Lo scorso 13 febbraio, la Commissione europea (Commissione) ha pubblicato gli impegni assunti da Gazprom nell’ambito del procedimento avviato nei suoi confronti per un asserito abuso di posizione dominante, invitando tutti i portatori di interesse ad esprimere osservazioni entro le prossime sette settimane.

Nell’aprile 2015, la Commissione aveva inviato a Gazprom una comunicazione degli addebiti, nella quale contestava a quest’ultimo, impresa dominante nel mercato della fornitura di gas in diversi paesi dell'Europa centrale e orientale, di aver posto in essere una strategia globale di segmentazione di tali mercati in violazione delle norme antitrust (si veda la nostra Newsletter del 27 aprile 2015).

Con gli impegni in commento Gazprom mira a risolvere le preoccupazioni concorrenziali manifestate dalla Commissione, così da chiudere il relativo procedimento senza l’accertamento di un’infrazione e senza l’irrogazione di una sanzione che, come ben noto, può arrivare fino al 10% del fatturato totale.

Tali impegni, alla cui osservanza Gazprom si è impegnata per un periodo di otto anni, consistono, in estrema sintesi:

- nella eliminazione delle restrizioni territoriali imposte da Gazprom nei propri accordi di fornitura con i grossisti e con alcuni clienti industriali in otto Stati membri (Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Ungheria). Gazprom si è impegnata ad eliminare tutte le restrizioni contrattuali dirette e indirette che impediscono ai suoi clienti di rivendere il gas acquistato oltre frontiera o che rendono economicamente meno attraente questa operazione (come ad es. l'obbligo di versare a Gazprom una quota dei profitti della rivendita). Inoltre, sempre al fine di favorire il libero flusso del gas nell’Europa centrale e orientale, Gazprom ha assicurato la revisione delle clausole contrattuali con la Bulgaria che hanno di fatto isolato tale mercato dai paesi limitrofi, permettendo al gestore bulgaro del trasporto di assumere il controllo dei flussi transfrontalieri così da favorire l’interconnessione del paese, nonché la creazione di opportunità per aumentare i flussi di gas verso gli Stati baltici e la Bulgaria stessa, che attualmente non hanno accesso alle interconnessioni con i paesi dell’UE limitrofi. Sotto tale profilo, Gazprom si è impegnata a dare la possibilità ai propri clienti in Ungheria, Polonia e Slovacchia di chiedere la consegna del gas acquistato nei punti di entrata degli Stati baltici e della Bulgaria, così da creare nuovi sbocchi commerciali in tali Stati prima ancora che le infrastrutture di interconnessione siano disponibili;

- nella revisione delle clausole contrattuali afferenti i prezzi del gas praticati in Bulgaria, Polonia e negli Stati baltici (giudicati dalla Commissione eccessivi), di modo che questi rispecchino i prezzi di riferimento concorrenziali. Sotto tale profilo, Gazprom si è impegnata non solo ad assicurare una revisione dei prezzi del gas più rapida e frequente, ma altresì ad introdurre prezzi competitivi di riferimento, tra i quali i prezzi degli hub dell’Europa occidentale, nelle clausole di revisione dei prezzi contenute nei contratti con i clienti;

- per quanto concerne il pericolo che Gazprom possa avvalersi dei vantaggi ricavati sfruttando la propria posizione dominante nel mercato della fornitura di gas per ottenere condizioni vantaggiose di accesso o controllo delle infrastrutture di trasporto del gas (in particolare con riferimento al progetto South Stream in Bulgaria e il gasdotto Yamal in Polonia), Gazprom si è impegnata a ritirare le richieste avanzate sfruttando tale posizione, non richiedendo il risarcimento dei danni ai partner bulgari per aver abbandonato il progetto South Stream. Di contro, la stessa Commissione ha riconosciuto che il presente procedimento antitrust non potrà in ogni caso modificare la situazione relativa al gasdotto Yamal a causa degli effetti di un accordo intergovernativo tra la Russia e la Polonia. Onde evitare situazioni analoghe in futuro, la Commissione ha reso noto di aver presentato lo scorso febbraio 2016 una proposta legislativa che subordina gli accordi intergovernativi al proprio scrutinio preliminare.

In una nota, la Commissaria europea per la Concorrenza Margrethe Vestager ha accolto con favore tali impegni, ritenendo che questi “…consentiranno il libero flusso di gas nell'Europa centrale e orientale a prezzi competitivi…”, riservandosi, tuttavia, di decidere se accogliere o meno gli impegni solo dopo aver vagliato attentamente i pareri dei clienti e degli altri portatori di interesse invitati a prendere parte al market test.