In data 11 luglio 2017, il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A., con una comunicazione pubblicata sul proprio sito internet, ha sospeso, in via cautelativa, in attesa del completamento dell’iter parlamentare del D.D.L. “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”, gli effetti dei provvedimenti di verifica relativi ad impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 1 e 3 kW per i quali è prevista la decadenza dagli incentivi a causa dell’installazione di moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento.

La certificazione dei moduli fotovoltaici è un requisito fondamentale per il riconoscimento (e mantenimento) delle tariffe incentivanti previste per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Attraverso la certificazione viene attestata la conformità dei moduli alle normative tecniche di riferimento previste in ambito nazionale e comunitario.

La disciplina della certificazione dei moduli fotovoltaici è stata oggetto di numerose modifiche ed integrazioni ad opera di decreti interministeriali (c.d. “Conti Energia”) emanati dal Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. Di seguito una breve disamina della disciplina, in attesa del completamento dell’iter parlamentare del D.D.L. “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”.

1. Principi Generali

In materia di certificazione dei moduli fotovoltaici l’Allegato 1-A del Decreto Interministeriale 5 luglio 2012 ha espressamente stabilito che, ai fini del riconoscimento delle tariffe incentivanti, la costruzione e la prova dei moduli fotovoltaici deve essere svolta nel rispetto delle prescrizioni contenute nelle normative tecniche di riferimento, in relazione alla specifica tecnologia utilizzata:

  • La normativa CEI EN 61215 relativa a moduli fotovoltaici in silicio cristallino per applicazioni terrestri, ai fini della qualifica di progetto e omologazione del tipo;
  • La normativa CEI EN 61646 relativa a moduli fotovoltaici a film sottile per applicazioni terrestri, ai fini della qualifica del progetto e omologazione del tipo;
  • La normativa CEI EN 62108 relativa a moduli e sistemi fotovoltaici a concentrazione (CPV), ai fini della qualifica di progetto e omologazione del tipo;
  • La normativa CEI EN 61730-1 e CEI EN 61730-2 contenenti prescrizioni relative alla costruzione e alle prove di moduli fotovoltaici per verificarne la sicurezza elettrica e meccanica durante il periodo di vita atteso.

I moduli fotovoltaici, inoltre, devono essere provati e verificati da laboratori accreditati in conformità alla normativa UNI CEI EN ISO/IEC 7025. Questi laboratori devono essere accreditati da Organismi di accreditamento appartenenti ad EA (European co-operation for Accreditation) o che abbiano stabilito accordi di mutuo riconoscimento con EA o in ambito ILAC (International Laboratory Accreditation Cooperation). A tal proposito sul sito del GSE è disponibile una lista di laboratori, aggiornata periodicamente, per i quali risultano soddisfatti i requisiti sopra citati.

Per comprovare l’avvenuta certificazione, qualora il GSE lo richieda, è necessario inviare un apposito Certificato di Conformità (redatto in lingua italiana o inglese) contenente sia l’indicazione del laboratorio che ha effettuato le verifiche, sia il numero del rapporto di prova del modulo. Tale Certificato deve essere rilasciato da un Organismo di certificazione avente i requisiti seguenti, indicati nella Guida CEI 82-25 V1:

  • deve essere accreditato secondo la normativa EN 45011, per i moduli fotovoltaici, presso Organismi di accreditamento appartenenti ad EA o che abbiano stabilito accordi di mutuo riconoscimento in ambito EA o IAF (International Accreditation Forum);
  • deve essere membro della IECEE (IEC System for Conformity testing and Certification of Electrotechnical Equipment and Components) nell’ambito fotovoltaico.

2. Deroghe alle certificazioni

L’Allegato 1-A del Decreto indica inoltre le condizioni entro le quali è possibile concedere una deroga alle certificazioni dei moduli fotovoltaici, ai fini dell’ottenimento delle tariffe incentivanti. Queste deroghe sono suddivisibili in due macrogruppi:

  • per impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative: sono ammessi moduli fotovoltaici non certificati secondo le normative CEI EN 61215 o CEI EN 61464 o CEI EN 61730-2 nel solo caso in cui non siano disponibili in commercio dei prodotti certificati che consentano di realizzare il tipo di integrazione progettato per lo specifico impianto. In questo caso è richiesta una dichiarazione del costruttore che attesti che il prodotto è progettato e costruito in conformità alle norme sopra indicate: la dichiarazione, inoltre, deve essere supportata da una certificazione rilasciata da un laboratorio accreditato, ottenuta su moduli similari;
  • per impianti fotovoltaici a concentrazione: sono ammessi moduli e sistemi di moduli fotovoltaici a concentrazione non certificati secondo la normativa CEI EN 62108 nel solo caso in cui sia stato avviato il processo di certificazione e i moduli stessi abbiano già superato con successo le prove essenziali previste dalla Guida CEI 82-25 per assicurare il rispetto dei requisiti tecnici minimi di sicurezza e qualità del prodotto. In questo caso è richiesta una dichiarazione del costruttore nella quale sia dichiarata la conformità del prodotto alla normativa CEI EN 62108: la dichiarazione deve, inoltre, essere supportata da una certificazione rilasciata da un laboratorio accreditato, attestante il superamento dei requisiti tecnici minimi di sicurezza e qualità del prodotto indicati nella Guida CEI 82-25.

