Deve essere condannato al risarcimento dei danni patrimoniali e morali per violazione del diritto di autore il quotidiano che proceda alla pubblicazione senza autorizzazione di fotografie scaricate da un profilo pubblico di facebook di un ragazzo.

La sentenza del Tribunale di Roma condanna un quotidiano al risarcimento dei danni patrimoniali e morali per violazione del diritto di autore in relazione alla pubblicazione senza autorizzazione di fotografie scaricate da un profilo pubblico di facebook di un ragazzo.

Si tratta di una delle prime sentenze nel nostro paese ad esaminare il profilo della titolarità dell’immagine fotografica realizzata e pubblicata da un utente sulla propria pagina personale di facebook nell’ottica dell’interpretazione evolutiva di una normativa che, malgrado alcune modifiche risulta datata ancorata ai negativi e positivi stampati delle fotografie analogiche e risulta non perfettamente adeguata alla complessità e velocità dello sviluppo di internet e agli strumenti tecnici di tutela preventiva (ad esempio: digital watermarks) articolo di Mauro Alovisio – Avvocato in Torino.

Il Fatto

Un noto quotidiano nazionale pubblicava a corredo di alcuni articoli sul fenomeno della movida notturna giovanile di Roma delle fotografie che ritraevano delle ragazze cubiste nei locali notturni della capitale; le fotografie venivano inoltre riprodotte anche in alcune trasmissioni televisive.

Le fotografie erano state estrapolate da un profilo pubblico su facebook di un ragazzo di Roma, autore delle fotografie e pubblicate sul quotidiano senza alcuna autorizzazione, citazione della fonte e compenso di nessun tipo.

Gli avvocati dei genitori del ragazzo convenivano in giudizio di fronte al Tribunale di Roma, sezione specializzata in materia di impresa e di proprietà intellettuale, il quotidiano, il direttore pro tempore, il giornalista autore degli articoli ed il soggetto terzo che aveva fornito le fotografie ed il relativo direttore responsabile per richiedere il risarcimento dei danni per violazione della normativa in materia di autore (artt. 87 e 88 L. n. 633 del 1941).

I legali provavano, attraverso prove testimoniali degli amici, che il ragazzo era l’autore delle fotografie, titolare originario dei diritti fotografici e che aveva caricato le stesse sul proprio profilo facebook pubblico.

I legali del quotidiano eccepivano che il ragazzo, a seguito della pubblicazione della fotografia, sul social network facebook aveva perso la titolarità dei diritti di autore sulle fotografie.

La pubblicazione delle fotografie sui profili facebook, secondo i legali del quotidiano, comporta la cessione dei diritti da parte dell’autore e l’autorizzazione allo sfruttamento commerciale con la conseguenza che il ragazzo non può lamentarsi del fatto che esse siano riprodotte dalla stampa e da alcune trasmissioni televisive.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale ha stabilito che le fotografie in esame non costituivano opere dell’ingegno tutelate dal diritto di autore ai sensi dell’art. 12 e ss., art. 20 ss. e art. 171 e ss. della legge in materia di diritto di autore (L. n. 633 del 1941) ma semplici fotografie “immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale o sociale” prive del carattere creativo ma tutelate, ai sensi dell’art. 87 ss. L. n. 633 del 1941, come tipici diritti connessi.

Il Tribunale ha, pertanto, approfondito il profilo della cessione dei diritti fotografici delle sopra citate fotografie in favore del social network facebook prevista dalle condizioni generali del contratto accettate dagli utenti al momento dell’iscrizione e ha stabilito che il ragazzo, malgrado la pubblicazione della fotografia su facebook, è rimasto titolare dei diritti ed è legittimato a tutelare in sede giudiziaria i diritti esclusivi sulle sopra citate fotografie.

La pubblicazione di una fotografia su di un profilo social non implica, pertanto, la cessione integrale dei diritti sulla fotografia.

Le condizioni generali del social network distinguono tra il concetto di IP (fotografie e video coperti dal diritto di proprietà intellettuale degli utenti) e quello di contenuti semplici non coperti da tali diritti.

