1. APPALTI PUBBLICI ED EDILIZIA

  1. APPALTI PUBBLICI
  • Disposizioni in materia di concessioni e defiscalizzazioni - Art. 19.

Apportate numerose modifiche al Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163).

  • È necessario che il soggetto concedente, all’atto della consegna dei lavori, dichiari di disporre di tutte le autorizzazioni, licenze, abilitazioni, nulla osta, permessi o altri atti di consenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente e che detti atti sono legittimi, efficaci e validi.
  • La convenzione deve definire i presupposti e le condizioni di base del piano economico finanziario le cui variazioni non imputabili al concessionario, qualora determinino una modifica dell'equilibrio del piano, comportano la sua revisione. La convenzione deve contenere inoltre una definizione di equilibrio economico finanziario che faccia riferimento ad indicatori di redditività e di capacità di rimborso del debito, nonché la procedura di verifica e la cadenza temporale degli adempimenti connessi.
  • Per le concessioni da affidarsi con la procedura ristretta, nel bando può essere previsto che l'amministrazione aggiudicatrice possa indire, prima della scadenza del termine di presentazione delle offerte, una consultazione preliminare con gli operatori economici invitati a presentare le offerte, al fine di verificare l'insussistenza di criticità del progetto posto a base di gara sotto il profilo della finanziabilità, e può provvedere, a seguito della consultazione, ad adeguare gli atti di gara aggiornando il termine di presentazione delle offerte, che non può essere inferiore a trenta giorni decorrenti dalla relativa comunicazione agli interessati. Non può essere oggetto di consultazione l’importo delle misure di defiscalizzazione nonché l’importo dei contributi pubblici, ove previsti.
  • Il bando può prevedere che l’offerta sia corredata dalla dichiarazione sottoscritta da uno o più istituti finanziatori di manifestazione di interesse a finanziare l’operazione, anche in considerazione dei contenuti dello schema di contratto e del piano economico-finanziario.
  • L’amministrazione aggiudicatrice prevede nel bando di gara che il contratto di concessione stabilisca la risoluzione del rapporto in caso di mancata sottoscrizione del contratto di finanziamento o della sottoscrizione o collocamento delle obbligazioni di progetto, entro un congruo termine fissato dal bando medesimo, comunque non superiore a ventiquattro mesi, decorrente dalla data di approvazione del progetto definitivo. Resta salva la facoltà del concessionario di reperire la liquidità necessaria alla realizzazione dell’investimento attraverso altre forme di finanziamento previste dalla normativa vigente, purché sottoscritte entro lo stesso termine.

Nel caso di risoluzione del rapporto ai sensi del primo periodo, il concessionario non avrà diritto ad alcun rimborso delle spese sostenute, ivi incluse quelle relative alla progettazione definitiva. Il bando di gara può altresì prevedere che in caso di parziale finanziamento del progetto e comunque per uno stralcio tecnicamente ed economicamente funzionale, il contratto di concessione rimane valido limitatamente alla parte che regola la realizzazione e gestione del medesimo stralcio funzionale.

  • Semplificazioni in materia di DURC - Art. 31.

Introdotta la possibilità di acquisire il Documento Unico di Regolarità contributiva, per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, in via informatica, con validità di 180 giorni.

Riaffermato per le stazioni appaltanti e per gli enti aggiudicatori l'obbligo di acquisire d'ufficio il documento unico di regolarità contributiva e, ai fini del pagamento delle prestazioni rese nell'ambito dell'appalto o del subappalto, l’obbligo per le stazioni appaltanti di acquisire d'ufficio il documento unico di regolarità contributiva in corso di validità relativo all'affidatario e a tutti i subappaltatori.

  • Semplificazione di adempimenti formali in materia di lavoro - Art. 32.

Prevista l’individuazione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali (di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti), di modelli semplificati per la redazione del piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento e cioè dei modelli che il soggetto appaltatore o concessionario è tenuto a redigere e consegnare alle amministrazioni aggiudicatrici.

  1. EDILIZIA
  • Semplificazioni in materia edilizia -Art. 30.

Introdotta la possibilità per l’interessato che abbia bisogno della segnalazione di Inizio attività di richiedere allo Sportello Unico di provvedere all’acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari all’intervento edilizio.

Introdotta la possibilità di richiedere il certificato di agibilità anche per singoli edifici, singole porzioni della costruzione o singole unità immobiliari purché funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria.

