe avuto la capacità di rendere difficile e costoso l’ingresso sul mercato di nuovi concorrenti.

Nell’ambito del procedimento, le società acquirenti avevano proposto dei rimedi per tentare di risolvere le criticità concorrenziali paventate dalla Commissione. Spesso le società coinvolte in una operazione di concentrazione problematica riescono ad ottenere il placet della Commissione proponendo soluzioni di tipo strutturale (preferite rispetto ad altri rimedi di tipo comportamentale), come la vendita di un ramo d’azienda, in quanto idonei a bilanciare l’indebolimento della pressione concorrenziale risultante dall’operazione di concentrazione. Simili soluzioni nel settore del cemento sono state offerte dalle parti, ed accettate dalla Commissione, ad esempio nella concentrazione tra Holcim e Lafarge, ovvero nell'acquisizione di Italcementi da parte di HeidelbergCement. Tuttavia, nel caso di specie, le Parti non hanno proposto di dismettere un ramo delle proprie attività, bensì unicamente di concedere l’accesso ad un terminale (un impianto di stoccaggio utilizzato per le importazioni) di cemento attualmente concesso in leasing da Cemex e situato a Metkovic, nel sud della Croazia.

La Commissione ha tuttavia ritenuto che detti rimedi non avrebbero permesso ad un fornitore di competere efficacemente e in modo duraturo con la società risultante dall’operazione, mentre avrebbero offerto ad un potenziale concorrente solo una eventuale possibilità di iniziare una nuova attività di importazione di cemento nel sud della Croazia, in quanto sarebbe stato garantito unicamente l’accesso al terminale e non anche un trasferimento di clienti, marchi e personale di vendita. Inoltre, la Commissione ha rilevato che la capacità di un possibile nuovo operatore di competere effettivamente con le Parti sarebbe stata estremamente limitata: qualsiasi società avesse ottenuto in leasing l'impianto di stoccaggio di Metkovic avrebbe infatti dovuto sopportare costi più elevati per raggiungere i clienti nei mercati croati, risultando quindi meno competitiva. Inoltre, i rimedi proposti non sono stati ritenuti neanche sufficientemente “consistenti”, nella misura in cui la capacità produttiva del terminale in questione risultava limitata.

Pertanto, la Commissione ha concluso che i rimedi offerti dalle Parti non sarebbero stati in grado di risolvere il probabile aumento dei prezzi del cemento grigio in Croazia a seguito dell’operazione e, conseguentemente, ne ha vietato l’implementazione.

La Commissione conferma la sua severità nel valutare possibili impegni, anche di natura strutturale, laddove reputa che sussistano problemi di concorrenza seri. Inoltre, alle parti è ricordata l’importanza della documentazione predisposta nella fase pre-operazione, in quanto oggetto di attenta analisi da parte della Commissione e dell’attribuzione alle stessa di un valore probatorio significativo, e dell’attenzione che deve essere posta al riguardo.