Le condizioni generali prevedono la possibilità di concedere a tutti, anche alle persone non iscritte a facebook, di accedere e usare, nonché di associare al proprio profilo soltanto le informazioni e non anche i contenuti pubblicati usando l’impostazione pubblica.

Il Tribunale specifica che l’impostazione “Pubblica” scelta dagli utenti sul profilo social media non costituisce licenza generalizzata di utilizzo e di sfruttamento dei contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale in favore di qualunque terzo che accede alla pagina.

L’utente, infatti, cede a Facebook(e non anche a terzi) la sola licenza non esclusiva, trasferibile, per l’utilizzo di qualsiasi contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con facebook (licenza IP), valida finché il contenuto è presente sui social network.

La sentenza è di interesse in quanto approfondisce il profilo del diritto di autore di riproduzione delle fotografie, alla luce dell’attuale contesto tecnologico in cui sono scambiati o prelevati dalla rete internet files contenenti fotografie e individua i criteri per stabilire quando la riproduzione della fotografia è abusiva.

Nel caso di immagine pubblicata sul profilo facebook occorre distinguere i contenuti IP pubblicati da un utente e i contenuti condivisi. Nel secondo caso l’utente non è titolare dei diritti.

Nel primo caso di immagini pubblicate da un utente, il nome è associato all’attività di pubblicazione e non espressamente, alla titolarità dei diritti sul contenuto. La pubblicazione di una fotografia nella pagina personale di un social network non costituisce, di per sé, prova della titolarità dei diritti di proprietà intellettuale su quel contenuto.

Il Tribunale sottolinea come tale aspetto, in mancanza di prove contrarie, possa assurgere a presunzione grave, precisa e concordante sulla titolarità dei diritti fotografici in capo al titolare della pagina del social media nella quale sono state pubblicate le fotografie.

Il Tribunale esamina alcuni profili presenti nel caso in esame di pubblicazione della fotografia sul profilo social media che fanno presumere, che il ragazzo sia titolare dei diritti fotografici sulle fotografie pubblicate sul profilo: la menzione del nome utente, della data di pubblicazione su facebook delle fotografie.

Il Tribunale sottolinea la mancanza di altre emergenze probatorie di segno contrario (ad esempio la pubblicazione sulla fotografia del nome di un terzo quale fotografo, la condivisione di un contenuto appartenente ad altro utente).

La sopra citata presunzione comporta l’inversione dell’onere della prova a carico di coloro che hanno scaricato le fotografie da facebook che non hanno prodotto alcuna prova che il ragazzo non fosse l’autore delle fotografie né hanno contestato di avere prelevato le immagine dal profilo facebook del ragazzo.

La responsabilità per la riproduzione abusiva delle fotografie ricade non solo sulla persona che ha consegnato le fotografie al giornale ma anche sullo stesso giornale che non ha attivato alcun tipo di controllo o di verifica finalizzato ad appurare che il fornitore delle fotografie fosse l’effettivo titolare dei diritti fotografici e non ha preteso una liberatoria sui diritti inerenti alle immagini al momento della consegna delle foto.

Secondo il Tribunale pertanto deve essere riconosciuto al ragazzo, titolare dei diritti fotografici il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali.

Il danno patrimoniale può essere identificato nella minore risonanza pubblicitaria dovuta alla mancata indicazione del nome e nel pregiudizio che la mancata indicazione del nome del fotografo può comportare allo stesso.

Il danno non patrimoniale (danno morale) è connesso alla paternità delle fotografie, alla luce della mancata pubblicazione del nome del ragazzo.

Il Tribunale, a seguito della pubblicazione di quattro fotografie non autorizzate, ha condannato in solido il quotidiano, il direttore pro tempore, il giornalista al risarcimento ed il soggetto che aveva inoltrato le foto al giornale dei danni patrimoniali e non patrimoniali pari all’importo complessivo di 2.400 euro in considerazione del numero delle pubblicazioni delle fotografie sulle edizioni del quotidiano.

La sentenza in esame conferma come non sia ancora da parte gli operatori della comunicazione una reale consapevolezza dei diritti di autore e degli impatti delle proprie azioni nel mondo digitale: una sfida complessa e difficile che ci riguarda la vita quotidiana di tutti immersi nei social media e sempre connessi.