1. UNIONE EUROPEA

Commissione Europea

1.1 Fusione Luxottica-Essilor: la Commissione dà il via libera (vedi press release)

Il 1° marzo la Commissione Europea (Commissione) ha approvato in modo incondizionato il progetto di fusione presentato da Luxottica Group S.p.A. - azienda leader nel mondo e in Europa nella fornitura di montature per occhiali - ed Essilor International S.A. - primo fornitore su scala globale ed europea di lenti oftalmiche.

La Commissione, inizialmente aveva avviato un'indagine approfondita al fine di accertare l'idoneità della fusione a sortire effetti anticoncorrenziali attraverso pratiche di vendita vincolata (tying) o aggregata (bundling), in ragione del fatto che Essilor e Luxottica sono attive nella vendita di prodotti complementari. Il rischio, dunque, che l'impresa risultante dalla concentrazione potesse disporre di un potere di mercato tale da utilizzare i marchi detenuti da Luxottica per convincere gli ottici a rifornirsi di lenti Essilor, è stato analizzato dalla Commissione attraverso un'indagine di mercato che ha coinvolto 4000 ottici operanti su tutto il territorio europeo.

Al termine di tale indagine, la Commissione ha approvato il progetto di fusione. La quota di mercato detenuta da Luxottica in Europa nel segmento montature, infatti, è risultata inferiore al 20%. In aggiunta, l’analisi svolta dalla Commissione ha rivelato come l'impresa risultante dalla concentrazione non sarebbe in grado di sfruttare il potere di mercato detenuto nel segmento degli occhiali da sole - che rappresentano una parte minore dell'entrate degli ottici - per escludere dal mercato fornitori di lenti concorrenti. La predetta, infatti, non avrebbe alcun incentivo a promuovere vendite aggregate e/o vincolate - sussistendo un attuale rischio di perdere clienti - e non sarebbe in grado di escludere dal mercato fornitori concorrenti di montature per occhiali.

Infine, la Commissione ha escluso qualsivoglia esternalità negativa legata all'eliminazione della concorrenza emergente, considerando le limitate attività di Luxottica nel settore delle lenti e le limitate attività di Essilor nel settore delle montature non idonee a generare in futuro effetti preclusivi della concorrenza.

1.2 Trasporto marittimo e fornitura di pezzi di ricambio per automobili: la Commissione accetta la transazione (settlement) e commina sanzioni per oltre 540 milioni (vedi press release)

Con una nota rilasciata il 21 febbraio 2018, la Commissione ha annunciato di avere sanzionato per oltre 540 milioni di euro - con tre differenti decisioni - alcuni operatori attivi nel trasporto marittimo di automobili e nella fornitura di pezzi di ricambio per automobili. Al termine delle istruttorie, la Commissione ha valutato positivamente (in sede di comminazione della sanzione) sia l'attivazione di programmi di clemenza - riconoscendo la non imposizione agli operatori che per primi hanno riportato gli illeciti e la riduzione a quelli che poi hanno via via arricchito il quadro accusatorio per mezzo di auto-denunica - sia le proposte di transazione (settlement) delle parti che hanno ammesso la loro partecipazione - e conseguente responsabilità - ai rispettivi cartelli riconoscendo una riduzione dell'ammontare della sanzione nella misura del 10%.

Più in particolare, con la sua prima decisione la Commissione ha accertato l'esistenza di un cartello riguardante il trasporto marittimo intercontinentale di veicoli e ha imposto alle società partecipanti (MOL - leniency applicant - NYK, "K" Line, WWL-Europe e CSAV) un'ammenda totale di circa 395 milioni di euro. Tali vettori si sarebbero, nell'arco di 6 anni (tra il 2006 ed il 2012), scambiati informazioni commerciali strategiche su elementi del prezzo. Questi, peraltro, avrebbero - per mezzo di incontri nei rispettivi uffici, nei bar, nei ristoranti o in altri incontri sociali - concertato le loro strategie al fine di coordinare i prezzi ed allocare la clientela.

La seconda decisione della Commissione, con cui sono state imposte sanzioni per un totale di circa 76 milioni di euro - concerne invece alcune condotte anticompetitive - perpetrate dagli operatori Bosch, Denso e NGK, quest'ultimo leniency applicant - aventi ad oggetto la fornitura di candele di accensione del motore alle case automobilistiche nello Spazio Economico Europeo. Il cartello - durato dal 2000 al 2011 - è stato realizzato per mezzo dello scambio di informazioni commercialmente sensibili e in alcuni casi ha riguardato il coordinamento dei prezzi da quotare a determinati clienti, la quota di forniture a clienti specifici e il rispetto dei diritti di fornitura storici.

Infine, con la sua terza decisione la Commissione ha accertato l'esistenza di due cartelli relativi alla fornitura di sistemi frenanti delle automobili. In particolare, il primo cartello ha riguardato la fornitura di sistemi di frenatura idraulica ed ha coinvolto TRW (leniency applicant), Bosch e Continental. Il secondo cartello ha riguardato invece la fornitura di sistemi di frenatura elettronica ed ha coinvolto Bosch e Continental (quest'ultima leniency applicant). La Commissione avendo riscontrato un coordinamento dei comportamenti operativi sui rispettivi mercati per mezzo di uno scambio di informazioni sensibili - anche in materia di prezzo - ha ritenuto di comminare sanzioni per un ammontare di circa 75 milioni di euro.