2. SEMPLIFICAZIONI E TUTELA AMMINISTRATIVA A FAVORE DELLE IMPRESE

  1. SEMPLIFICAZIONI FISCALI
  • Modifiche alla disciplina della responsabilità fiscale negli appalti - Art. 50.

Abolita la responsabilità fiscale solidale tra appaltatore e subappaltatore relativamente ai versamenti IVA.

Il testo definitivo del Decreto Fare prevede un’abrogazione della responsabilità solidale negli appalti privati soltanto parziale: riguarda unicamente l’IVA a carico del subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto.

La responsabilità solidale fiscale negli appalti privati permane infatti per le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente dovute dal subappaltatore all'erario in relazione alle prestazioni effettuate nell'ambito del rapporto di subappalto.

Permane pertanto anche l’obbligo di ottenere un’attestazione dell'avvenuto adempimento degli obblighi: gli appaltatori e i committenti per evitare l'applicazione di una responsabilità solidale (subappaltatore-appaltatore) o di una "responsabilità sanzionatoria" (committente-appaltatore) devono acquisire la documentazione ovvero devono ottenere un'asseverazione da parte di professionisti abilitati ovvero devono ottenere dal fornitore un'apposita autocertificazione che attesti che il prestatore del servizio abbia regolarmente effettuato le ritenute di lavoro dipendente.

  1. SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA DI LAVORO
  • Semplificazione di adempimenti formali in materia di lavoro - Art. 32.
    • DUVRI

Introdotta la possibilità di nominare un incaricato unico che sovraintenda alle attività relative alla sicurezza (realizzando il necessario coordinamento tra committente, appaltatori e subappaltatori), in luogo della predisposizione del documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI).

Permane l’obbligo di predisporre il DUVRI nel caso di rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei particolari rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori di cui all’allegato XI al Testo Unico sulla sicurezza del 2008.

La semplificazione in parola riguarda i soli settori a basso rischio infortunistico, che dovranno essere identificati mediante un decreto del Ministero del Lavoro sulla base di criteri e parametri oggettivi desunti dagli indici infortunistici di settore dell’INAIL, e da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa con la Conferenza Stato-regioni.

Escluso l’obbligo di predisposizione del DUVRI per quelle prestazioni che, in relazione alla loro durata, impiegano un numero esiguo di lavoratori (dieci uomini-giorno). Sono esenti da tale deroga le lavorazioni che possano comportare rischi derivanti da agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza di altri rischi particolari.

  • Comunicazioni Telematiche

Introdotta la possibilità di effettuare la comunicazione agli organi di vigilanza degli elementi informativi relativi a nuovi insediamenti produttivi nell’ambito delle istanze e delle segnalazioni presentate allo sportello unico per le attività produttive di cui al DPR 160/2010.

Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sono individuate le informazioni da trasmettere e sono approvati i modelli uniformi da utilizzare per tali fini.

  1. INDENNIZZO PER IL RITARDO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
  • Indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento - Art. 28.

Introdotta la possibilità di ottenere un indennizzo a fronte di un ritardo nella conclusione di un procedimento da parte di una pubblica amministrazione o di un soggetto privato preposto all'esercizio dell'attività amministrativa (ad es. un concessionario).

Ove la pubblica amministrazione non rispetti il termine previsto, su richiesta dell'interessato, è tenuta a corrispondere un indennizzo di 30 euro per ogni giorno di ritardo dalla data di scadenza del termine del procedimento nell'ambito di un importo massimo complessivo di 2 mila euro.

L'erogazione dell'indennizzo, In una prima fase, sarà applicata solo ai procedimenti amministrativi riguardanti l'avvio e l'esercizio di attività di impresa iniziati dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge. Sono inoltre espressamente escluse le ipotesi di silenzio qualificato e i concorsi pubblici.

Per ottenere l'indennizzo, l'imprenditore, entro sette giorni dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento, deve rivolgersi al titolare del potere sostitutivo (indicato sul sito internet della singola pubblica amministrazione). Se nemmeno il titolare del potere sostitutivo fornisce la risposta attesa, si può ricorrere al Tar.

La domanda per ottenere l'indennizzo può essere presentata insieme al ricorso contro il silenzio a fronte di un contributo unificato il cui importo è dimezzato. Tuttavia, se il ricorso viene dichiarato inammissibile il giudice condanna il ricorrente a pagare una somma da due a quattro volte il contributo unificato a vantaggio della pubblica amministrazione.

3. AMBIENTE, RICERCA E INTERNET

  1. 1. AMBIENTE
  • Disposizioni in materia di prevenzione incendi - Art. 38.

