In data 8 ottobre 2019, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha accertato1 una violazione dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) nell'ambito dell'organizzazione delle competizioni amatoriali da parte della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE)2.

A seguito del procedimento avviato il 19 luglio 2007 al fine di verificare se la FISE, abusando dei propri poteri regolatori, avesse impedito o limitato senza giustificazioni di carattere sportivo lo svolgimento di manifestazioni equestri attraverso condotte escludenti nei confronti di associazioni concorrenti, l’AGCM aveva deciso di rendere obbligatori gli impegni proposti da quest’ultima3. In particolare, la FISE si era impegnata a: i) modificare l'articolo 1.2 dello Statuto Federale4 in modo da mantenere in via esclusiva la sola competenza sull’attività strettamente agonistica; ii) modificare l'articolo 17, comma 2, delle Norme di Attuazione dello Statuto5, in modo da proibire ai tesserati di partecipare a manifestazioni agonistiche indette da altri Enti e/o associazioni senza preventiva autorizzazione da parte della FISE, fatte salve le manifestazioni ludiche e ricreative; e iii) prevedere la possibilità per i suoi affiliati di concludere accordi con Enti o associazioni non affiliati tramite una “convenzione quadro” tra la FISE e questi ultimi.

Poiché il provvedimento dell’AGCM era stato parzialmente annullato in sede giurisdizionale, l’Autorità aveva successivamente riaperto il procedimento. Quest’ultimo si era concluso con un provvedimento del giugno 20116 con cui erano stati resi obbligatori gli impegni rimodulati assunti dalla FISE. Nello specifico, la FISE si era impegnata i) a limitare il proprio ambito di riserva alle sole discipline equestri organizzate dal Comitato Internazionale Olimpico (CIO)7 e dalla Federazione Equestre Internazionale (FEI)8, e svolte esclusivamente in forma agonistica; ii) a consentire lo svolgimento delle medesime discipline a livello amatoriale, eventualmente anche con tesserati FISE; iii) a permettere lo svolgimento delle restanti discipline e/o attività equestri senza vincoli o limitazioni; e iv) a consentire l’uso degli impianti dei circoli e club affiliati alla FISE ad altri enti od associazioni in base ad apposita convenzione.

Nell’ambito della nuova istruttoria avviata in data 29 maggio 2018 su segnalazione del Gruppo Italiano Attacchi (GIA)9 e delle Associazioni Sportive e Sociali Italiane (ASI)10, l’AGCM ha rilevato la violazione di tali impegni e la messa in atto di altre condotte anticoncorrenziali11.

In primis, per quanto riguarda la disciplina degli attacchi12, la FISE ha ripetutamente modificato la regolamentazione dell’attività amatoriale, restringendone la portata ed osteggiando l’organizzazione di manifestazioni e gare amatoriali da parte del GIA. Nello specifico, nel 2018 la FISE ha adottato due nuovi Regolamenti Tecnici Attacchi che, diversamente da quanto in precedenza stabilito con il Regolamento Tecnico del 201213, precludono, in quanto considerata agonistica, qualsiasi prova eseguita con gli attacchi multipli e, per gli attacchi singoli, qualsiasi prova a tempo, qualsiasi prova di dressage che preveda passi indietro, andature riunite o al galoppo e qualsiasi percorso, lasciando nella disponibilità dei soggetti terzi sono le attività ludiche, di tradizione e di eleganza. Inoltre, le nuove normative impongono che il responsabile della manifestazione sia sempre un tesserato FISE, e che il programma di ogni manifestazione debba essere approvato preventivamente da quest’ultima. Similmente, anche per quanto riguarda il salto ad ostacoli l’ambito amatoriale risulta drasticamente limitato. Nel 2017, infatti, la FISE ha modificato il Regolamento Nazionale Salto a Ostacoli, eliminando le categorie amatoriali e prevedendo, oltre all’attività agonistica, esclusivamente quella ludico-addestrativa.

In secondo luogo, la FISE è direttamente intervenuta in più occasioni nei confronti del GIA, di ASI e di altri Enti di Promozione Sportiva (EPS) concorrenti al fine di impedire od osteggiare manifestazioni o gare da questi organizzate, fino ad intraprendere procedimenti disciplinari a carico dei responsabili dei circoli che ospitavano manifestazioni ritenute non conformi alle proprie disposizioni regolamentari14.

Infine, nonostante ciò fosse previsto dagli impegni del 2007 e del 2011, la FISE non ha stipulato fino al 2018 alcuna convenzione volta a consentire e regolamentare l’uso degli impianti dei circoli e club affiliati ad altri enti e associazioni, impendendo a questi di svolgere attività amatoriale di tipo competitivo presso tali strutture. Per quanto riguarda il periodo successivo, invece, le convenzioni, pur sottoscritte, circoscrivono l’attività degli EPS a quella ludico-addestrativa non agonistica, per la cui individuazione viene fatto rinvio al Regolamento Tecnico della Attività Sportiva Agonistica Equestre del 2012.

Con la propria condotta, la FISE ha pertanto negato agli EPS la possibilità di svolgere attività agonistica, ricomprendendo nella categoria anche quella amatoriale. Inoltre, tramite le sue più recenti normative, la FISE ha completamente eliminato la categoria amatoriale, riconoscendo soltanto la distinzione tra l’attività agonistica, ad essa riservata, e quella ludico-addestrativa, le cui gare e manifestazioni sono lasciate nella disponibilità degli organizzatori terzi e degli EPS.

