Con la decisione pubblicata lo scorso 19 gennaio l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha reso noto di aver sanzionato per circa 47 milioni i principali operatori attivi nella fornitura dei servizi di ossigenoterapia domiciliare (Otd) e ventiloterapia domiciliare (Vtd) per aver asseritamente posto in essere tre distinte intese anticoncorrenziali in occasione delle gare bandite da Asl Milano 1, Asur Marche e Soresa S.p.A. per la fornitura di detti servizi.

I servizi di Otd e Vtd sono destinati a pazienti affetti da insufficienze respiratorie che possono beneficiare di cure domiciliari e prevedono la fornitura domiciliare di ossigeno ed altri gas medicali, nonché di apparecchiature elettromedicali ed i relativi servizi di installazione, manutenzione dei macchinari e di assistenza dei pazienti. Alcune segnalazioni avevano attirato l'attenzione dell'AGCM su asserite anomalie afferenti le gare per l'affidamento dei servizi di Otd e Vtd sopra menzionate sin dal 2013, per cui lo scorso ottobre 2015 l'AGCM aveva aperto un procedimento (si veda la Newsletter del 19 ottobre 2015) per verificare l'esistenza di un asserito coordinamento anticoncorrenziale volto a mantenere artificialmente alti i prezzi per la fornitura dei servizi in questione, nonché a "cristallizzare" il mercato garantendo agli operatori coinvolti il mantenimento della rispettiva quota di mercato ed evitando l'ingresso di nuovi operatori in occasione (i) delle quattro gare bandite tra il 2012 e il 2014 da/per conto di ASL Milano 1 per la fornitura del servizio di Vtd a favore dei pazienti residenti nel territorio di sua competenza; (ii) della gara bandita nel 2010 da ASUR Marche per la fornitura dei servizi di Vtd e Otd a favore dei pazienti residenti nel territorio regionale, nonché, infine, (iii) della gara indetta da Soresa S.p.A. nel 2014.

Con la decisione in commento, l'AGCM ha quindi accertato l'esistenza di tre presunte infrazioni, tutte ritenute molto gravi. In particolare l'AGCM, sulla base di un'ampia documentazione acquisita anche in sede di ispezioni presso le sedi delle società indagate (in particolare email, lettere e manoscritti che dimostrerebbero l'esistenza di contatti diretti tra gli operatori in questione), per quanto attiene l'infrazione sub (i) ha accertato che Linde Medicale S.r.l., Medicair Italia S.r.l., Medigas Italia S.r.l., Sapio Life S.r.l., Vitalaire Italia S.p.A. e Vivisol S.r.l. avrebbero adottato una strategia collusiva comune atta a spingere l'amministrazione appaltante ad innalzare i prezzi della base d'asta delle gare. E ciò, non presentando alcuna offerta per le prime tre gare bandite e presentando di contro in maniera concertata un'offerta durante la quarta gara indetta pari alla base d'asta e senza effettuare alcun rilancio competitivo.

Per quanto riguarda l'infrazione sub (ii) l'AGCM ha accertato che Linde Medicale S.r.l., Medicair Centro S.r.l., Sapio Life S.r.l., Vitalaire Italia S.p.A. e Vivisol S.r.l. avrebbero coordinato la propria strategia commerciale impedendo un confronto competitivo effettivo fino al 2014, spingendo l'amministrazione appaltante a modificare le condizioni economiche della gara per poi presentare offerte in maniera concertata.

Infine, quanto all'infrazione sub (iii) l'AGCM ha accertato che Linde Medicale S.r.l., Medicair Sud S.r.l., Eubios S.r.l., Oxy Live S.r.l., Ossigas S.r.l., Magaldi Life S.r.l., Ter.gas. S.r.l., Vitalaire Italia S.p.A. e Vivisol Napoli S.r.l. avrebbero adottato una strategia comune atta a mantenere prezzi artificialmente alti per la fornitura dei servizi in questione in Campania e si sarebbero ripartite poi i lotti di gara in modo da preservare la propria quota di mercato nel territorio.

L'AGCM ha, pertanto, imposto sanzioni pecuniarie per un totale complessivo per le tre distinte infrazioni di circa 47 milioni di euro. Degno di menzione il fatto che l'AGCM ha concesso ad alcune imprese una riduzione del 5% della sanzione loro comminata per aver adottato specifici programmi di compliance antitrust antecedentemente all'apertura del procedimento in questione e per averli aggiornati prima della ricezione della comunicazione delle risultanze istruttorie, dando un segnale alle imprese circa l'importanza di rendere efficaci i propri programmi di compliance antitrust.

Le imprese sanzionate potrebbero adesso trovarsi occupate su due fronti: da un lato, presumibilmente valuteranno se proporre ricorso dinanzi al TAR Lazio avverso la decisione dell'AGCM. Dall'altro, anche alla luce della recentissima pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di attuazione della direttiva sulle azioni di risarcimento danni antitrust e la sua imminente entrata in vigore il prossimo 3 febbraio, le imprese potrebbero doversi anche difendere in sede civile, in ragione delle significative agevolazioni probatorie che tale nuovo decreto sembra introdurre nel sistema italiano a vantaggio degli asseriti danneggiati da un illecito antitrust e che potrebbero spingere molti ad agire in giudizio, anche mediante azioni di classe.