In data 22 Aprile 2014, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha pubblicato la proposta di impegni di Telecom Italia e di Wind s.p.a nell’ambito dell’Istruttoria I757, in materia di ostacoli all’accesso al mercato di un nuovo operatore mobile. L’Istruttoria era partita, infatti, nel 2012, a seguito della segnalazione da parte di BIP Mobile di un comportamento anticoncorrenziale di Telecom Italia, Vodafone e Wind finalizzato ad impedire l’ingresso della stessa Bip Mobile s.p.a nel mercato della telefonia mobile. Quest’ultima società intendeva, all’epoca, collocarsi nell’ambito della telefonia mobile come primo operatore virtuale “low cost”, attraverso un’offerta caratterizzata da una tariffa unica e da prezzi altamente competitivi. Obiettivo poi però non raggiunto dalla stessa Bip Mobile, che non ha retto alle pressioni concorrenziali del mercato degli MNO, rimanendo quindi, nel gennaio del 2014, assoggettata insieme a Telogic Italy,  al provvedimento dell’Agcom che gli imponeva di incrementare il numero minimo di portabilità giornaliera  in uscita, da 500 a 15.000 unita’, a tutela degli utenti rimasti senza connessione a seguito dell’interruzione del servizio erogato. Ora, l’Autorità ha ritenuto le proposte di impegni di Wind Telecomunicazioni S.p.A. e di Telecom Italia S.p.A non manifestamente infondate, acconsentendo quindi ad avviare la consultazione pubblica sulle stesse, con facoltà di presentare eventuali osservazioni sugli impegni presentati dalle stesse società, per iscritto, entro e non oltre il 22 maggio 2014, alla Direzione Generale per la Concorrenza -Direzione Comunicazioni dell’Autorità. La proposta di impegni di Wind Telecomunicazioni S.p.A. prevede, in sintesi, la riformulazione del testo della clausola degli accordi integrativi dei contratti di distribuzione sottoscritti con i dealer più performanti, la quale contempla la facoltà di non erogare gli incentivi ivi previsti nell’eventualità che i suddetti dealer commercializzino prodotti o servizi di società concorrenti, fatti salvi i rapporti già in essere con altri operatori al momento della relativa sottoscrizione. In particolare, la clausola sarà modificata in modo da circoscriverne la portata solamente ai casi in cui i dealer interessati inizino a commercializzare prodotti o servizi dei concorrenti dotati di una quota di mercato nella spesa finale per telefonia mobile superiore rispetto a quella di Wind. La proposta di impegni di Telecom Italia S.p.A., invece, prevede, sempre in sintesi, l’astensione dall’inserimento di clausole che  attribuiscano alla stessa la facoltà di risolvere accordi che prevedano incentivazioni aggiuntive ai dealer collegate al raggiungimento di un determinato numero di attivazioni di SIM, nel caso specifico in cui il dealer multibrand inizi la commercializzazione di prodotti e/o servizi di operatori di telefonia mobile concorrenti ulteriori rispetto a quelli già commercializzati al momento della sottoscrizione dell’accordo contenente l’incentivazione aggiuntiva. A questo punto, occorre, chiedersi se tali misure siano effettivamente idonee a tutelare la concorrenza nel mercato mobile italiano, o siano piuttosto blandi tentativi di intervento in un mercato saturo, che non lascia molto spazio a nuovi Operatori privi di rete propria.