Nei mesi recenti, gli Stati Membri hanno adottato diverse misure per limitare la diffusione della pandemia di coronavirus, alcune delle quali hanno avuto un impatto diretto sulla libera circolazione delle persone. La Commissione ha più volte ribadito la necessità di evitare approcci disomogenei che potrebbero ostacolare gli sforzi compiuti finora, privilegiando la solidarietà europea e la pianificazione strategica.

Nel solco del programma delineato dalla roadmap europea del 15 aprile 2020 1 e della Comunicazione del 13 maggio 2020 2 sull’approccio comune per la progressiva revoca delle restrizioni alla libera circolazione tanto a livello nazionale quanto riguardo alle frontiere interne dell’Unione, in data 4 settembre 2020 la Commissione ha adottato una proposta di raccomandazione del Consiglio 3 al fine di assicurare al riguardo maggiore chiarezza, prevedibilità e trasparenza.

La proposta trova la sua ratio nel fatto che le restrizioni alla libera circolazione nell'Unione dovrebbero essere adottate solo se strettamente necessarie per far fronte a rischi per la salute pubblica, e dovrebbero essere conformi ai principi di proporzionalità e non discriminazione. Di conseguenza, la Commissione ha invitato gli Stati Membri ad una maggiore cooperazione relativamente a quattro ambiti.

In primo luogo, nella definizione di criteri comuni per l'introduzione delle restrizioni ai viaggi. Più particolarmente, secondo la Commissione gli Stati Membri dovrebbero tener conto, alternativamente, di tre diversi criteri, ossia i) il numero totale di nuovi casi di coronavirus notificati ogni 100.000 abitanti in una data zona negli ultimi 14 giorni, ii) la percentuale di test positivi su tutti quelli effettuati in una data zona nell’ultima settimana, e iii) il numero totale di test effettuati ogni 100.000 abitanti in una data zona nell’ultima settimana. Tali dati dovranno essere comunicati al Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (European Centre for Disease Prevention and Control, ECDC)4 con cadenza settimanale. Gli Stati Membri, tuttavia, non dovrebbero limitare la libera circolazione delle persone provenienti da o dirette verso un altro Stato Membro in cui il numero totale di nuovi casi notificati in una data zona sia uguale o inferiore a 50 ogni 100.000 negli ultimi 14 giorni o, in alternativa, la percentuale di test positivi su quelli effettuati in una data zona sia inferiore al 3%, a condizione che lo Stato Membro di partenza effettui un numero di test settimanali superiore a 250 ogni 100.000 abitanti.

In secondo luogo, l’ECDC dovrebbe pubblicare con cadenza settimanale una mappa dei Paesi dell'Unione e dello Spazio Economico Europeo (SEE) ripartiti in quattro aree caratterizzate da un diverso codice cromatico a seconda del numero di nuovi casi di coronavirus notificati. Nello specifico, saranno contrassegnate i) in colore verde le zone in cui il numero totale di nuovi casi è inferiore a 25 nelle ultime due settimane e la percentuale di test positivi è inferiore al 3%; ii) in colore arancione le zone in cui il numero totale di nuovi casi è inferiore a 50 nelle ultime due settimane e la percentuale dei test positivi è uguale o superiore al 3%, oppure il numero totale di nuovi casi è compreso fra 25 e 150 e la percentuale di test positivi è inferiore al 3%, iii) in colore rosso le zone in cui il numero totale di nuovi casi è superiore a 50 nelle ultime due settimane e la percentuale dei test positivi è uguale o superiore al 3%, oppure il numero totale di nuovi casi è superiore a 150 ogni 100.000 abitanti nello stesso arco di tempo, e iv) in colore grigio le zone rispetto alle quali le informazioni disponibili non sono sufficienti a valutare i suddetti criteri oppure il numero di test effettuati ogni 100.000 persone è inferiore a 250.

Posto che, in linea di principio, gli Stati Membri non dovrebbero rifiutare l'ingresso ai viaggiatori provenienti da altri Stati Membri, qualora decidano di introdurre eventuali restrizioni alla libera circolazione nei confronti di coloro che provengono da una zona classificata come "rossa" o "grigia", essi potrebbero richiedere, alternativamente, la quarantena oppure un test all'arrivo. Gli Stati Membri, inoltre, potrebbero esigere che i viaggiatori provenienti da una zona classificata come "rossa", "arancione" o "grigia" presentino la modulistica per la localizzazione nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati 5 . In ogni caso, dalla quarantena dovrebbero essere esentati tutti coloro che svolgono funzioni essenziali quali, tra gli altri, gli operatori sanitari, il personale dei trasporti di merci e i diplomatici.

La Commissione, infine, invita gli Stati Membri a fornire agli stakeholders informazioni chiare, complete e tempestive in merito alle eventuali restrizioni alla libera circolazione delle persone adottate e ai relativi requisiti. A tale scopo, le informazioni dovrebbero essere pubblicate sulla piattaforma web "Re-open EU"6 e notificate con una settimana di anticipo rispetto alla loro entrata in vigore.