La Competition and Markets Authority del Regno Unito (CMA) ha pubblicato lo scorso 1 dicembre il testo dell’impegno a non assumere incarichi gestori in alcuna attività commerciale (“Director disqualification undertaking”), presentato dall’amministratore delegato della società Trod Plc (Trod).

Quest’ultima era stata assoggetta ad un procedimento da parte della CMA, concluso lo scorso agosto e con il quale è stata accertata la sua partecipazione ad un cartello sul mercato della vendita di poster e fotogrammi relativi ad eventi sportivi e di intrattenimento mediante la piattaforma online Amazon Marketplace di Amazon UK (Amazon). Trod nel 2011 aveva raggiunto un accordo con la concorrente GBE Plc (Gbe) attraverso cui le due società si impegnavano a non abbassare il prezzo dei rispettivi prodotti offerti su Amazon. L’accordo prevedeva che nel caso una delle due società stesse già offrendo il prezzo più basso sulla piattaforma non sarebbe stato possibile abbassare ulteriormente il prezzo. Per attuare l’accordo, Trod e Gbs si sono avvalse di un software spia che consentiva l’automatica ridefinizione del prezzo praticato da entrambe sullo stesso valore.

Il caso in questo rivela che, a fronte di una violazione del diritto antitrust, a differenza dell’AGCM ovvero della stessa Commissione europea, la CMA può chiedere che venga disposta per via giudiziale l’interdizione di un individuo nella gestione di attività commerciali. Il medesimo effetto interdittivo può, peraltro, scaturire anche dalla presentazione volontaria di un impegno, generalmente sollecitato da un’offerta in tal senso della CMA, a obbligarsi a non assumere incarichi gestori. In estrema sintesi, quest’ultima opzione consente un margine di trattativa sul periodo di interdizione, che altrimenti potrebbe arrivare sino a 15 anni, oltre che ad evitare di incorrere nel pagamento delle spese del procedimento giudiziale, consentendo allo stesso tempo un risparmio di risorse per l’autorità procedente.

La Disqualification in questione rappresenta una vera e propria sanzione interdittiva che, coerentemente con l’impianto sanzionatorio antitrust inglese (che prevede sanzioni anche penali per i manager coinvolti in un cartello), colpisce direttamente una persona fisica in presenza di gravi violazioni delle regole della concorrenza accertate dalla CMA, che rendano quella persona inidonea, proprio per il mancato rispetto delle regole di mercato, all’assunzione di incarichi gestori.

Il nostro ordinamento, come noto, conosce soltanto un’ipotesi di assoggettamento delle persone fisiche a sanzione diretta per violazione delle regole concorrenziali, e peraltro esclusivamente a carattere penale. Questo è il caso degli accordi anticoncorrenziali aventi ad oggetto gare per l’assegnazione di appalti pubblici, dove per l’appunto accanto alle sanzioni amministrative pecuniarie per le imprese trovano anche spazio sanzioni penali per i singoli individui per il reato di turbativa d’asta.

Le misure interdittive del tipo qui in commento, così come eventuali sanzioni amministrative a carattere pecuniario, rappresentano un compromesso tra il sistema di diritto comunitario (dove solo le imprese possono essere sanzionate), adottato anche a livello italiano, e quello americano ed inglese che invece prevedono sanzioni a carattere penale e di particolare rilievo per le persone fisiche, in aggiunta a conseguenze monetarie per le imprese.