2. ITALIA

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

2.1 Fatturazione mensile con aumento dei prezzi: Intesa - Avvio Istruttoria (vedi provvedimento)

Il 7 febbraio 2018 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ("AGCM") ha avviato un'istruttoria nei confronti di Telecom Italia S.p.A., Vodafone S.p.A., Fastweb S.p.A., Wind Tre S.p.A. e dell'associazione di categoria Assotelecomunicazioni - Asstel per presunto coordinamento delle proprie strategie commerciali in violazione dell'art. 101 TFUE.

In particolare, l'AGCM intende verificare se le parti, per il tramite dell'associazione di categoria, si siano accordate per determinare la variazione delle condizioni contrattuali dei servizi al dettaglio di comunicazione fissi e mobili in occasione dell'adeguamento alle prescrizioni della legge 172/2017, e per restringere la possibilità dei clienti-consumatori di beneficiare della concorrenza tra operatori. L'AGCM ha infatti rilevato che le parti avrebbero comunicato quasi contestualmente ai propri clienti la medesima variazione delle condizioni contrattuali con contestuale aumento del canone mensile.

Secondo l'ipotesi istruttoria dell'AGCM, inoltre, l'intesa potrebbe avere avuto una durata e una portata più ampia e risalirebbe già all'introduzione stessa della cadenza quadrisettimanale dei rinnovi e all'incremento dei prezzi che ne è conseguito.

2.2 Mercati di manutenzione di dispositivi diagnostici: Abuso di Posizione Dominante - Avvio Istruttoria (vedi provvedimento)

Con delibera resa nota il 19 febbraio 2018, l'AGCM ha avviato un'istruttoria nei confronti di GE Medical Systems Italia S.p.A., e delle sue controllanti GE Healthcare Italia S.r.l. e GE Italia Holding S.r.l., di Siemens Healthcare S.r.l., e della sua controllante Siemens Healthineers Holding III B.V., di Philips S.p.A., e delle sue controllanti Philips SAECO S.p.A. e Koninklijke Philips N.V., per accertare se le stesse abbiano posto in essere condotte di abuso di posizione dominante nel mercato della manutenzione dei dispositivi diagnostici.

L'istruttoria prende le mosse da alcune segnalazioni: l'una avente ad oggetto ostacoli frapposti all'affidamento dei servizi di manutenzione sui dispositivi ad alta tecnologia a soggetti diversi dal produttore e a danno dei manutentori indipendenti; l'altra relativa a comportamenti dei produttori idonei ad impedire, di fatto, che la struttura sanitaria potesse affidare il servizio di manutenzione a soggetti diversi dalla casa produttrice del dispositivo di diagnostica in uso presso la medesima struttura.

Secondo l'AGCM, la manutenzione erogabile da soggetti diversi dal produttore sarebbe impossibilitata o fortemente compromessa poiché i principali fabbricanti appongono sui dispositivi software di protezione e relative chiavi service rifiutando contestualmente di fornire questi input - specifici per ogni marchio/casa produttrice - ai manutentori indipendenti.

2.3 Servizi di intermediazione diritti d'autore: Abuso di posizione dominante - Chiusura Istruttoria - Impegni (vedi provvedimento)

Con delibera resa nota il 19 febbraio 2018, l'AGCM ha accettato e reso vincolanti gli impegni presentati dall'Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal vivo (Assomusica) nell'ambito del procedimento avviato nei confronti della stessa e di Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) per presunte violazioni rispettivamente degli articoli 101 e 102 TFUE nel mercato dei servizi di intermediazione dei diritti di d'autore.

L'istruttoria era stata avviata a seguito di alcune segnalazioni ricevute dall'AGCM, secondo le quali SIAE avrebbe, da una parte, esercitato pressioni nei confronti degli autori al fine di dissuaderli dal conferire mandato ad altre collecting, e dall'altra realizzato, nei confronti degli utilizzatori, politiche di pricing delle licenze non trasparenti e discriminatorie.

Con riferimento ad Assomusica, invece, l'ipotesi istruttoria configurava una presunta intesa restrittiva della concorrenza nel mercato della concessione agli utilizzatori di licenze per i diritti di esecuzione pubblica di opere musicali, attraverso l'adozione di linee guida che invitano le imprese associate a non stipulare accordi di licenza, né corrispondere compensi a società di gestione concorrenti di SIAE, allo scopo di boicottare le collecting diverse da SIAE e, in definitiva, mantenere le condizioni economiche esistenti a proprio favore.

Assomusica si è impegnata a ritirare le linee guida, in particolare attraverso un comunicato pubblicato sul sito internet di Assomusica nonché attraverso email inviate ai propri associati (al fine di rendere consapevoli gli associati che tali linee guida sono venute meno) precisando espressamente che gli utilizzatori non sono vincolati da Assomusica a interfacciarsi solo con SIAE ma sono liberi di interagire anche con soggetti diversi da quest’ultima e che gli organizzatori possono rivolgersi direttamente ai titolari dei diritti stessi.

Rimane inteso che, nonostante l'accettazione da parte dell'AGCM degli impegni proposti da Assomusica con conseguente parziale chiusura dell'istruttoria rispetto alle mozioni mosse a quest'ultima ai sensi dell'art. 101 TFUE, il procedimento comunque proseguirà nei confronti di SIAE al fine di accertare l'esistenza di una violazione dell'articolo 102 TFUE, così come ipotizzato dall'AGCM nel suo provvedimento di apertura.