È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n- 165 del 19 novembre 2021, che ha convertito il Decreto Legge n. 127 del 2021, (recante “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening”) che, a sua volta, è intervenuto sul Decreto-legge n. 52 del 22 aprile 2021, introducendo alcune misure importanti per rendere più semplici le modalità di verifica del possesso del certificato verde (il cosiddetto Green Pass).

Modalità di verifica del possesso del Green Pass

Ai sensi dell’art. 9-quinquies, comma 5 e art. 9-septies, comma 5, del Decreto-legge n. 52 del 22 aprile 2021, come modificati dalla legge di conversione 165/2021 del Decreto-legge n. 127/2021, al fine di semplificare e razionalizzare le verifiche del possesso del green pass, i lavoratori possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde COVID-19. I lavoratori che consegnano la predetta certificazione, per tutta la durata della relativa validità, sono esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro. Il Garante della Privacy nella segnalazione al Parlamento e al Governo sul Disegno di legge di conversione del D.L. n. 127/ 2021 dell’11 novembre 2021 aveva evidenziato alcune criticità circa le nuove disposizioni al tempo in corso di approvazione. In particolare, il Garante ha criticato la nuova modalità operativa nella misura in cui rischia di precludere la piena realizzazione delle esigenze sanitarie sottese al sistema del green pass.

Lavoratori somministrati

Ai sensi del comma 4 dell’art. 9-septies del Decreto-legge n. 52 del 22 aprile 2021, come modificati dalla legge di conversione 165/2021 del Decreto-legge n. 127/2021, per i lavoratori in somministrazione, la verifica del possesso del green pass compete all’utilizzatore; tuttavia, è onere del somministratore informare i lavoratori circa la sussistenza di tale obbligo.

Aziende con meno di 15 dipendenti

Per i datori di lavoro delle aziende private che abbiano meno di quindici dipendenti, è prevista la possibilità, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, di sospendere il lavoratore per una durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione. I dieci giorni entro cui poter sostituire il lavoratore sospeso privo del green pass devono intendersi esclusivamente come giorni lavorativi e la sostituzione è rinnovabile più volte sempre entro il limite imposto per la fine dello stato di emergenza, ossia il 31 dicembre 2021 per ora.

Scadenza della validità del green pass

Riguardo la scadenza della validità del green pass in corso di prestazione lavorativa, l’art. 3-bis del D.L. n. 127/2021, convertito dalla Legge 165/2021, dispone che per i dipendenti pubblici e privati la scadenza della validità della certificazione verde COVID-19 in corso di prestazione lavorativa non dà luogo alle sanzioni. Tuttavia, la permanenza del lavoratore con il green pass scaduto, durante l’orario di lavoro, è ammissibile e tollerata solo per il periodo di tempo necessario per far sì che possa concludersi il turno di lavoro.