Disegno di legge, Senato della Repubblica, n° 2233-B

La Camera dei deputati, all’inizio del mese di marzo ha finalmente approvato il c.d. “Statuto del lavoro autonomo”, che ora fa un ultimo passaggio parlamentare al Senato prima della definitiva approvazione.

Il provvedimento si pone l’obiettivo di rafforzare le tutele sul piano economico e sociale per i lavoratori autonomi.

Quanto alle modifiche più innovative, possono senz’altro essere annoverate le clausole relative a modifiche unilaterali, il recesso e i termini di pagamento, che sono considerate abusive dalla nuova disciplina laddove consentano al committente modifiche unilaterali, ovvero recessi senza preavviso, ovvero ancora pagamenti ad oltre 60 giorni da quando la prestazione è stata resa.

Sono state poi estese le tutele in tema di disoccupazione, prevedendo -a decorrere dal 1° luglio 2017 – il riconoscimento della prestazione di disoccupazione mensile anche agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla stessa data.

A far corso del 1 gennaio 2017 poi viene riconosciuto il diritto ad un trattamento economico per congedo parentale, per un periodo massimo di sei mesi entri i primi tre anni di vita del bambino, alle lavoratrici e ai lavoratori iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, tenuti al versamento della contribuzione maggiorata.

Saranno inoltre integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l'iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi.

Inoltre, dall’entrata in vigore delle legge, verrà fatto espresso obbligo alle amministrazioni pubbliche affinché incentivino la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per la prestazione di servizi o ai bandi per l'assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca

È stata poi inserita una rilevante modifica alla possibilità per le lavoratrici (autonome) madri di poter regolarmente emettere fattura anche durante il periodo di congedo, possibilità prima negata pena la perdita della relativa indennità di maternità. A tal proposito poi, l’intervento legislativo di cui si discute, ha stabilito che la gravidanza, la malattia e l'infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non determinino l'estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a centocinquanta giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno dell'interesse del committente.

Queste le novità uscite dal testo licenziato dalla Camera dei Deputati, e poiché oramai si è vicini alla promulgazione definitiva, essendo l’ulteriore passaggio al Senato “una mera formalità”, possiamo affermare che – di fatto – il Legislatore abbia voluto estendere degli istituti prima appannaggio del lavoro dipendente anche alle partite IVA, con estensione delle previsioni appena citate, per quanto possibile, anche agli iscritti agli albi professionali.