La tecnologia blockchain è nota per essere il “motore” dei bitcoin e altre digital currencies. In realtà, il termine blockchain indica il software sotteso ai meccanismi che regolano le transazioni in criptovalute. Questa tecnologia permette la creazione e gestione di un database strutturato in “blocchi” tra loro collegati in rete in modo che ogni transazione debba essere validata dalla rete stessa. In particolare, il blockchain è un registro pubblico costituito da una catena di blocchi, ognuno contenente più transazioni, condiviso tra più computer, chiamati “nodi”, connessi alla rete che si aggiorna automaticamente su ciascuno di essi.

Ogni transazione è quindi crittografata e i relativi dati vengono inseriti in un blocco e poi sottoposti alla verifica e all’approvazione dei partecipanti al blockchain. Una volta verificato, tale blocco viene aggiunto alla catena di blocchi e forma il blockchain accessibile a tutti i partecipanti. Il processo di validazione dell’intero blockchain prevede una fase di verifica e di approvazione basata su risorse di calcolo che vengono messe a disposizione dai partecipanti al blockchain e che permettono di disporre di un consenso distribuito e non più di un consenso basato su un intermediario terzo o su un ente o istituzione centralizzata.

Le criptovalute sono solo una delle possibili applicazioni di tale tecnologia. Infatti, attraverso l’invio di dati secondo standard sicuri e con delega del controllo a tutti i nodi della catena senza necessità di coinvolgere soggetti terzi o istituzioni centrali, il blockchain è suscettibile di essere applicato in diversi settori. In particolare, oltre al settore della finanza dove l’uso di tale tecnologia è già ampiamente diffuso, è lecito attendersi che il blockchain avrà un grande utilizzo nel settore dell’energia – ove sono sempre più diffuse soluzioni che combinano la tecnologia con i sistemi di smart metering – e, in generale, in tutti gli altri settori caratterizzati dalla presenza di intermediari e fortemente regolati.

Una prima applicazione nel settore legale della tecnologia in esame si è avuta in Francia ove, con l’ordinanza governativa n. 1674 datata 8 dicembre 2017, è stato introdotto l’utilizzo del blockchain al fine di registrare la proprietà e il trasferimento di titoli non quotati. L’efficacia dell’ordinanza è subordinata all’emanazione di un decreto – atteso per il prossimo mese di luglio – recante le condizioni di utilizzo della nuova tecnologia. Il blockchain, in pratica, opererà come registro decentralizzato che gli emittenti potranno utilizzare, a fianco delle tradizionali registrazioni contabili, per la registrazione dei propri titoli. In particolare, l’ordinanza stabilisce che, qualora sia utilizzato un blockchain designato dall’emittente, le informazioni ivi inserite avranno gli stessi effetti giuridici di quelle iscritte nei registri pubblici. Non è ancora stato chiarito come il decreto attuativo regolerà il funzionamento, la gestione e la sicurezza del registro blockchain, ma il suo ingresso aprirà innegabilmente nuovi scenari anche nell’ambito di operazioni straordinarie di acquisizioni societarie.