Prevista a favore degli enti e dei privati responsabili delle nuove attività (introdotte all'Allegato I del DPR 1 agosto 2011, n. 151) - che siano già in possesso di atti abilitativi riguardanti anche la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio rilasciati dalle competenti autorità – l’esenzione dalla presentazione dell’istanza preliminare (e cioè dell’istanza per richiedere al Comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente l'esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio).

  • Disposizioni in materia ambientale - Art. 41.
    • Gestione delle acque sotterranee

Le nuove disposizioni di semplificazione in materia di gestione delle acque di falda sotterranee estratte per fini di bonifica o messa in sicurezza dei siti contaminati (Art. 243 del D.lgs. 152/2006) riducono gli oneri a carico degli operatori interessati e accelerano le procedure amministrative relative agli interventi.

Senza incidere sulle garanzie di tutela delle risorse ambientali, le nuove norme sono studiate per favorire la crescita delle attività economiche interessate.

  • Terre e rocce da scavo

Il nuovo intervento del legislatore in materia di riutilizzo delle terre e rocce da scavo, già in passato oggetto di continue rielaborazioni, ha ora fortemente ridotto – con un certo stupore tra gli operatori del settore ambientale – il campo di applicazione del DM 161/2012, recante la nuovissima disciplina del riutilizzo delle terre e rocce da scavo: il DM, dopo solo pochi mesi di “vita”, diverrà ora esclusivamente applicabile alle terre e rocce da scavo “che provengono da attività o opere soggette a valutazione d’impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale”, rimanendo al contempo invariato nella sostanza. Dopo una storia quasi ventennale di modifiche, abrogazioni e continui cambi di rotta (talvolta “imposti” dalle istituzioni comunitarie) al regime giuridico di riutilizzo delle terre e rocce da scavo, le recentissime e tanto agognate norme ministeriali volte a favorirne ed incrementarne il riutilizzo e diminuire la produzione di rifiuti subiscono già un profondo ridimensionamento: a seguito dell’intervento del legislatore con il “Decreto Fare”, infatti, le procedure di gestione e riutilizzo di cui al DM 161/2012 saranno applicabili solo ad un numero molto limitato di casi. Non certo, dunque, quello che si aspettavano gli operatori, che avrebbero certamente preferito, piuttosto, un opportuno maquillage sostanziale e linguistico del DM che ne eliminasse le ambiguità ed incertezze applicative e lo rendesse effettivamente funzionale alla realtà quotidiana degli scavi, e non solo ai grandi progetti edilizi.

  • Materiali di riporto

La stagione delle semplificazioni normative e burocratiche non sembra riguardare il riutilizzo dei materiali di riporto. Con il “Decreto Fare”, infatti, al fine di poter legittimamente riutilizzare a fini costruttivi il suolo non contaminato ed i materiali da riporto escavati nell’esecuzione di attività edilizie, viene introdotto per gli operatori l’obbligo di eseguire preventivamente a proprie spese il test di cessione (i.e. una prova simulata per verificare il rilascio di contaminanti) sui materiali di riporto. Qualora tali materiali non siano conformi ai limiti del test di cessione, infatti, dovranno essere rimossi ovvero resi conformi a tali limiti ovvero sottoposti a messa in sicurezza. Il tutto a spese dell’operatore che intendeva riutilizzarli.

  • Interventi di adeguamento del sistema dei rifiuti nella Regione Campania

Viene predisposto uno strumento per l’accelerazione delle procedure di competenza degli Enti locali per la realizzazione e l’avvio della gestione degli impianti di gestione dei rifiuti nella Regione Campania, già previsti dalla normativa e dalla pianificazione vigente ma non ancora realizzati.

A tali fini, è stato previsto il ricorso alla nomina di commissari da parte del Ministro dell’Ambiente che effettuino gli interventi necessari in caso di inadempienza degli enti competenti in via ordinaria.

  1. RICERCA
  • Interventi straordinari a favore della ricerca per lo sviluppo del Paese - Art. 57.

Previsto che il Ministero dell’istruzione favorirà interventi diretti al sostegno e allo sviluppo delle attività di ricerca fondamentale e di ricerca industriale, mediante la concessione di contributi alla spesa nel limite del 50% della quota relativa alla contribuzione a fondo perduto disponibili sul Fondo per la ricerca applicata (FAR).

