Lo scorso 30 novembre la Commissione Europea (Commissione) ha pubblicato la relazione finale dell’indagine settoriale avviata il 29 aprile 2015 (per un maggiore approfondimento sull’avvio si veda la newsletter del 4 maggio 2015) in materia di aiuti di Stato relativamente ai meccanismi di remunerazione della capacità, ossia le misure adottate dagli Stati membri per conciliare domanda e offerta di energia elettrica nel medio e lungo termine. Dalla relazione finale emerge l’esigenza che gli Stati membri valutino con attenzione l’effettiva necessità di tali meccanismi e che attuino le riforme del mercato indispensabili per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento.

Nella relazione la Commissione suggerisce come concepirli in modo da garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, riducendo al contempo al minimo le distorsioni della concorrenza. Per i casi in cui è necessario un meccanismo di capacità, la relazione offre agli Stati membri orientamenti pratici sul tipo di meccanismo più adatto per risolvere le criticità rilevate.

Come affermato dalla Commissaria Vestager, "…i meccanismi di capacità devono rispondere a un problema emerso sul mercato ed essere aperti a tutte le tecnologie e agli operatori degli altri paesi dell'UE. Non devono sottendere il sovvenzionamento di una tecnologia specifica, come i combustibili fossili, o risultare troppo onerosi per i consumatori di energia elettrica. La relazione dell'indagine di settore aiuterà la Commissione e gli Stati membri a introdurre meccanismi di capacità meglio mirati soltanto laddove ve ne sia una reale necessità. Anche se ben concepiti, i meccanismi di capacità non possono tuttavia sostituirsi alle essenziali riforme del mercato dell'energia elettrica…”.

Le conclusioni a cui è giunta la Commissione si fondano quindi sulla (i) necessità che i meccanismi di capacità siano accompagnati da riforme del mercato adeguate; sulla (ii) esigenza di dimostrare l’effettiva necessità di tali meccanismi; e sul fatto che (iii) tali misure devono essere rispondenti allo scopo e aperti a tutti i fornitori di capacità.

Sul punto (i) viene chiarito come molti Stati membri temono di non disporre in futuro di una capacità di produzione elettrica sufficiente a soddisfare la domanda, nonostante i mercati europei dell'energia elettrica si caratterizzino in genere per la sovraccapacità. Per tali ragioni sono stati introdotti meccanismi di capacità per retribuire i produttori di energia elettrica e altri fornitori di capacità in modo da assicurare la disponibilità di energia in caso di bisogno. La Commissione ha rilevato 35 meccanismi di capacità - passati, esistenti o programmati - negli 11 Stati membri interessati dall'indagine settoriale (Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia). Dall'indagine è emerso che, in molti Stati membri, i fallimenti del mercato e le carenze della regolamentazione inibiscono i segnali di prezzo necessari per mantenere la sicurezza dell'approvvigionamento ad un livello adeguato. Secondo la Commissione, a molti di questi problemi si potrebbe ovviare attuando le riforme del mercato proposte nel pacchetto "Clean Energy for All Europeans" (presentato lo scorso 30 novembre e concernente misure volte alla ridefinizione dell’efficienza del mercato dell’energia elettrica): eliminando i bassi massimali tariffari sull'energia elettrica, permettendo alla gestione della domanda di partecipare al mercato e facendo sì che le zone di offerta corrispondano alle congestioni di rete. La maggior parte degli Stati membri non ha tuttavia ancora varato riforme del mercato atte a ridurre o addirittura eliminare la necessità di un meccanismo nazionale di capacità.

Con riferimento al punto (ii), nell'indagine la Commissione ha riscontrato che spesso i meccanismi introdotti non sono volti a superare un’eventuale criticità legata alla sicurezza dell'approvvigionamento. Su tale tema infatti, le valutazioni effettuate dagli Stati membri si sono dimostrate superficiali e non sempre basate su un obiettivo che trovi giustificazione economica. La Commissione impone quindi che la necessità di un meccanismo di capacità sia corroborata da una valutazione solida dell'adeguatezza della produzione.

Per quanto concerne il punto (iii), di base la Commissione ha rilevato la necessità di migliorare la stessa struttura dei meccanismi di capacità. Al riguardo, essa ritiene che tali misure debbano essere rispondenti al problema riscontrato. Per i problemi di adeguatezza a lungo termine si ritiene più adeguato un meccanismo a dimensione di mercato, mentre per i problemi di adeguatezza temporanei una soluzione migliore consiste in una misura provvisoria, ad esempio una riserva strategica che permetta di tenere fuori dal mercato una determinata capacità per usarla solo in situazioni di emergenza. Nei casi in cui l'adeguatezza della produzione risulti una criticità circoscritta a una determinata zona, è probabile che una soluzione più idonea consista nel miglioramento delle connessioni di rete e in una migliore delimitazione geografica delle zone di offerta.

In base ai "regimi di interrompibilità" i consumatori vengono pagati per ridurre la domanda di energia elettrica quando questa scarseggia. L'indagine ha portato a concludere che tali regimi possono risultare utili per incoraggiare la flessibilità della domanda a più lungo termine, ma che non devono trasformarsi in sovvenzioni a beneficio degli utenti ad alta intensità energetica.

Ad aggiungersi a ciò vi è la necessità di stabilire il prezzo pagato per la capacità con un processo concorrenziale. Le conclusioni dell'indagine, infatti, hanno confermato che i prezzi fissati con procedura amministrativa sono inadeguati, perché rischiano di determinare una sovra-compensazione dei beneficiari o rivelarsi incapaci di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento. Per mezzo del citato processo concorrenziale di formazione del prezzo, nel rispetto di criteri di ammissibilità aperti che consentano la partecipazione di tutti i potenziali fornitori di capacità, si assicura che la capacità sia pagata al prezzo più basso possibile, che comporterà dei benefici per gli stessi consumatori in relazione al contenimento del prezzo dell’energia elettrica.

Ancora una volta la Commissione ribadisce come i meccanismi di capacità debbano essere accessibili anche ai fornitori degli altri Stati membri. In tal modo si potrà arrivare ad incentivare gli investimenti negli interconnettori e nella capacità di produzione in altri Stati membri, comportando una riduzione dei costi del sistema.

Alla luce di ciò, la Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri al fine di garantire un perfetto allineamento con la normativa in materia di aiuti di Stato, utilizzando le risultanze di tale indagine quali veri e propri orientamenti a cui gli stessi dovranno attenersi per i nuovi progetti.