Il 17 dicembre 2018 il Regno Unito e la Svizzera hanno sottoscritto un accordo finalizzato ad assicurare l’assenza di interruzioni nel traffico aereo tra i due Paesi a seguito della Brexit.

La Svizzera, pur non essendo Stato membro dell’Unione europea, è altamente integrata con il mercato interno dell’Unione, tra cui quello dell’aviazione. Il 21 giugno 1999 è stato infatti firmato un accordo bilaterale di trasporto aereo tra la Confederazione svizzera e l’Unione europea, entrato in vigore il 1° giugno 2002, che consente alle compagnie aeree, sia svizzere che europee, di operare liberamente nei rispettivi aeroporti. Con tale accordo, la Svizzera ha adottato gran parte della normativa europea in materia di trasporto aereo, tra cui vi rientra il Regolamento (CE) n. 1008/2008 recante norme comuni per la prestazione di servizi aerei nella Comunità.

Una volta che il Regno Unito avrà lasciato l’Unione, a tale Stato non si applicherà più la normativa europea in materia. Di conseguenza, le compagnie aeree britanniche non saranno più considerate vettori europei e non potranno più operare liberamente nelle rotte continentali ai sensi del Regolamento (CE) n. 1008/2008. Ciò avrà un impatto sui voli tra Svizzera e Stato uscente.

L’accordo concluso tra i due Stati garantisce la continua validità dei termini dell’attuale accordo UE-Svizzera sui servizi aerei ed entrerà in vigore una volta che il Regno Unito non sarà più membro dell’Unione o, in caso di no deal scenario, a partire dal 30 marzo 2019.