In data 28 marzo 2019 la Corte d’Appello dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) ha confermato la posizione assunta da lungo tempo dall’Unione secondo cui gli Stati Uniti non hanno adottato misure per conformarsi alle norme dell’OMC sul sostegno a Boeing, con una decisioneche pone fine ai procedimenti di conformità avviati 7 anni fa.

Nel 2012, infatti, l’OMC aveva confermatol’esistenza di sussidi illegali concessi dagli Stati Uniti a Boeingtra il 1989 e il 2006 per un ammontare superiore ai 5 miliardi di dollari, i quali avrebbero permesso alla compagnia di vendere i suoi aerei ad un prezzo artificialmente più basso, a scapito del concorrente europeo Airbus. Nel giugno 2017, inoltre, l’OMC aveva riconosciuto che gli Stati Uniti non hanno adottato misure adeguate per adempiere al proprio obbligo di ritirare i finanziamenti dichiarati illegali dalla stessa OMC.

La recente decisione ha riconosciuto le argomentazioni dell’Unione europea secondo cui diverse misure statunitensi, e in particolare il regime fiscale dello Stato di Washington e gli incentivi commerciali della Carolina del Sud, sono in realtà dei sussidi, attraverso i quali gli Stati Uniti hanno continuato a sovvenzionare illegalmente l’impresa, nonostante questi fossero già stati proibiti da precedenti decisioni. Tali sussidi, infatti, sono considerati la categoria più distorsiva degli scambi e sono illegali secondo le regole dell’OMC. Ciò ha causato danni significativi al suo concorrente europeo Airbus, in particolare sotto forma di vendite perse. 

La Commissaria europea per il Commercio, Cecilia Malmström, ha dichiarato come “… la sentenza odierna [sia]da accogliere favorevolmente per l’UE, la sua industria aeronautica e i suoi lavoratori in questo settore strategico…”, e come l’Unione “…continuerà a difendere una parità di condizioni per il nostro settore…”.

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