In data 2 dicembre 2019, il premier Boris Johnson ha annunciato un piano che prevede regole ferree sulla circolazione dei cittadini europei in caso di vittoria del partito Conservatore alle prossime elezioni del 12 dicembre.

In particolare, non sarà più possibile utilizzare le carte d’identità europee (considerate facilmente falsificabili, soprattutto quelle italiane e greche) per entrare sul suolo britannico, ma sarà necessario munirsi di passaporto. Inoltre, sarà introdotto un sistema di controllo alle frontiere, denominato Electronic Travel Authorisation (ETA), che ricalca il modello americano dell’Electronic System for Travel Authorization (ESTA)[1]. Pertanto, i cittadini europei che intendono visitare il Regno Unito dovranno richiedere previamente, ed ottenere, un’autorizzazione online almeno tre giorni prima del viaggio. Tali regole permetteranno al Governo di effettuare un controllo più intenso sul traffico di armi e di sostanze stupefacenti, di impedire l’accesso a persone con precedenti penali, di monitorare la durata dei soggiorni e di evitare che i viaggiatori si trattengano nel Regno Unito per più di tre mesi senza un regolare visto di lavoro.

Il piano non è del tutto nuovo. Il governo britannico, infatti, aveva già in passato delineato un progetto simile linea d’azione nel Immigration White Paper[2], pubblicato nel dicembre dell’anno scorso. I Conservatori avevano motivato tale piano sulla base del sistema europeo proposto nel 2018, denominato sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (European Travel Information and Authorisation System, ETIAS)[3], il quale regola l’accesso dei cittadini extraeuropei che non necessitano di visto per varcare le frontiere dell’Unione.

Il piano si colloca nel solco delle recenti decisioni del premier, che sembrano, non senza coloriture sovraniste, nominalmente privilegiare la sicurezza del Regno Unito rispetto alla cooperazione con l’Unione. In particolare, in base all’accordo Brexit[4] di Boris Johnson, il Regno Unito non sarà più parte dell’Ufficio europeo di polizia (Europol)[5] e dovrà di conseguenza negoziare l’accesso al database europeo. Inoltre, si prospetta l’uscita del Regno Unito anche dalla procedura giudiziaria semplificata, denominata Mandato di arresto europeo (MAE)[6].

Non si può non interrogarsi sulla necessità reale (e non solo elettorale) di queste misure, che, se approvate, renderanno in concreto più complesso (e perciò più costoso) l’ingresso dei cittadini europei nel Paese, rendendo il Regno Unito una destinazione nel suo complesso meno attraente anche per il turismo e per gli affari.