Il Decreto Legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012 n. 27 (il “Decreto Liberalizzazioni”)1 ed il Decreto Legge 22 giugno 2012 n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012 n. 134 (il “Decreto Sviluppo”)2, hanno rispettivamente introdotto nell’ordinamento giuridico due nuove tipologie di società a responsabilità limitata: la società a responsabilità limitata semplificata e la società a responsabilità limitata a capitale ridotto.

La società a responsabilità limitata semplificata

La società a responsabilità limitata semplificata, in breve la “S.r.l.s.”, è disciplinata dal nuovo articolo 2463 bis del codice civile, introdotto dall’articolo 3 del Decreto Liberalizzazioni.

La finalità dell’introduzione di tale nuova tipologia societaria, è “favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, mediante la loro partecipazione a strutture associate prive dei rigorosi limiti previsti fino a ora per le società di capitali”3 La S.r.l.s. può essere costituita esclusivamente da persone fisiche che non abbiano ancora compiuto — all’atto della costituzione della società — i trentacinque anni d’età. A differenza di quanto previsto dal testo originario dell’articolo 2463 bis del codice civile4, l’attuale disposizione, così come modificata dalla legge di conversione del Decreto Liberalizzazioni, nulla prevede per il caso in cui uno, o anche tutti i soci, abbiano – nel corso della vita della S.r.l.s. — superato il predetto limite di età. Nel silenzio della norma, vi sono incertezze circa la conseguenze del verificarsi di tale circostanza. Fra i primi commentatori della norma vi è chi sostiene5 che il superamento del limite anagrafico da parte di uno o più soci non produca alcuna conseguenza sulla società, che, pertanto, potrà continuare la propria attività sociale nella sua forma originaria; d’altro canto vi è chi - invece - sostiene che: (i) laddove tutti i soci superino il trentacinquesimo anno di età, la S.r.l.s. debba essere, alternativamente, trasformata ovvero liquidata6; o che (ii) ove un socio superi detto limite anagrafico, quest’ultimo debba essere escluso di diritto7.

Il limite anagrafico del trentacinquesimo anno di età rileva anche con riguardo alla circolazione delle quote sociali. Ai sensi del quarto comma dell’articolo 2463 bis del codice civile, è stabilito il divieto di cessione delle partecipazioni sociali a persone fisiche con età superiore ai trentacinque anni; tale comma, inoltre, prevede la sanzione della nullità per tutti i trasferimenti delle quote della S.r.l.s. posti in essere in violazione di detto divieto. La circostanza per cui non possano fare parte della compagine sociale persone fisiche con più di trentacinque anni di età implica, secondo i primi commentatori8 che non sia ammissibile che soggetti di età superiore possano sottoscrivere aumenti di capitale di società a responsabilità limitata semplificata.

Al pari di quanto previsto per le società a responsabilità limitata ordinarie, le S.r.l.s. possono essere costituite con contratto ovvero per atto unilaterale e l’atto costitutivo deve necessariamente essere redatto per atto pubblico. Tuttavia, a differenza di quanto avviene per le S.r.l. ordinarie, la stipulazione dell’atto costitutivo e l’iscrizione nel Registro delle Imprese è esente da diritti di bollo e di segreteria e non sono dovuti gli onorari notarili . Le uniche spese, pertanto, che deve sostenere colui che intendesse costituire una S.r.l.s. riguardano l’imposta di registro al Registro delle Imprese e la tassa annuale per l’iscrizione alla Camera di Commercio.

Con riguardo all’atto costitutivo è necessario segnalare che coloro che intendano costituire una S.r.l.s. sono tenuti — a mente di quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 2463 bis del codice civile – ad adottare un modello di atto costitutivo conforme a quello elaborato dal Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro dello Sviluppo Economico. A questo riguardo, si segnala che — a far tempo dallo scorso 29 agosto — è entrato in vigore il Decreto Ministeriale 23 giugno 2012 n. 1389 (il “DM 138”) che ha disciplinato il modello standard dell’atto costitutivo (comprensivo dello statuto sociale) della società a responsabilità limitata semplificata. L’atto costitutivo della S.r.l.s. deve, in ogni caso, tra l’altro indicare secondo quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 2463 bis del codice civile: (i) il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, il domicilio, la cittadinanza di ciascun socio; (ii) la denominazione sociale contenente l’indicazione di società semplificata a responsabilità limitata e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie; (iii) l’ammontare del capitale sociale non inferiore ad un euro sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione; (iv) l’attività che costituisce l’oggetto sociale; (v) la quota di partecipazione di ciascun socio; (vi) gli amministratori, che debbono essere soci della società ; (vii) le norme relative al funzionamento della società, indicando quelle concernenti l’amministrazione e la rappresentanza; (viii) le persone cui è affidata l’amministrazione e l’eventuale soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti.

