Dopo che molti dei più seguiti fashion blogger e influencer hanno ricevuto le comunicaizoni della Federal Trade Commission (Ftc), che gli invitava a una maggiore trasparenza nei confronti degli utenti, anche il Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Antonio Martusciello, intervenendo all’incontro annuale dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), ha evidenziato, in data 15 maggio 2017, la necessità che “i principi che ispirano la comunicazione commerciale, sebbene pensati per i mezzi tradizionali, non possono trovare una differente applicazione in ragione del mezzo con cui tale comunicazione è veicolata. Questa, se occulta o ingannevole, richiede uno specifico intervento volto a evitare che le abitudini di consumo degli utenti possano essere alterate o manipolate. Anche online, quindi, la promozione deve essere chiaramente riconoscibile come tale, nel rispetto delle previsioni normative”.

Il tema tuttavia si propone molto complesso, in quanto implica la necessità di stabilire il confine tra la pubblicità occulta, posta in essere da un influencer attraverso l’endorsement di un prodotto on line, e l’effimero piacere di farsi raffigurare con un prodotto, nel rispetto della propria libertà di espressione personale.

E’ indubbio però che il tema debba essere affrontato al più presto come dovuto, stante la massiccia fruizione dei contenuti on line anche di un pubblico composta da minori.