Per il Tribunale di Napoli la risposta e’ no.

Il Tribunale di Napoli, in composizione monocratica, definitivamente pronunziando in qualità di giudice d’appello, con sentenza 14 novembre 2013 (adottata nella causa civile iscritta al n. 22534/2011, avverso sentenza del giudice di pace di Barra n. 3461/010), in accoglimento dell’appello ed in riforma dell’impugnata sentenza, ha rigetta la domanda proposta dalla originaria parte attrice che chiedeva che Telecom Italia s.p.a fosse condannata al risarcimento dei danni patrimoniali e non subiti a seguito della tardiva attivazione della ricarica telefonica, con conseguente accredito, effettuata alla sua utenza telefonica.

Per il giudice di Appello deve escludersi che nel contratto di somministrazione possa ricomprendersi tra le obbligazioni del distributore del servizio telefonico alcun valore di natura extrapatrimoniale, non potendosi pertanto addivenire alla conclusione che la causa concreta del contratto ricomprenda anche la protezione dell’utente da ogni possibile disagio dipendente dalla somministrazione, ivi compreso la tardivo accredito per un lasso di tempo più o meno apprezzabile.

Ne deriva la non risarcibilità del danno non patrimoniale, non potendo in ogni caso ravvisarsi alcun valore inviolabile della persona leso nel disagio conseguente alla temporanea interruzione del servizio di telefonia conseguente al mancato delle somme sull’utenza telefonica dell’appellato.

Il Giudice ha altresì evidenziato che,  in conformità all’orientamento espresso nella sentenza della Cass. SS.UU. 30.10.2001 n. 13533, risarcibile il danno non patrimoniale da inadempimento contrattuale solo ove nel contratto siano stati trasfusi dalle parti interessi extrapatrimoniali afferenti diritti inviolabili della persona che, se lesi, richiedono la riparazione integrale del pregiudizio sofferto.