Il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia con sentenza n. 227 del 7 maggio 2014 ha chiarito che è legittimo il dissenso amministrativo manifestato dalla Soprintendenza sulla istanza di nulla osta per la installazione di impianto tecnologico a servizio della rete di connettività Internet in area soggetta a vincolo paesaggistico, ma reso al di fuori della conferenza di servizi e decorso il termine di 90 gg. previsto dall’ art. 87 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

Optando per una analisi letterale della citata disposizione il Giudice ha argomentato che la convocazione della conferenza di servizi costituisce un evento successivo alla acquisizione dell’eventuale motivato dissenso di una delle amministrazioni interessate. Invero la conferenza di servizi si configura quale strumento utile al superamento di un motivato dissenso espresso da uno o più degli enti coinvolti e partecipanti alla conferenza. Alternativamente, nei casi particolari previsti dal comma 9 dell’ art. 87 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, la decisione finale dovrà essere rimessa al Consiglio dei Ministri. Partendo da tale assunto il Giudice afferma che la formazione del silenzio –assenso è pertanto preclusa. Il Consesso ha chiarito inoltre che  dal motivato dissenso consegue l’indizione della conferenza di servizi, anche nel caso in cui siano trascorsi 90 giorni dalla avvenuta presentazione della istanza di nulla osta senza un provvedimento esplicito di rigetto da parte dell’autorità procedente.

Nella medesima pronuncia inoltre, ribadendo tesi pregresse della giurisprudenza amministrativa,  è stato ribadito, inter alia, che l’installazione di una stazione radio base a servizio della connettività non può  definirsi struttura di edificazione, né rientra tra quelle vietate dall’art. 10 della l. n. 353/10, ove si  fa riferimento a edifici, strutture e infrastrutture finalizzate a insediamenti civili e attività produttive. In base a tale assunto, dunque, il Giudice ha rilevato la parziale illegittimità del provvedimento, della Soprintendenza, nella parte in cui veniva assimilato il citato impianto tecnologico a una edificazione che sviluppa volumetria o cubatura.