In data 1 dicembre 2020, l’Autorità garante della concorrenza britannica (Competition and Market Authority, CMA) ha pubblicato delle Linee guida[1] per illustrare le ripercussioni dell’uscita del Regno Unito dall’Unione sui propri poteri e le proprie prerogative in materia di concentrazioni, antitrust e tutela dei consumatori dopo la fine del periodo di transizione.

Per quanto riguarda il controllo delle concentrazioni durante il periodo di transizione, in caso di imprese di “dimensione europea”[2] la Commissione manterrà la propria competenza esclusiva di riesame anche per quanto riguarda gli effetti di tali concentrazioni sui mercati del Regno Unito[3]. Al contrario, dopo il 31 dicembre 2020 questi ultimi non rientreranno più nel potere di riesame della Commissione, e le concentrazioni potranno essere soggette a controllo sia da parte della CMA che della Commissione. Più particolarmente, la Commissione mantiene la propria competenza sulle concentrazioni che soddisfano i requisiti del Regolamento 139/2004 e che sono state avviate prima della fine del periodo di transizione[4], e la CMA non dispone di alcuna competenza al riguardo. Tuttavia, se una decisione della Commissione su un caso avviato prima della fine del periodo di transizione viene annullata, la CMA potrebbe far valere la propria competenza a partire dal momento in cui è accertato che gli elementi della concentrazione che riguardano il Regno Unito non saranno oggetto di esame da parte della Commissione[5]. La CMA, invece, è pienamente competente per esaminare le operazioni avviate dopo il 31 dicembre 2020 ed i loro effetti nel Regno Unito, a condizione che i relativi requisiti siano soddisfatti[6].

Per quanto riguarda le notifiche preventive ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 4, del Regolamento 139/2004[7], mentre prima della fine del periodo di transizione la Commissione può deferire in tutto o in parte una concentrazione alla CMA qualora una richiesta in tal senso venga presentata dalle parti, e la CMA stessa non si trovi in disaccordo, dopo il 31 dicembre 2020 tale prerogativa non sarà più esperibile. Parimenti, dopo la fine del periodo di transizione le parti di una concentrazione non potranno più presentare una richiesta motivata ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 5 del Regolamento 139/2004[8] chiedendo che la concentrazione sia esaminata dalla Commissione. Infine, la Commissione manterrà la propria competenza esclusiva per riesaminare gli effetti di una concentrazione nel Regno Unito qualora abbia accettato, entro il 31 dicembre 2020, una richiesta di rinvio da parte della CMA ai sensi dell’articolo 22 del Regolamento 139/2004[9]. In caso contrario la CMA potrà esercitare la propria competenza in relazione a tale concentrazione dopo il 31 dicembre 2020.

In materia antitrust, la Commissione continuerà ad essere competente per i casi avviati prima del 31 dicembre 2020[10], mentre dopo la fine del periodo di transizione il Regolamento 1/2003[11] cesserà di applicarsi al Regno Unito. Per i casi avviati prima della fine del periodo di transizione, la CMA continuerà ad avere accesso alle informazioni pertinenti della Commissione e potrà assisterla con le sue competenze specifiche. Tuttavia, la CMA non potrà indagare sulla stessa condotta o accordo che già forma oggetto di un’indagine formalmente avviata dalla Commissione fino a quando quest’ultima non sarà conclusa, e non potrà accettare impegni o fornire indicazioni in contrasto con quelli resi vincolanti dalla decisione della Commissione[12].

Dopo la fine del periodo di transizione, la CMA potrà indagare sui casi avviati dalla Commissione prima della fine del periodo di transizione a condizione che essi riguardino effetti derivanti da condotte successive al 31 dicembre 2020. Inoltre, poiché dopo il 31 dicembre 2020 la CMA non sarà più soggetta al Regolamento 1/2003, le condotte anticoncorrenziali potranno essere oggetto di indagini separate da parte della CMA e della Commissione laddove possano incidere, rispettivamente, sia sul commercio britannico che su quelli tra gli Stati Membri dell’Unione. Tuttavia, la CMA e le corti britanniche saranno ancora tenute a garantire la coerenza tra l’interpretazione della normativa nazionale in materia di concorrenza e la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea precedente al 31 dicembre 2020, potendosene tuttavia discostare in determinate circostanze[13].

Infine, per quanto riguarda la protezione dei consumatori, dopo la fine del periodo di transizione le imprese britanniche che commerciano con i consumatori del Regno Unito saranno soggette agli stessi requisiti applicabili in precedenza, così come i consumatori continueranno a godere degli stessi diritti. La legislazione britannica sulla protezione dei consumatori è, infatti, in larga misura armonizzata a quella europea. Le imprese britanniche che commerciano con consumatori europei, e i consumatori britannici che acquistano merci dalle imprese europee, tuttavia, saranno soggetti alle disposizioni delle Consumer Protection (Enforcement) (Amendment etc) (EU Exit) Regulations 2020.

Lette in combinato disposto con gli Orientamenti di recente pubblicati dalla Commissione[14], le Linee guida delineano la cornice normativa all’interno della quale, a partire dal 1o gennaio 2021, verrà trattata la materia del diritto della concorrenza, una delle grandi questioni irrisolte che, fino ad ora, ha impedito il buon esito dei negoziati sulle future relazioni tra Unione e Regno Unito.

Pur rientrando nell’ambito del diritto della concorrenza, le Linee guida non disciplinano le future competenze dalla CMA in materia di aiuti di Stato, un’ulteriore questione a lungo dibattuta in sede di negoziato. Nuovi sviluppi, tuttavia, potrebbero registrarsi nel prossimo futuro, essendo l’argomento stato incluso nell’ accordo di massima annunciato dal comitato misto UE-Regno Unito[15] in data 8 dicembre 2020[16].