Il Decreto aveva esteso l’ambito soggettivo di applicazione del meccanismo dello split payment1 (o scissione dei pagamenti), includendovi ulteriori soggetti pubblici e privati.

In sede di conversione è stato previsto che, a richiesta dei cedenti o prestatori, i cessionari o committenti destinatari del meccanismo devono rilasciare un documento attestante la loro riconducibilità a soggetti per i quali si applicano le disposizioni in materia di split payment. Inoltre il D.M. 27 giugno 2017 ha integrato le originarie disposizioni attuative dello split payment2prevedendo tra l’altro:

• per tutti i soggetti destinatari del meccanismo la possibilità di anticipare l’esigibilità dell’imposta al momento della registrazione della fattura (oltre che al momento di ricezione della stessa);

• per i soggetti destinatari del meccanismo nonché soggetti passivi IVA: (i) la possibilità di versare l’IVA dovuta in applicazione dello split payment tramite F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile, senza possibilità di compensazione e utilizzando un apposito codice tributo (in aggiunta alla possibilità di versare l’IVA facendola partecipare alla liquidazione periodica); (ii) l’obbligo di effettuare il versamento dell’acconto IVA tenendo conto anche dell’IVA divenuta esigibile in applicazione dello split payment;

• particolari disposizioni finalizzate all’individuazione delle pubbliche amministrazioni destinatarie del meccanismo. Tuttavia tali ultime disposizioni sono state superate dal D.M. 13 luglio 2017, ad oggi reso noto ma ancora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, in base al quale le disposizioni in materia di split payment si 1 Cfr. art. 17-ter DPR n. 633/1972 2 Cfr. Decreto 23 gennaio 2015 applicano alle pubbliche amministrazioni destinatarie delle norme sulla fatturazione elettronica obbligatoria di cui all’articolo 1, commi da 209 a 214, della Legge n. 244/2007;

• particolari disposizioni finalizzate all’individuazione delle società destinatarie del meccanismo, per le quali occorrerà fare riferimento alle società controllate dalle pubbliche amministrazioni o incluse nell’indice FTSE MIB come risultanti da un elenco approvato con decreto da emanare entro il 15 novembre di ogni anno a valere per l’anno successivo. In via transitoria, per le operazioni per le quali è emessa fattura dal 1° luglio 2017 al 31 dicembre 2017, occorre fare riferimento all’elenco pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze.

Per quanto riguarda i versamenti dovuti in sede di prima applicazione, per consentire l’adeguamento dei sistemi informativi e contabili, il citato D.M. 27 giugno 2017 ha inoltre previsto quanto segue:

• le Pubbliche Amministrazioni possono effettuare entro il 16.11.2017 il versamento dell’imposta relativa alle fatture per le quali l’esigibilità si verifica dall’1.7.2017 al 31.10.2017;

• le società destinatarie del meccanismo possono annotare le fatture per le quali l’esigibilità si verifica dall’1.7.2017 al 30.11.2017 ed effettuare il relativo versamento entro il 18.12.2017;

• in via transitoria, le Pubbliche Amministrazioni soggetti passivi IVA e le società che effettuano il versamento dell’acconto IVA sulla base del metodo “storico”, determinano l’importo da versare entro il 27.12.2017 tenendo conto anche dell’ammontare dell’imposta relativa agli acquisti soggetti a split payment divenuta esigibile nel mese di novembre 2017 ovvero, nell’ipotesi di liquidazione trimestrale, nel terzo trimestre del 2017.