Gli interventi da finanziare riguardano principalmente lo sviluppo di start up innovative e di spin off universitari, la valorizzazione di progetti di social innovation per giovani con meno di 30 anni, il potenziamento del rapporto tra il mondo della ricerca pubblica e le imprese, il sostegno allo sviluppo di capitale di rischio e crowdfunding, il potenziamento infrastrutturale delle università e degli enti pubblici di ricerca.

  1. INTERNET
  • Liberalizzazione dell’allacciamento dei terminali di comunicazione alle interfacce della rete pubblica - Art. 10.

Liberalizzato l'accesso ad Internet.

Questo risultato era in realtà già stato raggiunto implicitamente a causa del mancato rinnovo del vecchio Decreto Pisanu che invece assoggettava tale accesso a vari controlli.

E’ adesso esplicitato il concetto per cui non verrà più richiesta l’identificazione personale dell’utilizzatore da parte di chi offra al pubblico (ad esempio in pubblico esercizio) l’accesso a internet.

Permane tuttavia l'obbligo del gestore di garantire la tracciabilità mediante l'identificativo del dispositivo utilizzato.

4. GIUSTIZIA

  1. ORDINE GIUDIZIARIO
  • Giudici ausiliari - Artt. 62-72.

Prevista la nomina di 400 magistrati onorari cd. ausiliari, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, secondo le priorità individuate dai presidenti delle Corti di appello con i programmi previsti per la gestione dei procedimenti civili, amministrativi e tributari pendenti.

  • Tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari - Artt. 72-73.

Previsto il rafforzamento degli Uffici giudiziari mediante l’ingresso di laureati in giurisprudenza, con curricula brillanti, destinati a coadiuvare ed assistere il magistrato affidatario.

L’esito positivo del tirocinio farà conseguire allo stagista l’idoneità per l’accesso al concorso in magistratura e l’attività potrà essere finanziata con borse di studio erogate da terzi, sottoscrittori di apposite convenzioni con i capi degli uffici.

  • Magistrati assistenti di studio della Corte suprema di Cassazione - Art. 74.

Al fine di garantire la celere definizione dei procedimenti pendenti, nella pianta organica della Corte di Cassazione sono temporaneamente inseriti trenta magistrati, con le attribuzioni di assistente di studio, da destinare alle sezioni civili.

Un magistrato assistente di studio non può in ogni caso far parte del collegio giudicante.

  1. MODIFICHE AL CODICE DI PROCEDURA CIVILE
  • Intervento del pubblico ministero nei giudizi civili dinanzi alla Corte di Cassazione - Art. 75.

Previsto l’intervento del pubblico ministero, nelle cause davanti alla Corte di Cassazione, nei casi stabiliti dalla legge.

Il Decreto Fare ha modificato il regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Art. 81) nel senso che il pubblico ministero presso la Corte di Cassazione interviene e conclude: a) in tutte le udienze penali; b) in tutte le udienze dinanzi alle Sezioni unite civili e nelle udienze pubbliche dinanzi alle sezioni semplici della Corte di cassazione, ad eccezione di quelle che si svolgono dinanzi ad apposita sezione approntata a verificare se sussistono i presupposti per la pronuncia in camera di consiglio (ex art. 376 c.p.c.).

Il pubblico ministero presso la Corte di cassazione redige inoltre requisitorie scritte, nei casi stabiliti dalla legge.

  • Divisione a domanda congiunta demandata al notaio - Art. 76.

Introdotta una disposizione relativa alla divisione a domanda congiunta.

Quando non sussiste controversia sul diritto alla divisione né sulle quote (o su altre questioni pregiudiziali), gli eredi o condomini e gli eventuali creditori e aventi causa che hanno notificato o trascritto l’opposizione alla divisione possono - con ricorso congiunto al tribunale competente per territorio - domandare la nomina di un notaio avente sede nel circondario al quale demandare le operazioni di divisione.

  • Conciliazione giudiziale - Art. 77.

Rafforzata la conciliazione giudiziale.

Il giudice alla prima udienza, ovvero sino a quando è esaurita l’istruzione, deve formulare alle parti una proposta transattiva o conciliativa.

Il rifiuto della proposta transattiva o conciliativa del giudice, senza giustificato motivo, costituisce comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio.

  • Misure per la tutela del credito - Art. 78.

Introdotte misure a tutela del credito.

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il giudice, quando è presentata opposizione a decreto ingiuntivo, deve fissare la prima udienza non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire e, in quella sede, deve decidere sulla provvisoria esecuzione (anticipazione di cui all’art. 163-bis, terzo comma).

  • Semplificazione della motivazione della sentenza civile - Art. 79.

