In data 4 luglio 2017 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 103 del 23 giugno 2017 (“Legge n. 103/2017”), che apporta rilevanti modifiche al codice penale e al codice di procedura penale.

Il Legislatore ha introdotto una causa di sospensione della prescrizione operante in caso di sentenza di condanna.

In particolare, l’art. 159 cod. pen., così come modificato, prevede che il corso della prescrizione rimane sospeso: 

  • dal termine previsto per il deposito della motivazione della sentenza di condanna di primo grado, sino alla pronuncia del dispositivo della sentenza che definisce il grado successivo di giudizio, per un tempo comunque non superiore a un anno e sei mesi;
  • dal termine previsto per il deposito della motivazione della sentenza di condanna di secondo grado sino alla pronuncia del dispositivo della sentenza definitiva, per un tempo comunque non superiore a un anno e sei mesi.

Inoltre, se nel giudizio di appello l’imputato è prosciolto o la sentenza di condanna è annullata, il periodo di sospensione relativo al precedente giudizio verrà computato ai fini del calcolo della prescrizione.

Le nuove norme in materia di prescrizione si applicano solo ai fatti commessi dopo il 3 agosto 2017, data di entrata in vigore della legge.

La legge n. 103/2017 ha, inoltre, introdotto una nuova causa di estinzione del reato “per condotte riparatorie”.

Ai sensi del nuovo art. 162 ter cod. pen., nei casi di procedibilità a querela soggetta a remissione, il giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ha riparato interamente, entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, e ha eliminato, ove possibile, le conseguenze dannose o pericolose del reato. 

Il reato è dichiarato estinto anche in seguito ad offerta reale ai sensi degli articoli 1208 e seguenti del codice civile, formulata dall’imputato e non accettata dalla persona offesa, ove il giudice riconosca la congruità della somma offerta a tale titolo.

La legge n. 103/2017 ha, inoltre, previsto pene più gravi per i delitti di scambio elettorale politico mafioso, furto, rapina ed estorsione aggravata.

Infine, il Legislatore ha apportato alcune modifiche al codice di procedura penale, reintroducendo:

  • con l’art. 599 bis. cod. proc. pen. (Concordato anche con rinuncia ai motivi di appello) il concordato, che prevede che le parti possano concordare in appello la pena, con l’accoglimento di alcuni motivi di appello e la rinuncia ad altri motivi;
  • l’appello avverso la sentenza di non luogo a procedere, che in precedenza era impugnabile esclusivamente con ricorso per cassazione. 

Inoltre:

  • è venuta meno la possibilità per l’imputato di proporre personalmente il ricorso per cassazione, che dovrà essere necessariamente sottoscritto dal difensore abilitato al patrocinio in cassazione;
  • l’invalidità dell’ordinanza di archiviazione non dovrà essere eccepita con ricorso per cassazione, ma con reclamo innanzi al Tribunale in composizione monocratica.