IL 15 DICEMBRE 2016, SI È TENUTA A BRUXELLES LA RIUNIONE INFORMALE DEI CAPI DI STATO E DI GOVERNO, DEDICATA ALLA BREXIT, IN CUI I 27 LEADERS NAZIONALI, INSIEME AI PRESIDENTI DEL CONSIGLIO EUROPEO E DELLA COMMISSIONE EUROPEA, HANNO LANCIATO “IL SEGNALE CHE L’UE È UNITA E PRONTA AL NEGOZIATO” CON IL REGNO UNITO.

Nella dichiarazione conclusiva, i 27 Capi di Stato e di Governo hanno manifestato il loro apprezzamento per l’intenzione palesata dalla Premier britannica di attivare la clausola di recesso di cui all’art. 50 del Trattato sull’Unione Europea (TUE) entro marzo 2017, in modo da poter iniziare ad affrontare al più presto le incertezze dell’uscita britannica.

Dopo aver nuovamente sottolineato che qualsiasi accordo con il Regno Unito dovrà scontare un equo bilanciamento di diritti e obblighi e che l’accesso al Mercato Unico richiederà l’accettazione di tutte e quattro le libertà fondamentali, la dichiarazione indica i differenti passaggi delle trattative e il ruolo che ogni Istituzione avrà nelle stesse.

Il primo step a seguito della notifica formale della clausola di recesso sarà l’adozione, da parte del Consiglio Europeo, delle linee guida che definiranno i punti cruciali e le posizioni che l’Europa manterrà durante le negoziazioni. Il Consiglio Europeo si occuperà di tutto il procedimento e aggiornerà di volta in volta le linee guida, laddove necessario.

Dopo l’adozione delle linee guida, il Consiglio Europeo inviterà il Consiglio UE “Affari Generali” a procedere senza indugio con l’adozione delle decisioni che autorizzeranno l’inizio delle negoziazioni, previo parere della Commissione.

Successivamente, il Consiglio UE adotterà direttive sia in merito ai contenuti degli accordi sia con riferimento ai rapporti tra il Consiglio e i suoi organi preparatori, da un lato, e il negoziatore dell’UE, dall’altro. Queste direttive potranno essere emendate ogni volta che ce ne sarà bisogno, al fine di riflettere le eventuali modifiche alle linee guida apportate dal Consiglio Europeo.

In aggiunta, il Consiglio UE sarà chiamato a nominare la Commissione come negoziatore dell’UE, la cui scelta del capo negoziatore Michel Barnier è stata accolta con favore dai 27. Al fine di assicurare trasparenza e garantire fiducia, il team del negoziatore dell’UE sarà integrato da un rappresentante della Presidenza di turno del Consiglio UE “Affari Generali”. I rappresentanti del Presidente del Consiglio Europeo saranno a loro volta presenti e parteciperanno a tutte le negoziazioni, insieme ai rappresentanti della Commissione. Il negoziatore dell’UE, inoltre, presenterà report al Consiglio Europeo, al Consiglio UE “Affari Generali” e ai suoi organi preparatori sullo stato delle trattative.

È stato inoltre deciso che le rappresentanze dei 27 Capi di Stato e di Governo (i.e. gli Sherpa o i Rappresentanti permamenti), cosí come del PE, parteciperanno, se ritenuto necessario, alle riunioni preparatorie del Consiglio Europeo. I rappresentanti del Regno Unito nel Consiglio Europeo, nel Consiglio UE “Affari Generali” e nei suoi organi preparatori, invece, non parteciperanno alle discussioni né alle decisioni relative alle negoziazioni.

Infine, la dichiarazione precisa che il negoziatore dell’UE terrà costantemente informato il PE sugli esiti delle negoziazioni e il Presidente del Consiglio UE “Affari Generali” si consulterà con il PE prima e dopo ogni riunione del Consiglio stesso. Il Presidente del PE potrà intervenire all’inizio delle riunioni del Consiglio Europeo.