Semplificata la motivazione della sentenza che, ora, può contenere un rinvio a contenuti specifici degli atti di causa.

La motivazione consiste dunque nella concisa esposizione dei fatti decisivi e dei principi di diritto su cui la decisione è fondata, anche con esclusivo riferimento a precedenti conformi ovvero mediante rinvio a contenuti specifici degli scritti difensivi o di altri atti di causa.

  • Foro della società con sede all’estero - Art. 80.

Stabilita competenza inderogabile per tutte le cause civili nelle quali è parte una società con sede all’estero, priva di sedi secondarie con rappresentanza stabile nel territorio dello Stato.

Per le anzidette cause che, secondo gli ordinari criteri di ripartizione della competenza territoriale e nel rispetto delle disposizioni normative speciali dovrebbero essere trattate dagli uffici giudiziari di seguito elencati, sono inderogabilmente competenti:

  1. gli uffici giudiziari di Milano per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Brescia, Genova, Milano, Torino, Trento e Bolzano (sezione distaccata), Trieste, Venezia;
  2. gli uffici giudiziari di Roma per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Ancona, Bologna, Cagliari, Sassari (sezione distaccata), Firenze, L’Aquila, Perugia, Roma;
  3. gli uffici giudiziari di Napoli per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di corte d’appello di Bari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Lecce, Taranto (sezione distaccata), Messina, Napoli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria, Salerno.

Le norme ordinarie di competenza restano valide per i giudizi relativi ai procedimenti esecutivi e fallimentari, nei casi di intervento volontario e nei giudizi di opposizione di terzo.

Questa previsione non si applica alle cause nelle quali è parte un’amministrazione dello Stato, alle controversie individuali di lavoro alle controversie in materia di previdenza e di assistenza obbligatorie, e alle cause di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del Consumo).

  1. CONCORDATO PREVENTIVO
  • Concordato preventivo - Art. 82.

Disposta la revisione del cosiddetto concordato in bianco.

Lo strumento è stato introdotto nel 2012 (dal cosiddetto ‘Decreto Sviluppo’) per consentire all’impresa in crisi di evitare il fallimento e di salvare il patrimonio dalle aggressioni dei creditori con la massima tempestività (depositando cioè al tribunale una domanda non accompagnata dalla proposta relativa alle somme che si intendono pagare ai creditori).

Per impedire condotte abusive di questo strumento (cioè domande dirette soltanto a rinviare il momento del fallimento, quando lo stesso non è evitabile) emerse dai primi rilievi statistici, si dispone che l’impresa non potrà più limitarsi alla semplice domanda iniziale in bianco, ma dovrà depositare, a fini di verifica, l’elenco dei suoi creditori (e quindi anche dei suoi debiti).

Il Tribunale potrà, inoltre, nominare un commissario giudiziale, che controllerà se l’impresa in crisi si sta effettivamente attivando per predisporre una compiuta proposta di pagamento ai creditori.

In presenza di atti in frode ai creditori, il Tribunale potrà chiudere la procedura.

  1. MEDIAZIONE
  • Modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 - Art. 84.

Previsto il ripristino della mediazione obbligatoria per numerose tipologie di cause.

Il nuovo art. 5 comma I del D.lgs. 28/2010 non include più le controversie in materia di danno derivante dalla circolazione di veicoli o natanti tra quelle per le quali la mediazione è condizione di procedibilità.

Il giudice, deciso a far espletare alle parti un tentativo di mediazione, non deve più raccogliere il loro consenso ma rimetterle direttamente dinanzi ai mediatori, indicato l’organismo di mediazione (mediazione ex officio). In questo caso, la mediazione diventa condizione di procedibilità della domanda.

La mediazione obbligatoria è esclusa nei procedimenti di consulenza tecnica (CTU) preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all’articolo 696-bis del codice di procedura civile.

Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a tre mesi.

Il mediatore, prima di procedere al tentativo di mediazione, fissa un primo incontro di programmazione, in cui verifica con le parti la mediabilità della lite.

Il verbale di accordo raggiunto davanti ai mediatori, per essere omologato, deve essere sottoscritto dagli Avvocati che assistono tutte le parti.

Gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori.

L’importo massimo complessivo delle indennità di mediazione per ciascuna parte, comprensivo delle spese di avvio del procedimento, è di 80 euro, per le liti di valore sino a 1.000 euro; 120 euro, per le liti di valore sino a 10.000 euro; 200 euro, per le liti di valore sino a 50.000 euro; 250 euro, per le liti di valore superiore.