Difendersi si, ma a tempo debito. Sembra essere questo il leitmotif del ragionamento dell’Avv. Generale Szpunar (AG) a sostegno delle conclusioni depositate lo scorso 18 maggio e relative ai procedimenti C-588/15 e C-622/15 pendenti dinnanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CdG).

Gli appelli delle società LG Electronics Inc. (LGE) e Koninklijke Philips Electronics NV (Philips) riguardano la decisione con la quale il Tribunale dell’Unione Europe ha confermato la condanna nel 2012 da parte della Commissione Europea (la Commissione) dei principali produttori di tubi catodici per monitor e televisori, tra cui le appellanti, per un cartello che, iniziato nel 1996, si è protratto sino al 2006.

In particolare, dal 2001 al 2006 l’infrazione sarebbe stata consumata dalle appellanti attraverso la joint venture LPD Group (LPD), della cui condotta le società madri LGE e Phillips hanno integralmente risposto a titolo di responsabilità derivata. La Commissione ha applicato il principio dell’unicità dell’entità economica ai fini della responsabilità antitrust, per cui la società controllante è responsabile per la condotta della controllata, qualora quest’ultima non goda di autonomia decisionale circa le proprie strategie sul mercato.

Il motivo principale d’appello di LGE e Phllips ha ad oggetto proprio l’accertamento relativo a LPD. Entrambe lamentano la violazione dei loro diritti di difesa, in quanto LPD non ha ricevuto la comunicazione degli addebiti da parte della Commissione. Poiché la responsabilità di LGE e Phillips è puramente derivata da quella della loro controllata, le società madri hanno lamentato che, essendo quest’ultima in liquidazione e soggetta al controllo del liquidatore, sia LGE che Phillips non avrebbero avuto più accesso a documenti nella disponibilità di LPD e alle eventuali prove a discarico, di cui, in quanto controllanti, avrebbero beneficiato nell’esercizio del loro diritto di difesa contro l’accertamento dell’infrazione. Inoltre, l’esclusione di LPD dal procedimento, e la conseguente impossibilità per LPD di difendersi, si sarebbe risolta in un’ulteriore violazione dei diritti di difesa delle controllanti, che non hanno potuto beneficiare dell’attività difensiva di LPD.

L’AG ha escluso la rilevanza degli argomenti appena descritti. Secondo l’AG: da un lato la Commissione gode di discrezionalità nell’identificazione del destinatario della comunicazione degli addebiti in presenza di un’infrazione addebitabile a più entità legali costituenti un’unica entità economica; dall’altro, la funzione specifica della comunicazione degli addebiti è proprio quella di consentire al destinatario il legittimo esercizio dei diritti di difesa.

Pertanto, conclude l’AG, l’argomento secondo il quale LGE e Phillips non avrebbero potuto beneficiare di eventuali documenti che LPD avrebbe potuto produrre nel procedimento non è condivisibile. LGE e Phillips, infatti, avrebbero dovuto, in occasione delle richieste di informazioni a LPD e delle ispezioni effettuate dalla Commissione presso le sedi di quest’ultima, richiedere alla Commissione di adottare altre misure per ottenere informazioni rilevanti in possesso di LPD.

Si vedrà se la CdG farà proprie le conclusioni dell’AG.