La questione è sorta in quanto l’azienda moldava Bulgari Winery produce vini etichettandoli “Prosecco Pronto”, violando l’accordo di Lisbona e l’accordo bilaterale tra Moldavia e Unione Europea sulla protezione delle Indicazioni Geografiche (IG). Nonostante l’opposizione intrapresa dal Consorzio italiano della DOC Prosecco e un primo intervento della Commissione, l’azienda moldava si era vista riconoscere dai giudici nazionali la possibilità di usare la denominazione “Prosecco”. Il Consorzio italiano, insieme con l’ufficio marchi moldavo AGEPI, aveva poi presentato un ricorso in appello, giudicato tuttavia inammissibile per vizio di forma.

La vicenda è stata discussa durante il Consiglio di associazione UE-Moldavia del 31 marzo 2017, durante il quale la Commissione ha sottolineato l’importanza del rispetto da parte della Moldavia degli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di associazione tra Unione e Moldavia (Association Agreeement) e dell’Accordo di libero scambio globale e approfondito (Deep and Comprehensive Free Trade Area, DCFTA), tra i quali rientra la protezione delle Indicazioni Geografiche.

Alla luce di ciò, era stato chiesto “… quali concrete misure intende adottare la Commissione per garantire la totale e immediata osservanza degli obblighi negoziali assunti dalla Moldavia.” Nella sua risposta, Cecilia Malmström ha affermato che, in occasione del Consiglio di associazione UE-Moldavia del 31 marzo, le autorità moldave sono state invitate a prendere tempestivamente tutte le misure necessarie al fine di garantire la protezione dell’indicazione geografica del Prosecco, nel rispetto degli obblighi previsti dal DCFTA. La Commissione, inoltre, continuerà a seguire da vicino la questione, comunicando agli Stati membri e al Parlamento europeo eventuali nuovi sviluppi

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