Oggetto della presenta analisi sarà un tema sempre più centrale, oggetto di crescente diffusione nel mondo giuridico e finanziario; la sostenibilità ambientale. Il fenomeno a livello finanziario si è sviluppato a partire dal 2018, precisamente l’8 Marzo, a seguito del lancio da parte della Commissione Europea di un piano volto a regolare la c.d. finanza sostenibile: l’Action plan on sustainable finance.

La Commissione, per il tramite di un corpus normativo, in parte de iure condendo, in altra de iure condito,1 si pone l’obbiettivo di costruire un’economia a impatto ambientale ridotto. Nell’ambito della finanza sostenibile è stato delineato il concetto di “Tassonomia” quale classificazione delle attività economiche che possono essere definite “sostenibili”, rectius “ecosostenibili”.

Per consentire ai vari operatori sul mercato di utilizzare concretamente tale strumento classificatorio, è stato introdotto il Regolamento UE 2020/852 del 18 giugno 2020 che funge da guida pratica per imprese e investitori per allocare i flussi di capitale nel mercato europeo su progetti e investimenti sostenibili.

La Commissione Europea ha continuato il cammino intrapreso della sostenibilità ambientale fino all’entrata in vigore della Tassonomia verde dell’Unione Europea il 31 dicembre 2021 che ha permesso di orientare gli orizzonti delle varie imprese verso investimenti più green.

La sensazione, tuttavia, è che il solo legislatore europeo non sia in grado di raggiungere l’obbiettivo prefissatosi, ossia una finanza sostenibile.

Ed è in tale direzione che si inserisce la BCE attraverso l’imposizione ai singoli istituti bancari di utilizzare la Tassonomia per la concessione di agevolazioni ed incentivi per i finanziamenti che sposino le finalità ecosostenibili. Vale la pena, quindi, soffermarsi sui finanziamenti Green, in particolare sul loro contenuto, sui risvolti pratici e sui cosiddetti Green Loan Principles che, se rispettati, consentono di ricevere più agevolmente della finanza.

Cosa sono allora i Green Loan? Sono quei prestiti, con tassi di interesse di particolare favore, resi esclusivamente per finanziare o rifinanziare, in tutto o in parte, progetti di costruzione di immobili o di ristrutturazione di edifici che rispettino le best practices ambientali.

È evidente che l’appetibilità di questi finanziamenti svolga un ruolo di moral suasion nei confronti delle imprese che sono così spinte ad investire in progetti eco-friendly che includano l’utilizzo di certi tipi di materie prime e che permettano la creazione di sistemi energetici che sfruttino energie rinnovabili.

Si badi che le imprese sono incentivate a sviluppare piani economici sostenibili anche grazie all’avvento delle svariate risorse comunitarie (si pensi, ad esempio, ai NextGeneration Eu green bond, emessi per i trasporti e le infrastrutture clean, per l’efficienza energetica, ecc.) e agli incentivi statali

Il recente riconoscimento dell’ambiente come bene giuridico costituzionalmente protetto (articolo 9, comma 3, Cost., modifica intervenuta mediante la doppia approvazione di Camera e Senato dell’8 febbraio 2022), gli incentivi statali e comunitari, poc’anzi accennati, nonché le “direttive” di BCE e Commissione Europea, hanno spinto le banche a concedere mutui green.

Basta dare un rapido sguardo agli ultimi dati disponibili per accorgersi del sensibile aumentato dei finanziamenti o rifinanziamenti per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili aventi la certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), conferita da un soggetto definito Green Advisor per edifici con la talune caratteristiche, quali la riduzione di emissioni di CO22 e l’utilizzo nello sviluppo del progetto di materiali riciclabili.

Un edificio LEED è creato, progettato e gestito in modo efficiente. Tali categorie di immobili generano molti vantaggi: permettono un minor costo nel mantenimento e nello smaltimento dei materiali che lo compongono e dei benefici fiscali per i soggetti titolari di tali costruzioni. Inoltre, l’immobile classificato come green è soggetto ad un forte apprezzamento sul mercato immobiliare, genera un doppio beneficio, da un lato alle imprese che potranno allocare sul mercato un bene più appetibile, dall’altro alle banche, che potranno vantare delle garanzie su immobili più facilmente liquidabili nel caso di inadempimento del finanziamento concesso al borrower.

L’ordinamento italiano ed europeo si stanno sempre di più attrezzando per continuare e rafforzare una transizione ecologica che crei investimenti sostenibili; i green loan e il loro significativo aumento sono una prova tangibile di questo cambiamento.