E’ opportuno segnalare che non pare che il modello di atto costitutivo di cui al DM 138 (e che, come detto, incorpora anche il testo dello statuto sociale) possa essere oggetto di modifiche ovvero integrazioni da parte dei soci.

Tale conclusione sembra confermata dal dato normativo: il secondo comma dell’articolo 2463 bis del codice civile, stabilisce espressamente che l’atto costitutivo “deve essere redatto (…) in conformità al modello standard tipizzato” dal DM 138 e, pertanto, sembrerebbe non ammesso un modello di atto costitutivo diverso da (e quindi non conforme a) quello contenuto nel DM 138. Nè, secondo i primi commentatori, pare poter smentire tale conclusione il secondo comma dell’articolo 1 del DM 13810, il quale — nel prevedere l’applicabilità alle S.r.l.s. delle norme codicistiche in tema di S.r.l. ordinarie “ove non derogate dalla volontà delle parti” — pare ammettere che i costituenti introducano tali deroghe modificando il modello di atto costitutivo. Tale disposizione ha infatti rango regolamentare e quindi non sarebbe idonea a superare il dettato del secondo comma dell’articolo 2463 bis del codice civile11.

Attesa la non modificabilità dell’atto costitutivo, non potranno essere in esso inserite previsioni relative, tra l’altro: (i) all’attribuzione di particolari diritti ai soci; (ii) alle limitazioni tipiche per il trasferimento delle quote sociali, quali — ad esempio — la clausola di prelazione ovvero il gradimento; (iii) alle ulteriori ipotesi di recesso del socio; nonché (iv) alla possibilità di attribuire ai soci la competenza a deliberare in merito a materie ulteriori rispetto a quelle ad esse attribuiti dal secondo comma dell’articolo 2479 del codice civile. Ciò detto, ci si potrebbe — a questo riguardo — chiedere se sia ammessa la stipulazione di patti parasociali che contengano previsioni che integrino ovvero modifichino quanto previsto dal modello di atto costitutivo e statuto; attesa l’efficacia meramente obbligatoria degli accordi parasociali, la stipulazione di tali convenzioni sembrerebbe ammissibile e potrebbe, tra l’altro, consentire alle rispettive parti di regolare — seppur con efficacia solo obbligatoria — i reciproci rapporti anche con riguardo a profili non contemplati nel modello di cui al DM 138.

Ciò detto, con riguardo al contenuto dell’atto costitutivo e dello statuto delle S.r.l.s., si segnala che una delle novità di maggior rilievo attiene all’ammontare del capitale sociale che — secondo quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 2463 bis del codice civile — deve essere almeno pari ad un Euro ed inferiore a 10.000,00 Euro12 e, all’atto della costituzione, deve essere versato interamente all’organo amministrativo. Dall’esame di tale disposizione, si desume pertanto che, a differenza di quanto previsto per le società a responsabilità limitata ordinarie: (i) il capitale sociale deve essere versato integralmente anche nell’ipotesi in cui la società sia costituita da più soci; (ii) il versamento deve avvenire nella mani dell’organo amministrativo (a differenza di quanto previsto, per le S.r.l., dal quarto comma dell’articolo 2464 del codice civile che impone l’apertura di un conto corrente bancario su cui versare il capitale sociale); (iii) non possono essere effettuati conferimenti diversi dal denaro; e (iv) in ragione di quanto previsto al precedente punto (iii), tra la compagine sociale delle S.r.l.s. non possono esservi soci prestatori d’opera o di servizi, non essendo per l’invero ammesso il conferimento di polizze assicurative ovvero fideiussioni a garanzia degli obblighi di tali soci.

