Il principale strumento per garantire la tutela ambientale è quello fiscale, che risulta più adeguato per internalizzare i costi dell’inquinamento e per spingere a comportamenti meno inquinanti.

Ed infatti, lo strumento della fiscalità ecologica ricomprende finalità più varie: esenzioni, detrazioni, agevolazioni, tasse e tariffe, misure impositive dirette o indirette, utilizzate per coprire costi dei servizi ambientali o per modificare il comportamento del contribuente con un effetto incentivante.

A livello europeo, non esiste un vero e proprio ordinamento fiscale europeo,cioè un insieme organico di tributi sovrapposti a quelli degli Stati membri, scaturenti da una piena competenza fiscale dell’UE.

Pertanto, si fa leva su una serie di principi volti ad incidere sulla struttura e sull’evoluzione delle fiscalità nazionali degli Stati membri.

In materia, di estremo rilievo è il sistema del “doppio dividendo”, in base al quale con le tasse ambientali si ottiene sia un guadagno in termini di miglioramento della vita e dell’ambiente procurato da variazione dei prezzi o dall’aumento dell’aliquota considerata, sia un reimpiego del gettito ottenuto con le imposte ecologiche.

Alcuni studi a livello europeo, hanno evidenziato il carattere potenzialmente regressivo delle imposte con finalità ecologiche sui consumi (quali imposte indirette): l'applicazione di un'imposta sull'inquinamento, colpirebbe in misura maggiore le fasce sociali più deboli, poiché la variazione di imposta da queste versata in percentuale delle spese totali risulterebbe maggiore rispetto a quella versata dalle fasce di reddito più alte. Tale problema può però essere superato attraverso una redistribuzione del gettito fiscale tale da neutralizzare l'effetto regressivo, in ossequio al  principio di neutralità fiscale.

In Italia, la legge di stabilità 2014, prevede che il Governo introduca nuove forme di  green taxes, destinate a preservare e promuovere l’equilibrio ambientale, orientando il mercato verso nuove forme di consumo e produzioni sostenibili.

La legge prevede lo stanziamento, per l’ambiente, di 180 milioni destinati alla difesa del suolo, mentre 90 milioni sono destinati al Fondo per la tutela delle risorse idriche. In tal senso, appare significativa la previsione a carico di colui che inquina, del pagamento delle spese di recupero della zona sottoposta ad inquinamento.

È previsto, inoltre, che il Governo riveda la disciplina delle accise sui prodotti energetici e sull’energia elettrica, prevedendo, nel perseguimento della finalità del doppio dividendo, che il maggior gettito sia destinato a ridurre la tassazione sui redditi, in particolare sul lavoro generato dalla green economy,  al finanziamento di modelli di produzione e consumo sostenibili, nonché alla revisione del finanziamento dei sussidi sula produzione di energia da fonti rinnovabili. 

Martina Chiello