Nel corso dell’istruttoria, la FISE ha sollevato diverse eccezioni. Innanzitutto, essa ha sostenuto che, essendo ormai decorso il termine di prescrizione quinquennale dalla chiusura con impegni del precedente procedimento, l’AGCM si troverebbe fuori dal termine utile per la riapertura della procedura. In secondo luogo, la FISE ha contestato l’individuazione del mercato rilevante da parte dell’AGCM, in quanto l’organizzazione di manifestazioni equestri non costituirebbe un mercato unico, dovendo distinguersi tra le diverse specialità della disciplina equestre nel suo complesso. La FISE, infine, ha affermato di non trovarsi in posizione dominante nel mercato di riferimento in quanto essa non solo organizza meno eventi rispetto ad altri EPS, ma annovera un numero di affiliati e tesserati loro paragonabile, se non addirittura inferiore.

Più in generale, la FISE ha negato tanto il mancato rispetto degli impegni imposti con il provvedimento del 2011, quanto l’attuazione di comportamenti abusivi. La FISE, infatti, sarebbe titolare di una riserva sull’attività agonistica di alcune discipline con equidi, tra le quali quella degli attacchi in cui opera il GIA. Poiché, inoltre, la definizione di attività agonistica è espressamente rimessa alle diverse Federazioni Sportive Nazionali (FSN), la FISE sarebbe pienamente legittimata a stabilire i criteri per distinguere l’attività agonistica da quella amatoriale. In merito agli interventi contestati, la FISE ha sostenuto che essi sono stati legittimamente posti in essere nell’ambito dei rapporti tra la Federazione e i suoi affiliati e tesserati, non essendo volti ad impedire la partecipazione alle competizioni agonistiche da parte di questi ultimi. Del pari, le recenti modifiche regolamentari, concernendo solamente le competizioni svolte all’interno della FISE o sotto la sua egida, non impatterebbero sul Regolamento del 2012, e quindi non sarebbero applicabili nei confronti di soggetti terzi come gli EPS. Infine, la FISE ha ribadito di aver stipulato numerose convenzioni con enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI che, tra le altre cose, disciplinano l’utilizzo dei suoi impianti, la partecipazione ad attività formative, la possibilità di doppio tesseramento degli atleti e le modalità di partecipazione alle diverse manifestazioni organizzate.

In merito alla supposta decadenza dai propri poteri istituzionali, l’AGCM ha accertato che la FISE aveva assunto i propri impegni a tempo indeterminato, rimanendo pertanto essi in vigore fino ad eventuale revoca o revisione da parte dell’Autorità stessa. Inoltre, i comportamenti oggetto di contestazione si erano verificati a partire dalla seconda metà del 2017, per cui l’avvio del procedimento nel maggio del 2018 era avvenuto non solo entro i termini di prescrizione dell’illecito, ma anche in quello dei 90 giorni per la contestazione dell’inottemperanza di cui alla Legge 689/8115. Per quanto riguarda il mercato rilevante, l’AGCM ha ricordato come la natura agonistica dell’evento prescinda da quella del soggetto che lo organizza, dalla difficoltà tecnica della competizione e dallo stesso carattere competitivo della gara, il quale è insito anche nell’attività amatoriale. Al contrario, la natura agonistica o meno della gara si lega allo svolgimento della stessa nell’ambito del circuito istituzionale che coinvolge il CIO/FEI, il CONI e la FISE, ed alla tipologia dei titoli conseguibili con la stessa. Inoltre, non ogni specialità equestre costituisce un mercato rilevante distinto, in quanto i comportamenti delle diverse FSN devono essere valutati con riferimento a tutte le specialità ad esse riferite. Per quanto riguarda la posizione dominante, infine, l’AGCM ha rilevato che essendo la FISE l’unica federazione riconosciuta dal CONI in ambito equestre, essa gode di diritti speciali che le consentono di determinare le condizioni alle quali le altre organizzazioni possono accedere al mercato e svolgervi le loro attività16. Pertanto, essa si trova in posizione dominante nel mercato di riferimento, essendo irrilevanti tanto il numero di eventi da essa organizzati quanto il numero dei suoi affiliati.

In merito gli impegni assunti nel 2011, l’AGCM ha rilevato che con i due nuovi Regolamenti Tecnici del 2018 la FISE non si era limitata a distinguere l’attività agonistica da quella amatoriale, ma aveva altresì stabilito le regole di svolgimento di quest’ultima, subordinandone la realizzazione alla propria discrezionale approvazione. Inoltre, sebbene si fosse parimenti impegnata in tal senso per il periodo precedente, solo dopo il gennaio 2018 la FISE ha sottoscritto convenzioni con gli EPS, limitandosi, tra l’altro, a cinque di essi su quindici, a riprova della volontà di comprimere l’ambito amatoriale. Secondo l’AGCM, dunque, la FISE si sarebbe servita dei propri poteri quasi-regolatori per restringere indebitamente l'ambito di operatività degli EPS e delle associazioni sportive e riservarsi la quasi totalità dell’attività sportiva equestre, ed anzi estendendo il proprio ambito di riserva dell'agonismo e restringendo quello dell'attività amatoriale.

Tali comportamenti, oltre a non aver ottemperato agli impegni del 2011, costituiscono una autonoma fattispecie di abuso escludente nella misura in cui ostacolano o limitano l’accesso al mercato dell’organizzazione delle manifestazioni equestri a soggetti terzi rispetto alla federazione quali gli EPS17. Pertanto, alla luce della gravità dell’infrazione e degli articoli 14-ter, commi 2 e 318, e 1519 della legge 287/90, nonché dell’articolo 8 della Legge 689/8120, l’AGCM ha sanzionato la FISE per un importo complessivo di circa 450 mila euro. La palla passa ora a quest’ultima, che ha già annunciato di voler impugnare il provvedimento ritenendo che esso pregiudichi la professionalità degli istruttori e dei tecnici federali e che non tuteli nella dovuta misura gli enti affiliati alla Federazione21.