Sempre con riguardo alle peculiarità delle S.r.l.s. si segnala che l’amministrazione può essere affidata esclusivamente ai soci, a differenza di quanto previsto, invece, per le S.r.l. ordinarie in cui la qualifica di socio non costituisce un requisito necessario per l’assunzione di tale ufficio. Inoltre, ai sensi di quanto previsto dal terzo comma dell’articolo 2463 bis del codice civile, è stabilito che negli atti, nella corrispondenza della società a responsabilità semplificata, ivi incluso sul sito internet, debbono essere indicati, oltre alla denominazione della società semplificata, anche l’ammontare del capitale sociale sottoscritto e versato così come il luogo della sede legale.

Da ultimo, si segnala che — ai sensi di quanto previsto dall’ultimo comma dell’articolo 2463 bis del codice civile — le S.r.l.s. sono soggette, tra l’altro, alle norme dettate dal codice civile in tema di società a responsabilità limitata in quanto compatibili. Tale previsione ha destato qualche perplessità da parte degli interpreti, considerato il generale richiamo alla disciplina dettata in tema di S.r.l. Ad esempio, infatti, potrebbero esservi incertezze in merito all’applicabilità dell’articolo 2482 bis del codice civile a S.r.l.s. aventi il capitale di un Euro: se tale norma trovasse applicazione nel caso del tipo societario semplificato, sarebbe necessario, ogniqualvolta vi fosse una perdita pari a 34 centesimi di Euro, convocare l’assemblea per l’assunzione degli “opportuni provvedimenti”. E’ evidente che l’applicazione di tale norma andrebbe ad appesantire inutilmente la prassi societaria della S.r.l. semplificata13.

La società a responsabilità limitata a capitale ridotto

La società a responsabilità limitata a capitale ridotto, nota anche con l’acronimo S.r.l.c.r., è disciplinata dall’articolo 44 del Decreto Sviluppo, così come modificato dalla legge di conversione n. 134/2012.

La disciplina applicabile alla S.r.l.c.r è, per certi profili, del tutto identica a quella dettata in tema di S.r.l.s., mentre - sotto altri aspetti — è del tutto differente. In particolare, al pari della S.r.l.s., anche la società a responsabilità limitata con capitale ridotto presenta le seguenti caratteristiche: (i) può essere costituita per atto unilaterale ovvero per contratto; (ii) la costituzione avviene per atto pubblico; (iii) l’ammontare del capitale sociale può variare da un Euro sino ad un importo massimo di 9.999,00 Euro; (iv) non possono essere effettuati conferimenti diversi dal denaro, il quale deve essere versato integralmente nelle mani dell’organo amministrativo; e (v) la qualità di socio è riservata esclusivamente a persone fisiche.

A differenza, invece, di quanto previsto per la S.r.l.s.: (i) non è previsto un modello standard per l’atto costitutivo della S.r.l.c.r. e, pertanto — come peraltro chiarito dalla Nota del Ministero dello Sviluppo Economico in data 30 agosto u.s. — le parti possono liberamente determinare il contenuto di tale atto, fermi restando i limiti imposti dalle legge; (ii) l’amministrazione della S.r.l.c.r. può essere affidata anche a non soci, laddove espressamente previsto dall’atto costitutivo; e (iii) non sono previste esenzioni per quanto concerne gli oneri relativi alla costituzione di tale tipo sociale.

Con riguardo all’età dei soci, mentre il primo comma dell’articolo 44 del Decreto Sviluppo stabilisce che possono costituire tale società le persone fisiche che abbiano compiuto i trentacinque anni di età, il comma 4 bis del medesimo articolo, introdotto in sede di conversione del decreto, nel prevedere che per i soci under 35 il Ministero dell’economia e delle finanze promuova un accordo con l’Associazione Bancaria Italiana volto fornire credito a condizioni agevolate, conferma di fatto che non sussistono limitazioni di età per poter costituire la società a responsabilità limitata a capitale ridotto14.

Si rileva, altresì, che anche per le S.r.l.c.r sussiste l’obbligo di indicare nei propri atti, nella corrispondenza, ivi incluso sul sito internet, oltre alla denominazione della società a capitale ridotto, anche l’ammontare del capitale sociale sottoscritto e versato così come il luogo della sede legale.

Da ultimo, per gli aspetti non espressamente regolati dall’articolo 44 del Decreto Sviluppo si applicano, come per la S.r.l. semplificata, le norme, in quanto compatibili, previste per la S.r.l. ordinaria.