Con il provvedimento pubblicato lo scorso 30 marzo, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha reso noto di aver avviato un’istruttoria per due presunte intese anticoncorrenziali nei confronti delle principali società produttrici di cartone ondulato in Italia.

Secondo quanto emerge dal provvedimento di avvio, l’istruttoria trae origine da alcune segnalazioni ricevute dall’AGCM nelle quali vengono denunciate due presunte intese tra i produttori di cartone ondulato aventi ad oggetto (i) il coordinamento delle condizioni commerciali praticate nel mercato a monte della vendita di cartone ondulato alle imprese di produzione di imballaggi non verticalmente integrate (c.d. scatolifici puri), e (ii) il coordinamento delle condizioni commerciali nella produzione e vendita di imballaggi in cartone ondulato (scatole). A livello europeo, il valore del mercato degli imballaggi in cartone ondulato viene stimato in circa 20 miliardi di euro, ove l’Italia risulta il secondo produttore dopo la Germania.

Con riferimento al mercato interessato dalla prima intesa, il 70% della produzione nazionale di cartone ondulato è riconducibile ai primi quattro gruppi (Progest, DS Smith, Smurfit Kappa e Laveggia), mentre il grado di concentrazione nel mercato a valle risulta leggermente meno, laddove il 70% della produzione nazionale di imballaggi è rappresentato dai primi cinque gruppi del mercato (DS Smith, Smurfit Kappa, International Paper, Progest e Laveggia).

Da quanto emerge dal provvedimento di avvio, l’AGCM ritiene di aver raccolto già in fase preistruttoria evidenze dalle quali sembrerebbe verosimile ipotizzare che a partire dal 2004, per la commercializzazione di cartone ondulato in Italia, le parti coinvolte possano aver fatto riferimento ad un medesimo listino (c.d. Listino toscano o Listino GIFCO o Listino 2004 (Listino). La tesi accusatoria è che il Listino opererebbe come riferimento comune non solo per determinare le condizioni economiche di vendita del cartone ondulato, ma anche per la stessa individuazione delle tipologie di cartone ondulato disponibili nel mercato a valle per gli scatolifici. Inoltre, l’AGCM sembra ipotizzare che, a partire dal 2012, vi sia stata una cooperazione sulla determinazione degli sconti da praticare rispetto ai prezzi di Listino.

Il provvedimento di avvio ipotizza altresì che il Listino, con le conseguenti modalità di determinazione del prezzo e limitazione (artificiosa) delle tipologie di cartone ivi indicate, non si applicherebbero alle vendite infra-gruppo di cartone ondulato all’interno dei gruppi verticalmente integrati, così che le limitazioni subite dagli scatolifici puri non sarebbero riscontrate anche dagli scatolifici concorrenti appartenenti a tali gruppi.

Sotto un diverso profilo, secondo l’AGCM vi sarebbero anche evidenze del fatto che in seno all’associazione dei produttori di cartone ondulato GIFCO vi siano ricorrenti e sistematici scambi di informazioni su dati sensibili tra le imprese di produzione di cartone ondulato, integrate a valle nella produzione e vendita di imballaggi. Tale scambio di informazioni costituirebbe in ipotesi il meccanismo attraverso cui le parti coinvolte monitoravano il rispetto degli asseriti accordi raggiunti in entrambi i mercati rilevanti.

L’istruttoria in commento, oltre ad essere peculiare per il suo carattere speculare nei due mercati coinvolti, riporta l’attenzione sui rischi che il comportamento delle imprese possa essere interpretato non solamente come restrittivo della concorrenza su un piano meramente quantitativo (prezzi/volumi), ma anche qualitativo, laddove è messo in evidenza che, a causa della asserita collusione, gli scatolifici c.d. “puri” non avrebbero potuto accedere a tipologie più innovative e tecnologicamente avanzate di cartone ondulato.

Il procedimento dovrà concludersi entro il 31 maggio 2018.