Cons. Stato, sez. V, 30/10/2017, n. 4985

Ai fini del recupero del credito vantato nei confronti di una Pubblica amministrazione è possibile per il creditore intraprendere tanto la strada “civile” (avanti il Tribunale civile ordinario) quanto quella “amministrativa” (avanti, invece, il Tribunale Amministrativo) poiché le rispettive norme mettono a disposizione una serie di possibilità.

Affrontiamo dunque la tematica del ricorso per ottemperanza quale strumento (amministrativo) che permette di dare esecuzione ad una sentenza nel caso in cui la Pubblica Amministrazione soccombente non abbia adempiuto spontaneamente.

In pratica il ricorso per ottemperanza è uno strumento che consente al soggetto agente, una volta ottenuta una sentenza a sé favorevole, di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale competente (TAR) affinché fissi un termine (perentorio) entro cui la P.A. diviene obbligata a dare esecuzione alla Sentenza che l'ha vista soccombere, con possibilità per il Giudice Amministrativo, nel caso d'inutile decorso di detto termine, di nominare un Commissario ad Acta in “sostituzione” dell'Amministrazione inadempiente.

Il Commissario ad acta diviene dunque ausiliare del Giudice con il “compito” specifico di soddisfare le pretese del creditore.

Tale procedura, però, non necessita unicamente di una Sentenza quale titolo idoneo a proporre la richiesta al Giudice Amministrativo in quanto, a ben vedere, diviene possibile l’esperibilità anche di fronte a provvedimenti idonei ad avere la medesima forza e portata giuridica di una Sentenza.

La pronuncia del Consiglio di Stato qui in commento ribadisce senza alcun dubbio come anche un decreto ingiuntivo (procedura di stampo meramente civilistico) non opposto sia utile a definire la controversia al pari della Sentenza passata in giudicato e pertanto possa essere ben utilizzato successivamente ai fini della procedura di ottemperanza.

A ben vedere dunque, l’ordinamento mette a disposizione varie strade per il creditore il quale potrebbe decidere di rimanere, una volta ottenuto un decreto ingiuntivo definitivo, nell’ambito civile – e tentare quindi la strada “classica” esecutiva (pignoramenti), oppure passare all’ambito amministrativo nella speranza che un commissario ad Acta nominato dal Giudice possa, quale ausiliario, e quindi quindi dotato di un potere diverso e superiore rispetto alla P.A., adottare qualsiasi misura che ritenga necessaria e sufficiente a garantire il conseguimento dell’obiettivo, garantendo una altro grado di soddisfazione per il creditore.