Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (“MATTM”), con  Circolare  7 novembre 2013 prot. n. 004981, è intervenuto a dare chiarimenti interpretativi sul D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59 recante il Regolamento di disciplina dell’Autorizzazione Unica Ambientale (“AUA”).

Il primo chiarimento riguarda l’ambito di applicazione.

Il Regolamento, in proposito circoscriveva il proprio ambito di applicazione a “le categorie di imprese di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro delle attivita' produttive 18 aprile  2005,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005 [ovvero le c.d. “PMI”], nonche' agli impianti non soggetti alle disposizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale”.

Il MATTM ha chiarito che il nuovo procedimento autorizzatorio in materia di AUA si applica a tutte le imprese non soggette all’Autorizzazione Integrata Ambientale (elencate in modo analitico nell’Allegato III alla Parte III del d. lgs. n. 15/2006 s.m.i.), a prescindere dai requisiti dimensionali del gestore e pertanto anche alle grandi imprese.

La seconda precisazione del MATTM riguarda la natura obbligatoria dell’AUA, nel senso  che  la richiesta di AUA è sempre obbligatoria alla scadenza del primo dei titoli abilitativi assorbiti dal nuovo provvedimento  ovvero:

  1. in materia di acque, l’autorizzazione agli scarichi di acque reflue, disciplinata dalla Parte Terza, Sezione II, Titolo IV, Capo II del Codice dell’ambiente (artt. 124 ss.);

  2. in materia di emissioni:

    1. l’autorizzazione  alle  emissioni  in  atmosfera,  per  tutti  gli  stabilimenti  che  producono emissioni in atmosfera ai sensi dell'articolo 269 Codice dell’ambiente;

    2. l’autorizzazione di carattere generale alle emissioni in atmosfera, di cui all’articolo 272,

del D.Lgs. 152/2006;

  1. in materia di rumore, la documentazione previsionale di impatto acustico di cui alla l. 8, comma 4 o comma 6, l. 26 ottobre 1995, n. 447;

  2. in materia di rifiuti, le comunicazioni in materia di rifiuti: autosmaltimento rifiuti ed esercizio di

operazioni  di  recupero  di  rifiuti  (pericolosi  e  non)  di  cui  agli  artt.  215  e  216  del  Codice dell’ambiente;

inoltre, in alcune specifiche ipotesi di utilizzo di residui di produzione:

  1. la comunicazione preventiva per l'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende, disciplinata dall’ art.112 del d. lgs. n. 152/2006 s.m.i.;

  2. l’autorizzazione all'utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura di cui all’ art. 9, d. lgs. 27 gennaio 1992, n. 99.

In tale contesto, restano ferme le due sole eccezioni all’applicabilità dell’AUA rilevate all’art. 3, comma 3, del Regolamento secondo cui “è fatta comunque salva la facolta' dei gestori degli  impianti  di  non avvalersi dell'autorizzazione unica ambientale nel caso in cui si tratti di attivita' soggette solo a comunicazione, ovvero ad autorizzazione di carattere generale, ferma restando la presentazione della comunicazione o dell'istanza per il tramite del SUAP”. Nella Circolare in commento il MATTM offre dei criteri interpretativi più analitici volti ad accertare in quali casi un’impresa soggetta contemporaneamente a “comunicazioni” o “autorizzazioni generali” in materia di emissione, ma anche ad altri titoli abilitativi di settore, sia obbligatorio o meno richiedere l’AUA.

La Circolare, infine, precisa che l’obbligo di richiedere l’AUA “alla scadenza del primo titolo abilitativo da essa sostituito” (art. 10, comma 2, Regolamento) debba essere inteso nel senso che la presentazione della domanda di AUA deve essere depositata entro i termini previsti dalla disciplina di settore del titolo in scadenza; in altri termini, se il primo titolo abilitativo in scadenza dovesse essere, per ipotesi, l’autorizzazione agli scarichi, la domanda di AUA andrà depositata “un anno prima della scadenza” della prima, secondo il termine disposto per la domanda di rinnovo delle autorizzazioni agli scarichi ex art. 124 comma 8 d. lgs. n. 152/2006 s.m.i.