3. Certificazioni di garanzia contro i difetti di fabbricazione dei moduli

In accordo con quanto previsto dall’Allegato 2, comma 4, lett. b) del D. Lgs. 3 marzo 2011, n. 28 e dal successivo art. 7, comma 4, del D.M. 5 luglio 2012, il Soggetto Responsabile[1] di impianti fotovoltaici e di impianti fotovoltaici a concentrazione deve allegare alla richiesta di accesso agli incentivi anche un certificato, rilasciato dal produttore dei moduli fotovoltaici, che attesti che i moduli utilizzati godono, per almeno dieci anni, della garanzia contro i difetti di fabbricazione.

Questa disposizione, tuttavia, non si applica agli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative.

4. Certificato di ispezione di fabbrica dei moduli fotovoltaici

Il Soggetto Responsabile è tenuto a trasmettere al GSE il Certificato di ispezione di fabbrica attestante il rispetto delle qualità del processo produttivo e dei materiali utilizzati, in riferimento alle normative CEI EN 61215 o CEI EN 61646 per gli impianti fotovoltaici e fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative, o CEI EN 62108 per gli impianti a concentrazione.

Il Certificato deve presentare le seguenti caratteristiche:

  • deve riportare la regola sequenziale per identificare il sito produttivo mediante il numero di serie del modulo;
  • deve essere rilasciato da un Organismo di certificazione accreditato secondo la normativa EN 45011 per le prove sui moduli fotovoltaici.

Il Certificato di ispezione di fabbrica deve essere trasmesso dai Soggetti Responsabili al GSE anche per i gruppi di conversione, a verifica del rispetto della qualità del processo produttivo e dei materiali utilizzati, in riferimento alle prove previste dalla norma CEI 0-21 per impianti collegati alla rete BT e dalla norma CEI 0-16 per impianti collegati alla rete MT/AT. Il certificato deve essere rilasciato da un Organismo di certificazione accreditato secondo la norma EN 45011 per le prove sugli inverter.

5. Certificazioni dei sistemi di gestione aziendale

Il Soggetto Responsabile deve trasmettere al GSE il Certificato rilasciato dall’azienda produttrice dei moduli che attesti la conformità ai requisiti indicati nelle seguenti normative:

  • normativa ISO 9001:20008 relativa al Sistema di gestione della qualità;
  • normativa OHSAS 1800 relativa al Sistema di gestione della salute e sicurezza del lavoro;
  • normativa ISO 14001 relativa al Sistema di gestione ambientale.

Tale certificato deve essere riferito al sito produttivo oggetto dell’ispezione di fabbrica di cui al paragrafo n. 4, ed in particolare il sito:

  • nel caso di realizzazione di moduli fotovoltaici per la sola produzione di energia elettrica, coincide con il sito produttivo dei moduli. In tal caso il certificato deve riportare l’indicazione che la certificazione riguardi la “Produzione di moduli fotovoltaici” e sia stata effettuata in riferimento al codice 19 (Electrical & Optical Equipment) dell’EA o a eventuali analoghi codici IAF;
  • nel caso di realizzazione di componenti per l’edilizia nei quali sono integrate superfici attive fotovoltaiche, coincide con il sito del produttore del componente per l’edilizia. In tal caso il certificato è rilasciato da Organismi di certificazione aventi i requisiti tecnici indicati nella Guida CEI 82-25 V1.

6. Certificazione energetica degli edifici

Nel caso di impianti fotovoltaici installati su edifici, ai fini del riconoscimento delle tariffe incentivanti e per l’attribuzione dei criteri di priorità della graduatoria degli impianti fotovoltaici, è necessario che l’edificio su cui insiste l’impianto sia dotato di un Attestato di Certificazione Energetica in corso di validità. Tale attestato deve essere redatto secondo la normativa vigente nelle varie Regioni o nelle Province autonome.

L’Attestato di Certificazione Energetica deve essere rilasciato per un edificio completato. È esclusa la possibilità di ottenere le tariffe incentivanti in relazione ad impianti fotovoltaici realizzati su edifici non completi in tutte le parti che concorrono a definirne i fabbisogni energetici.

7. Attestato del produttore originario

Nel caso in cui una società intenda commercializzare dei moduli prodotti da un altro costruttore, modificandone il marchio, deve fornire, oltre al certificato originario dei moduli, anche un certificato OEM (Original Equipment Manufacturer Certificate) rilasciato da un Organismo di certificazione, attestante la rispondenza dei moduli a quelli originariamente prodotti e certificati. In alternativa, la nuova società distributrice può far certificare autonomamente i moduli che sta commercializzando con il proprio marchio: in tal caso il nome della società produttrice e il tipo di modulo specificatamente indicati nel certificato di qualificazione, o nel certificato OEM, devono corrispondere con quanto indicato sui dati di targa del modulo fotovoltaico.